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La pittura fumettistica dei Brueghel
Alla scoperta di una mostra tutta da godere con occhi di bambino
di Ansuini Cristina - Didattica Laboratoriale
Quando ho visto scorrere davanti a me, ben stampata in grande su un autobus diretto al centro, la locandina della mostra di Brueghel, mi sono sentita un po' come Alice - mi capita spesso in verità...-precipitata in uno spazio-tempo lontano; mi sono rivista cioè a una cena di famiglia, a casa di uno zio paterno, seduta al grande tavolo, proprio di fronte la grande riproduzione di un dipinto gioioso, di una festa popolare, fatta di tanti particolari e figure buffe e divertenti, non troppo diverse di quelle che facevano parte del mio mondo di allora (essendo cresciuta in un quartiere popolare non sarà troppo difficile crederlo!...)
Ho così deciso mi dedicarmi un po' di tempo buono, di quello che rende migliori i momenti più bui, e di regalarmi la visita di questa mostra al Chiostro del Bramante.

La mostra, molto ricca e ben concepita, inquadra bene il periodo storico e l'ambiente culturale in cui i Brueghel, una vera e propria dinastia di artisti attiva per circa due secoli tra il 1500 e il 1700 in Olanda ed in varie parti d'Europa, tra cui l'Italia, hanno operato.
Un elemento che colpisce molto nelle opere è proprio l'elemento fumettistico: le espressione dei personaggi, la loro caratterizzazione, li fa sentire umani, molto vicini alla nostra sensibilità e molto lontani dalle figure ieratiche e distanti, miranti alla perfezioni tipiche dello stile che più appartiene alla cultura mediterranea di quei tempi.
I racconti, in genere di vita quotidiana, dai lavori nei campi, alla caccia nella neve, dalle feste di matrimonio al cambiare delle stagioni sono quelli che più mi hanno affascinato e che possono essere utilizzabili con efficacia nel lavoro con i bambini.
La cura spasmodica del dettaglio, unita alla contestualizzazione dei personaggi, rende comprensibile a tutti il tema narrato e fa sì che si ripercorra ancora e ancora il quadro, a ricercare elementi nascosti, particolari interessanti, scherzi stilistici come i "grilli", figure spaventosamente buffe, praticamente mitologiche nascoste qua e là, come un pesce con la testa mozza e le zampe di gallina o un tavolino con la faccia da gnomo arrabbiato.

Nelle diverse fasi storiche percorse dalla famiglia Brueghel è possibile vedere i cambiamenti del tempo ed i passaggi importanti, come la rappresentazione di piante e animali esotici collegata alla scoperta delle Americhe e alle imprese colonizzatrici degli Olandesi o la pittura quasi fotografica di soggetti floreali relativa alla nascita e allo sviluppo di questo genere di attività e di commercio.

Da tutto ciò risulta chiaro come le possibilità di rileggere la pittura dei Brughel con i bambini siano infinite, sia in base all'età, che alle preferenze che all'utilizzo in classe.
Io, con i miei bimbi di prima elementare - ebbene sì, mi piace ancora chiamarla così! - sto lavorando:
 sull'osservazione delle immagini e sul loro commento, invitando i bambini a cercare particolari e a notare i diversi piani del racconto per immagini: lo sfondo, il primo piano e il secondo piano;
 sulla ricostruzione dello stile bruegheliano attraverso cartelloni da "montare" con le immagini di ognuno: i personaggi piccoli dietro - sono quelli più lontani! - quelli più grandi davanti, gli alberi spogli nel cartellone dell'inverno, quelli pieni di foglie e di fiori in quello della primavera;
 la ricerca dei "grilli" per inventarne di nuovi: il pollo con le pinne, il pesce con le gambette, lo gnomo che diventa tavolo... Da qui si può poi partire per inventare storiette che abbiano come protagonisti questi buffi personaggi.

Per i bambini più grandi si può pensare allo studio e alla realizzazione di nature morte, magari rifacendosi alla ricerca delle piante e degli animali che gli olandesi importarono dalle Americhe.
Ma anche l'invenzione di storie o la realizzazione di testi diversi - descrittivo, esplicativo... - ben si appoggiano alle opere dei Brueghel.

E in definitiva già solo il bearsi di tanta bellezza è un soffio di sollievo, uno squarcio di luce per tutti noi, non solo per i piccoletti ;).


Cristina Ansuini, Psicologa, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma
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