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n.34 giugno 2013
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La posizione della UAAR sull'Ora di Alternativa a scuola
L'Associazione si batte per il libero pensiero e la laicità delle istituzioni
di Sabatini Roberto - Oltre a noi...
Quando due mesi fa, sul numero di aprile, venne pubblicata la testimonianza schietta e appassionata di un genitore, una madre che per le sue figlie aveva scelto di non avvalersi dell'insegnamento dell'IRC, mi sembrò opportuno proporre alla redazione di presentare, al pubblico della rivista, una scheda informativa sugli obiettivi, i valori e gli interventi della UAAR che, almeno in Italia, è forse l'unica associazione che si occupa specificamente dei problemi connessi e conseguenti alla scarsa laicità delle istituzioni e alla assai frequente interferenza del dogmatismo e dell'orientamento religioso tradizionale con la gestione della cosa pubblica.
L'ora di religione che testardamente e scontatamente si continua da più di 80 anni a inserire nella programmazione didattica di ogni ordine e grado di scuola è l'esempio più classico di intromissione di una visione del mondo, che con la laicità non ha nulla a che vedere, nell'amministrazione e nella stessa strutturazione delle istituzioni dello stato, in particolare in quelle estremamente delicate e decisive, per la cultura e per la formazione delle nuove generazioni, che sono, appunto le istituzioni educative!

Proprio in questo periodo si è tenuto a Roma un convegno della Consulta di Bioetica sulle difficoltà che incontrano le donne che ricorrono alla tutela della legge 194 del '78: anche in questo caso la laicità delle istituzioni ospedaliere si scontra con l'orientamento confessionale di molti operatori e delle stesse direzioni sanitarie, al punto che in Italia solo una sparuta minoranza di nosocomi consentono la pratica dell'IVG e ancor di meno in tempi accettabili. Questo ha fatto rifiorire la triste e pericolosa pratica dell'aborto clandestino e del business degli interventi privati, talvolta praticati dagli stessi medici, ufficialmente obiettori nell'istituzione pubblica, ma ottimi "cucchiai d'oro" in quelle private.

C'è un preoccupante parallelo nella scuola che solo formalmente amministra l'opzione del non avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica, ma che sostanzialmente la abbandona al suo destino di ghetto minoritario, di fatto privo di risorse, di strutture, di programmazione, di risposte.
La penetrazione delle istanze dogmatiche e conservatrici non si limita certo a questi due pur importanti contesti, ma concerne tutti i diritti civili cosiddetti di quarta generazione relativi ai nuovi sviluppi scientifico-tecnologici, diritti bioetici, genetici e informatici: essi portano alla formulazione di istanze relative alla manipolazione del genoma umano, al non accanimento terapeutico e all'eutanasia e al testamento biologico, alla violazione della privacy e al controllo individuale attraverso le telecamere, la rete, i satelliti, la telefonia cellulare.
La giurisprudenza su questi temi è però molto più complessa e vanta specifici diritti riservati ai bambini e alle donne e numerosi trattati, carte, protocolli e dichiarazioni internazionali la cui portata ed efficacia è molto variabile e non sono da tutti i paesi ratificati.
Ma mentre sul fronte della produzione e della promulgazione dei diritti si registra un costante progresso, altrettanto non si può dire sul versante della loro tutela e del loro rispetto: alle intenzioni e alle promesse non seguono comportamenti coerenti e una inedita commistione di nuovo e di antichissimo è sempre più presente sotto i nostri occhi.

