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n. 66 ottobre 2016
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La mia scuola è nuova ed è "possibile"
La didattica per competenze
di Tani Stefania - Inclusione Scolastica
Come ogni anno nel primo periodo di scuola ci si prepara a scrivere il programma di quello che si farà nelle classi. In esso si parla di argomenti da studiare, della metodologia utilizzata per spiegare, del numero di verifiche e delle modalità di valutazione, di quante ore di lezione ci saranno, delle parti del libro che saranno studiate.
E' un elenco spesso noioso da scrivere e se lo facessimo leggere agli alunni prima dell'iscrizione probabilmente non verrebbero più a scuola.
C'è poco insomma che faccia brillare gli occhi e faccia pensare:
"Wow! Guarda quante belle cose imparerò quest'anno!".

Non è un peccato???

Ma questa non è la mia scuola...
La mia scuola è un posto dove studenti e insegnanti non vedono l'ora di andare ogni mattina per crescere, imparare; gli argomenti scolastici sono proposti in modo interessante e invogliano a saperne di più, catturano l'attenzione con interrogativi che coinvolgono tutti. Non si indica come sarà spiegato l'argomento, quanto durerà la lezione.
Così, con la DIDATTICA per le COMPETENZE, che ci parla del valore e del perché delle cose, si studia il mondo partendo dai bisogni autentici delle persone. Si aiuta l'alunno a scoprire la bellezza e la perfezione delle diverse materie, spesso viste come elementi alieni pensati da persone che non hanno niente a che fare con lui.
Ogni studente può sbocciare come persona, trovando la propria strada, e mettere nell'imparare la stessa energia di quanta ne mette per giocare. Ogni docente può  trasmettere il meglio della sua esperienza ai ragazzi.

Questa è la mia esperienza scolastica da insegnante di sostegno in un team che mi fa sentire parte di un gruppo e mi permette di dare il mio contributo, con la consapevolezza di essere io stessa una risorsa per gli altri e, naturalmente, gli altri una risorsa per me.
La volontà di perseguire un obiettivo comune, il bisogno di sentirsi parte integrante e l'attività del gruppo accrescono la voglia di stare e di lavorare bene insieme.
Tra noi insegnanti si è creata un'intesa tale che, a volte, mi basta uno sguardo o un piccolo cenno per capire come intervenire in determinate situazioni.

Questa è la mia scuola ...è l'unica scuola possibile.

Stefania Tani, insegnante di sostegno, I.C.Casalbianco, Roma
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Sono presenti 1 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito giovedì 27/10/2016 ore 16:33 da Paola Castelli
Sono molto colpita dall'articolo perchè mi fa sperare in una "nuova scuola possibile" dove gli insegnanti tutti uguali guardano i bambini per intero da quello che inizia l'elenco a quello che chiude.
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