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| La partecipazione è VIVA! |
| Se la gente ha voglia ancora di scendere in piazza ... |
| di Rosci Manuela - Editoriali |
Un sabato pomeriggio. Un sabato pomeriggio diverso dagli altri. Un sabato di ottobre che ha dato appuntamento a tanti. In piazza, a Roma, sono arrivati da tutte le parti.
Quando sono uscita di casa ho incontrato un amico che mi ha detto:- Dove vai, tanto oggi ci sono solo i ragazzi in piazza!-
Io non sono più tanto ragazza: sono una giovane cinquantenne! Ma in piazza ci sono andata lo stesso e non ero sola. Tanta, tantissima gente di tutte le età, non solo giovani, anzi...
All'inizio le persone girovagavano per le strade del centro... Poi, prossimi all'ora dell'appuntamento, tutti hanno cominciato a cercarsi, a organizzarsi. Qualcuno ha provato gli strumenti, ha trovato gli accordi giusti...
Ecco ci muoviamo, a passo d'uomo. Siamo tanti, tantissimi.Tante bandiere. Tanti striscioni
Un corteo "composto", vivace ma "educato","adulto" sia per età che per comportamenti.
Un sole caldo ha riscaldato l'aria.I canti, i sorrisi hanno riscaldato gli animi.
Mentre scendiamo lungo via Cavour esco dal corteo, corro avanti, salgo la scalinata per San Pietro in Vincoli e fotografo dall'alto - non io, Maurizio - questo immenso flusso di "energia positiva" che scende gioiosa verso i Fori Imperiali.
Corriamo ancora avanti, con la voglia di cogliere l'incontro del flusso con i turisti che, incuriositi, continuano a entrare al Colosseo!
Si cammina, festosi, un po' stanchi, desiderosi di arrivare
e increduli di fronte alla folla che arriva da tutte le parti.
Quanti saremo? Tantissimi! E partono le "sfide" su quanti ne "passeranno" al telegiornale. La metà, no molti di meno saranno i numeri ufficiali.
Ma noi ci siamo e siamo in tanti a sapere ...e la voglia di esserci ha contagiato forse anche chi in piazza non c'è mai stato.
Un punto di ristoro, il cammino è stato "lungo"...
Poi incredibilmente si arriva al Circo Massimo.
Inimmaginabile la folla. Emozionante. Indescrivibile. "Un bagno di folla energetico".
Meno male! La partecipazione è VIVA!
Abbiamo ancora voglia di credere che il presente vada giocato e il futuro - per noi, per i nostri figli e per i nostri anziani, per le multietnie e per i disabili, per la scuola come per la sanità e per tutto il resto - ... possa cambiare.
Dipende da noi. Dalla voglia di credere e di scendere in piazza per affermare ciò che non va. Non per capriccio, non per demagogia, non per ideologia.
Io la tessera del partito non ce l'ho e in piazza sono andata lo stesso, con la determinazione di chi ha diritto di essere ascoltato. Ho la consapevolezza di essere cittadino "a tutti gli effetti" e come tale mi assumo la RESPONSABILITA' di dire che una gestione "personalistica" e poco attenta all'integrazione, alla rete sociale, all'altro, non va!
Non ho investito i miei ultimi trent'anni a formarmi per imparare a convivere con l'altro, a lavorare insieme oppure riconoscere che l'altro diverso da me non mi fa paura! Ho trasmesso ai miei figli il valore del rispetto di tutto e di tutti e non smetterò ora di credere in ciò che è cresciuto e si è consolidato dentro me.
Sappiamo che non c'è peggior sordo di chi non vuole ascoltare e l'atteggiamento mentale "rigido" di chi non ripensa, non riflette alla luce di quanto accade ...può diventare pericoloso ed è comunque poco produttivo.
Noi persone di scuola sappiamo che l'errore fa parte del gioco e del percorso di crescita e solo chi ha paura di riflettere e di confrontarsi, di pensare i punti di vista diversi come "ricchezza" e non come ostacolo ...ha la maturità e la sostanza per guidare altri.
Ringrazio tutti gli autori che - anche in un momento così carico di tensioni e di incredulità per ciò che accade e ciò che si afferma - continuano a contribuire, con il lavoro quotidiano, a "salvaguardare" ciò che abbiamo costruito e ad affermarlo anche sulle pagine di questa nostra rivista. Le domande sono le stesse, l'incredulità anche e la rabbia pure ma ognuno sta portando il "suo" personale disorientamento per condividerlo, per sentirsi in sintonia "con chi parla la stessa lingua"!
Un grazie particolare ai genitori che insieme a noi partecipano non alla "difesa" ma all'"affermazione" di quanto crediamo.
E nella scuola, quella vera e non quella raccontata dai media o che hanno "fatto credere" anche al ministro (ma con chi parla di scuola?), noi crediamo veramente.
E continueremo a scendere in piazza per affermarlo!
Manuela Rosci Psicopedagogista 196°Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
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