La UAAR, Unione Atei, Agnostici e Razionalisti nasce in Italia nel 1987 e si ufficializza nel 1991, diventando più recentemente una APS (Associazione di Promozione Sociale), attualmente contando circa 4000 soci. Membro della Federazione Umanista Europea (sede a Bruxelles) e dell'Unione Internazionale Etico-Umanistica (sede a Londra), la UAAR si dichiara e si definisce indipendente da qualsiasi Partito e da qualsiasi formazione politica organizzata, pur non essendo una istanza in sé apolitica. Infatti l'Associazione, in quanto destinata a perseguire il raggiungimento dell'effettiva laicità delle singole istituzioni statali e dello Stato preso nella sua integrità e complessità è perciò spinta a prendere costantemente una precisa posizione nei confronti del mondo politico e dell'attività giuridica e a sostenere una determinata visione del mondo nella sua totalità, naturale e storica (ispirata alla logica, alla razionalità, alla conoscenza scientifica) quindi ad assumere e a manifestare un'opzione che si può considerare apartitica, ma che è in sé politica.
Se si pensa che di fatto l'UAAR cerca di rappresentare e difendere gli interessi civili e le istanze culturali di quella porzione della società italiana che non si identifica in alcuna religione e che fa questo attraverso la promozione e l'organizzazione di dibattiti, convegni, manifestazioni, momenti di studio e di espressione della cultura laica, umanistica e scientifica (emblematico è il Darwin Day), si capisce che la sua interazione con la sfera politica e sociale è continua e oltremodo significativa.
Non meno importante è il suo lavoro sul piano giuridico, attraverso una lotta incessante -anche sul piano legale- contro le varie discriminazioni che le maggioranze religiosamente orientate esercitano nei confronti di chi esprime posizioni atee e agnostiche e di chi effettua scelte che non si ispirano alle loro tradizioni e ai loro valori.

Data la particolare situazione dello Stato italiano che accorda al Vaticano una posizione di particolare privilegio morale, diplomatico e giuridico e di influenza nella costruzione delle sue stesse leggi, l'UAAR si batte per rendere indipendente l'attività e la stessa ispirazione legislativa, dai criteri e dai valori clericali che la condizionano da secoli e che culminano nel famoso Concordato del 1929 (i celebri quanto nefasti "Patti Lateranensi") e nella sua incompleta e infelice revisione del 1984 (d'altra parte sottoscritta dall'allora Presidente del Consiglio Craxi): l'abolizione del Concordato e la totale autonomia dello Stato italiano da ogni interferenza dello stato Vaticano restano perciò i punti prioritari e qualificanti della UAAR, i suoi fini statutari precipui.

L'Associazione vanta dei Presidenti Onorari, persone di chiara fama, facenti parte del mondo culturale e scientifico del paese, come Laura Balbo, Margherita Hack, Danilo Mainardi, Piergiorgio Odifreddi, Carlo Flamigni, Sergio Staino, ecc. che hanno aderito agli obiettivi e ai valori fondativi del suo Statuto; la UAAR agisce a livello nazionale con un suo Comitato di Coordinamento e con un'apposita Segreteria che gestisce la sua operatività e a livello Regionale e locale con i suoi 56 Circoli, presenti in 18 Regioni.
Tra le iniziative promosse e realizzate nel suo seno ricorderò qui la "Settimana Anticoncordataria" che si tiene ogni anno nel mese di febbraio e che ospita diversi eventi che valorizzano la cultura laica e scientifica, come il già citato "Darwin Day", occasione per approfondimenti tematizzati di notevole livello culturale, o che promuovono una maggiore laicizzazione del paese; l'attività di "Sbattezzo", ossia l'attivazione delle procedure formalmente necessarie per chiedere e ottenere la cancellazione dal registro dei battezzati delle varie diocesi, da parte di tutti quelli che sono stati appunto sottoposti a tale rito in un periodo della loro vita in cui non potevano non solo decidere, ma nemmeno essere coscienti di quel che veniva loro imposto, sia pure in buona fede (?) dai loro genitori; la campagna "Occhiopermille", ossia lo sforzo di sensibilizzare la popolazione a scegliere con cognizione di causa a chi destinare dell'8 per mille dell'IRPEF e non lasciare inevasa tale opzione poiché quel gettito fiscale viene comunque ripartito secondo le percentuali di chi ha comunque effettuato una scelta; la campagna "Ora Alternativa" destinata a contrastare l'inerzia delle istituzioni scolastiche che non predispongono attività sostitutive a quelle dell'IRC per chi non intende avvalersene (proprio come è capitato alla nostra Anita Carpi!), che non effettuano alcuna pubblicizzazione di questa opzione e che non fanno nulla per evitare disagi e discriminazioni alla minoranza che non partecipa all'ora di religione.
Qui bisogna aggiungere che in una società multietnica come anche la nostra si avvia sempre di più ad essere, l'Ora Alternativa non viene incontro solo alle esigenze dei non credenti, ma anche di tutti quelli che praticano e professano altri culti e che non possono, forse anche a maggior ragione, consegnare i loro figli ad un'ora catechistica. Infatti in più luoghi e momenti si è pensato di trasformare l'IRC in un'ora di Filosofia del Sacro, o in una di Storia delle Religioni o, comunque, in un momento di approfondimento non di parte, non schierato a favore di alcun culto, ma sembra proprio che il MIUR, da chiunque venga gestito, non recepisca questo tipo di istanze e di mettere mano ad una nuova revisione concordataria (di abolizione non se ne parla nemmeno!) che liberi dalle pastoie ecclesiali almeno il mondo della formazione, non c'è soggetto politico che sia in grado nemmeno di proporlo.
La UAAR si batte anche per l'"Assistenza Morale Laica" e per la realizzazione di opportune "Sale del Commiato",ossia per la predisposizione di appositi luoghi (soprattutto in Ospedali e Cimiteri) in cui onorare i defunti e svolgere cerimonie laiche, senza essere afferrati nel tritacarne del binomio pompe funebri e strutture ecclesiastiche.
Inoltre l'Associazione lavora anche a favore dei cosiddetti "diversi" come i gruppi GLBTQ, sigla che riassume gli orientamenti sessuali minoritari (Gay, Lesbo, Bisex, Transex, Queer), che stentano a trovare accettazione e riconoscimenti sul fronte giuridico per l'estensione a loro e alle loro vicende dei diritti normalmente previsti per i soli eterosessuali. L'UAAR si adopera anche per il Testamento Biologico, a favore dell'Eutanasia e da qualche settimana a questa parte sta organizzando una specifica raccolta di firme, insieme ai Radicali e all'Associazione Luca Coscioni, per un'apposita legge in materia; infine, come ho accennato nella prima parte di questa scheda, l'Associazione si mobilita per la piena e capillare realizzazione della legge 194 del '78, collaborando con altre realtà sociali del settore, come la Consulta Bioetica.

