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n.24 giugno 2012
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Articolo 'La mia collega.'  >>>
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La mia collega.
Un anno speciale con una persona speciale.
di Agolino Simona Loretta - Dedicato a te
Totò e Peppino
Totò e Peppino
"Totò e Peppino". Così fummo definite all'inizio della nostra avventura,che si è conclusa quest'anno al termine di cinque bellissimi anni e pieni d'incognite. Io stessa sono stata l'incognita costante in questo ciclo, che a settembre sperava di poter tornare a lavorare nella "nostra" scuola e con la sua collega.

La scuola non è solo un luogo di studio, ma anche un ambiente dove si creano e si vivono relazioni: rapporti tra compagni e compagne di classe; rapporti tra insegnanti e allievi; tra insegnanti e genitori e tra docenti e altri docenti. Noi due abbiamo sempre cercato di favorire una relazione tra insegnante e allievo, basata sulla fiducia e apertura reciproca non lo abbiamo ritenuto importante solo sul piano umano, ma anche su quello didattico e formativo e abbiamo sempre cercato di tessere i rapporti tra compagni e compagne, per favorire una maggiore apertura e ascolto verso l'altro. Abbiamo sempre cercato di sollecitare i rapporti tra insegnanti e genitori, affinché il nostro lavoro a scuola non fosse vanificato fuori, ma che continuasse oltre l'orario scolastico. Oggi fare l'insegnante è sempre più difficile, poiché sono profondamente cambiati i linguaggi e gli interessi degli studenti e, soprattutto, è cambiato il modo di gestire la classe e la disciplina: i modelli severi e autoritari del passato - cui alcuni insegnanti fanno ancora ricorso - sono oggi inefficaci e non più accettabili e credo che insieme abbiamo cercato di insegnare questo ai nostri alunni; ma altrettanto inefficace consideravamo l'atteggiamento di rassegnato laissez-faire seguito da altri insegnanti, che lasciava la classe nel caos e faceva perdere all'insegnante il rispetto di sé e degli allievi.

In realtà, noi abbiamo cercato un dialogo costante sia fra di noi che fra gli alunni e trovato insieme ogni soluzione ai problemi che dovevamo affrontare con modalità di gestione costruttiva della classe, e per il bene di tutti.Era importante per noi rendere stimolante e accogliente l'ambiente scolastico, in modo che ciascun bambino potesse sviluppare le personali capacità espressive e comunicative e in questo siamo state, ognuna nel proprio ambito, delle insegnanti non ben viste da alcune colleghe, ma siamo rimaste sempre unite fino al nostro traguardo.
Abbiamo compreso che, per svolgere efficacemente la nostra azione educativa, non bastava conoscere la propria disciplina ed i principi pedagogici e didattici, ma era necessario capire la complessa rete delle relazioni all'interno della nostra classe. Come spesso accadeva, non importava se restavamo oltre il nostro orario di servizio, perché sapevamo che farlo era un nostro piacere, nel condividere ogni singolo momento della nostra avventura.

Purtroppo collaborare in armonia con gli altri non è stato facile, spesso il nostro luogo di lavoro è stato caratterizzato da rapporti freddi e di pura facciata, da invidie e gelosie, da conflitti latenti tra colleghi e le nostre spensierate risate a molte davano fastidio perché... non é decoroso ridere! Ma quello che è stato evidente a tutti è il nostro rapporto di lavoro basato sull'amicizia, cosa rara nel nostro ambiente.
Grazie collega, di avere reso belli per entrambe questi cinque anni, anche nelle tante difficoltà vissute, con l'augurio e la speranza che se ne possano vivere ancora.

Credo in te, amica.
Credo nel tuo sorriso,
finestra aperta nel tuo essere.
Credo nel tuo sguardo,
specchio della tua onestà.
Credo nella tua mano,
sempre tesa per dare.
Credo nel tuo abbraccio,
accoglienza sincera del tuo cuore.
Credo nella tua parola,
espressione di quel che ami e speri.
Credo in te, amica,
così, semplicemente,
nell'eloquenza del silenzio.

Elena Oshiro

Simona Loretta Agolino,Giurista,docente I.C."2 Ottobre 1870",piazza Borgoncini Duca Roma.
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