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Numero: 7-marzo 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 18 Settembre 2018

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La metodologia didattica costruttivista come approccio alle pratiche teatrali
Quando si agisce come "guida al fianco" e non come "maestra in cattedra"
di Traversetti Marianna - Didattica Laboratoriale
La motivazione all'insegnamento e all'apprendimento è una chiave di volta, un accesso libero allo stile di acquisizione dei bambini che spesso appare spregiudicato, poiché si traduce in una forma metodologica che stimola l'individuo a porsi in modo ricettivo alle sollecitazioni forti e continue dell'atto dell'apprendere.
Dunque, il fulcro, l'approccio in essere di una strategia didattica volta a sviluppare primariamente il desiderio incessante di pensare, imparare e ragionare, nasce da un'esigenza personale dell'insegnante, tipicamente costruttivista, di essere docente che vuole creare classi in cui le prerogative siano: la motivazione, l'interesse, il tarlo della curiosità verso ogni forma del sapere; elementi, questi, strettamente collegati a quel dinamico e, fortunatamente, inevitabile processo di "creazione sociale del significato" di cui ciascun alunno, al termine della scuola elementare, avrà gli strumenti per poter attuare ed esserne portatore.

Il valore aggiunto che un percorso di insegnamento-apprendimento costruttivista determina è un impegno costante in ogni pratica scolastica vivamente realizzata, nutrito dal pensiero e incoraggiato dalle emozioni passionali e dirompenti che emergono quando, nello svolgersi delle lezioni, ad esempio di teatro, una maestra -con i suoi amati colleghi di viaggio esperienziale- si concentra ad accompagnare i suoi bambini alla scoperta naturale e affascinante delle loro passioni, dei loro talenti, delle loro ambizioni quasi futuristiche, perché non ancora inserite idealmente in un quadro intellettuale maturo e consapevole.

Per organizzare percorsi didattici di linguistica teatrale, dove il connubio tra la materia scolastica e l'esperienza di drammatizzazione ed analisi si fonde armoniosamente in unico e raffinato anello di congiunzione, che accoglie la profondità emozionale della drammaturgia in sé, per convogliare felicemente nella produzione testuale di sceneggiatura e regia, la risorsa efficace e fondamentale è proprio stabilire i nessi tra quello che le identità individuali sono e quel che fanno a scuola, in un campo di apprendimento aperto, flessibile e condiviso, in cui l'amore per la determinazione della propria personalità di alunni e docenti sovrasta di gran lunga l'appiattimento formale di un approccio scolastico stagnante e inquadrato che, troppo spesso -ancora troppo spesso nel 2009, a fronte di bambini figli della modernità complessa e della tecnologia incalzante- alcuni insegnanti propongono in maniera imperante, ma, sicuramente, assai poco motivante.

Fare italiano con il teatro
? attraverso lo sviluppo ragionato del contenuto della sceneggiatura
? mediante lo studio dei testi da drammatizzare
? l'analisi delle canzoni e il linguaggio musicale e corporeo
? e tramite la regia fatta dai docenti con e per gli alunni

è la forma che più mi caratterizza come insegnante di teatro - didattico e che riesce in maniera più incisiva a creare un rapporto tra me e le persone: tra i colleghi, gli attori, i danzatori, i cantanti, i registi cioè, tra insegnanti ed alunni che
? in questo groviglio di ruoli e di azioni si mescolano apprendendo ciascuno dall'altro
? all'insegna di un processo dinamico e reciproco che investe maestri e bambini
? in uno scambio di conoscenze e di esperienze che, ogni giorno, li fa crescere un po' e li fortifica

perché entrambe le figure, quella dell'insegnante e quella dell'alunno, insegnano ed apprendono vicendevolmente, divertendosi e sprigionando vere emozioni ed autentiche forze del pensiero.

Personalmente credo molto nell'approccio costruttivista, sia dal punto di vista didattico- teatrale che più prettamente pedagogico-scolastico, dove la mia figura di docente e quella dei miei carissimi e preziosi colleghi appassionati, Adriana Messuri e Stefano Laurenza,
? con cui ho la fortuna quotidiana di vivere la scuola " sopra le righe", in modo naturale e spassionato
? con la forza di chi ci crede e di chi trae nutrimento intellettuale dalle competenze specifiche di ciascuno
? e, soprattutto, dalla voglia di condividere gioiosamente un' emozione grande e comune,

non sale in cattedra per impartire nozioni statiche e fisse, che nessuno può confutare, bensì lancia input emozionali attraverso i quali stimola gli alunni alla lettura del mondo, rinforzando l' autostima, per scoprire l'autentica natura della propria indole caratteriale e personale.

E' l'insegnante che si pone alla classe come "guida al fianco" che genera nella struttura mentale dei propri alunni la consapevolezza di costruire, essi stessi, la loro rete di conoscenze, esplorando il loro habitat emozionale, caratteriale e potenziale ed elevando, su di esso, i mattoni del futuro patrimonio dei saperi con il quale avranno la possibilità di comprendere il mondo.

In questa prospettiva, allora, i docenti che operano a questo tanto ambizioso quanto complesso fine formativo accettano e godono della straordinaria opportunità di spartire e condividere il possesso e l'analisi critica della conoscenza.

Marianna Traversetti Docente 196° Circolo didattico Via Perazzi 46 - Roma
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