Tra l'altro ha istituito il Premio BRIAN (in onore del brillante, ma poco diffuso film "Brian di Nazareth" dei Monty Pyton) col quale premia le opere cinematografiche che evidenzino ed esaltino i valori del laicismo, cioè la razionalità, il rispetto dei diritti umani, la democrazia, il pluralismo, la valorizzazione delle individualità, le libertà di coscienza, di espressione e di ricerca, il principio di pari opportunità nelle istituzioni pubbliche per tutti i cittadini, senza le frequenti distinzioni basate sul sesso, sull'identità di genere, sull'orientamento sessuale, sulle concezioni filosofiche o religiose.
L'Associazione premia anche le lauree che oltre ad essere di buon livello culturale valorizzino gli ideali e i principi portati avanti dalla UAAR e incoraggia in questo modo nuove generazioni di studenti a fare della scientificità un abito di pensiero e di comportamento e un metodo privilegiato di studi e di ricerche.
Da molti anni cura la pubblicazione e la distribuzione di una Rivista culturale ad impostazione prevalentemente filosofica e ricca di riflessioni di notevole spessore culturale "l'Ateo", e gestisce un sito web (www.uaar.it) che informa con la massima trasparenza possibile sulla struttura e sulle attività dell'Associazione, sulla cronaca che riguarda i temi che essa segue e supporta, sugli eventi in programmazione e sulle iniziative portate avanti dalla struttura centrale e da quelle locali; inoltre il sito offre una quantità di documenti, materiali, bibliografie, analisi, schede, informazioni e link sempre aggiornati e di rilevante importanza per chi ha a cuore queste problematiche e non solo per costoro. Se si tiene conto che oltre all'indirizzo nazionale il sito offre link per i siti dei vari circoli e delle altre forze che si battono per identiche finalità, si capisce che la navigazione in esso è estremamente articolata e fruttuosa. Data la facilità con cui quest'ultima affermazione può essere verificata dal lettore, chiudo questa scheda con un caldo invito a non lasciarsi convincere solo dalle mie parole, ma di andare di persona a controllarle all'indirizzo indicato! Buona Navigazione a tutti!

Roberto Sabatini

http://www.uaar.it/
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