Numero: 2 -Gennaio 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci Web
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Articolo 'La geometria con i ragazzi'  >>>
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La geometria con i ragazzi
Io sogno di costruirmi una casa!
di Mugione Mariella - Organizzazione Scolastica
La geometria è solo la parola con la quale intendiamo con quali mezzi leggere, osservare e misurare la realtà, ma l'intento è quello di scoprire e dare insieme significato alle forme o alle nostre idee che prendono forma e quindi connotare uno spazio.

"I have a dream" è stato il motto con il quale quest'anno il nostro Dirigente Scolastico ha avviato i lavori e le progettazioni dell'Istituto evocando e riproponendo il famoso discorso, sempre attuale, di Martin Luter King.
Ho approfittato dell'imput per ripensare e parlare con i ragazzi di geometria come realizzazione di un sogno molto più banale, pratico, ma forse vero che è quello di tutti, avere una casa.
Li ho fatti partecipare al mio progetto: come, dove , perché costruirla proprio in quel modo e siamo andati alla ricerca delle motivazioni idonee e significative di alcune scelte.
Tutto ciò per entrare nel vivo dello studio degli spazi e delle forme dentro le quali ogni giorno ci muoviamo e che non sono solo "determinabili cognitivamente ma hanno anche una grossa componente affettiva"(1) ed è questa componente che noi insegnanti dobbiamo svegliare, stimolare affinché la partecipazione sia del gruppo ma di ogni singolo con la propria storia .
Ogni spazio ed ogni forma pur rappresentata nella sua oggettività ha nella descrizione e nel vissuto una soggettività diversa che lo connota.
Per questo ho raccontato loro che stavo realizzando un sogno, quello di costruirmi una casa dopo tanto tempo, tanti sacrifici, che avevo deciso di costruire stanze di forme diverse per i diversi usi e che loro avrebbero dovuto scoprirne il perché. Il gioco li ha appassionati anche perché era a puntate. Non si riesce per mancanza di tempo ad esaurire un argomento o un gioco ma dare piccoli indizi affinché l'interruzione sembri voluta, serve per mantenere vivo l'interesse e la curiosità, serve a costringerli a raccontare l'esperienza e cercare di coinvolgere anche in modo divertente i familiari.
Ho cominciato col dire che questa casa aveva stanze rettangolari e alcune quadrate e che questa decisione era stata presa per motivi pratici, per esigenze vere e proprie. Loro avrebbero dovuto scoprire il perché attraverso domande, brevi appropriate, prestando attenzione sia alle domande dei compagni sia alle risposte e poi riflettendo su alcuni indizi dati da me alla fine della lezione come spunto necessario per tornarci su .
Dopo svariate domande, indizi del tipo "La casa si trova ad un piano basso" oppure " la stanza rettangolare è esposta al nord" attraverso anche disegni e schizzi si è arrivati alla conclusione che la stanza rettangolare era stata costruita per permettere di collocare sul lato lungo più finestre come la nostra aula.
Bisognava ora scoprire il perché delle stanze quadrate visto che le rettangolari erano utili, come potevano anche le quadrate essere indispensabili?
Questa volta l'aiuto è arrivato dalla lettura del libro "Mr Quadrato"(2) portato in classe da un bambino. Il primo capitolo del libro tratta di come il faraone Sesostri, circa 4000 anni fa, aveva diviso tra i sudditi le sue terre, sulle sponde del Nilo, in tanti quadrati e perché questa decisione era conveniente al furbo faraone. Ci siamo avvicinati quindi alle formule geometriche del perimetro e dell'area, abbiamo scoperto che a parità di perimetro un quadrato ha una superficie maggiore del rettangolo, abbiamo parlato, scritto disegnato figure geometriche, calcolato perimetri ed aree e finalmente hanno giustificato la scelta delle mie stanze quadrate dicendomi : "Hai tante cose da metterci dentro"
Infine, più semplice la scoperta dell'uso indispensabile della forma triangolare, il tetto, e che per questo motivo la casa si doveva trovare in montagna, più difficoltoso è stato scoprire il perché di un triangolo per il tetto oltre alle ragioni più conosciute che sono quelle per cui acqua, neve scivolano più facilmente. Questa volta per giungere al concetto che la forma triangolare non si deforma, abbiamo letto attentamente il secondo capitolo del libro che inneggia al piccoletto che ha un lato in meno ma è il più forte e al gioco che i bambini fanno con lo spago dove le forme si modificano con un solo movimento delle mani.. E' stata questa scoperta più accompagnata ma vissuta con lo stesso entusiasmo.
Alla prossima

Mariella Mugione Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi - Roma

(1)Davide Bazzini DISEF Dipartimento Scienze dell'Educazione e della Formazione Università di Torino
(2) Anna Cerasoli "Mr quadrato" Sperling & Kupfer Editori
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