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| La pozione magica |
| Dialogo, confronto, ascolto: ecco gli ingredienti. |
| di Zeus Natalina Giovanna - Organizzazione Scolastica |
Insegnare ti cambia la vita! E questo matura con te mentre tutto scorre...decidi di insegnare magari solo con l'obiettivo di trovare un lavoro e/o di realizzare un sogno, ma finisce spesso che il mondo della scuola diventa il tuo unico mondo!
Costantemente pensi a loro: bambini e bambine che in te hanno speranze, in te hanno fiducia, stima, ti ascoltano, credono in te. Così non puoi più pensare di alzarti la mattina e recarti a lavoro "solamente" perché è il tuo dovere. Ti alzi e pensi: Cosa succederà stamattina? Ciò che ho programmato di insegnare oggi a questi alunni li aiuterà a riflettere, capire, li motiverà a fare, inventare, costruire?
E mi rendo conto che la nostra spinta, per essere creativi e realizzare lezioni coinvolgenti, sono proprio loro: il loro affetto e la loro volontà, la loro voglia di sapere, conoscere e imparare.
Vediamo questi bambini entrare per la prima a scuola, varcano la soglia dell'aula impauriti e incerti, poi piano piano... arriva la magia: la formazione del gruppo-classe, cioè lo stare insieme con serenità ed allegria, scherzare, giocare, imparare, conoscersi per crescere insieme e rispettarsi.
Sono un insegnante di sostegno e avere la possibilità di essere "mediatore" negli scambi comunicativi, di poter osservare le dinamiche sociali e personali della classe, spesso mi aiuta a entrare in sintonia con loro, "vedo e sento" nei loro sguardi timori, soddisfazione, certezze, incomprensioni. Io "vivo" l'anno scolastico, cresco con loro.
L'osservazione e il dialogo divengono strumenti necessari per entrare in empatia, per capire i loro stati d'animo, entrare nel loro cuore. Non sempre, però, tutto o è bianco o è nero, esistono le sfumature che caratterizzano le persone, ognuno di noi è unico e speciale, ognuno di noi esprime pensieri e desideri in maniera diversa, ognuno di noi possiede una propria identità. È anche compito della scuola concorrere proprio allo sviluppo dell'identità e quale modo migliore se non camminare a fianco, l'uno con gli altri, e credere in un progetto di "vita scolastica" che non si limiti solo a obiettivi prettamente didattici, secondo programmi ministeriali.
Significa pianificare un percorso che tenga conto di queste sfumature.
E poi, anno dopo anno, assisti ai loro cambiamenti, vedi i loro interessi modificarsi, evolversi e rimango ancora stupita quando qualcuno di loro mi chiede informazioni su un libro che ha letto, un film che ha visto, ripensando a quando mi chiedevano: Quando possiamo giocare?
E' bello poter partecipare a tutto questo...
Dialogare con i bambini, confrontarsi con loro e ascoltarli, questa è la pozione magica!
Con questi "ingredienti" i bambini -e anche gli insegnanti- riescono a vivere con entusiasmo e interesse il percorso educativo - didattico, la loro "tappa" per formarsi una loro personale, originale ...identità.
Natalina Giovanna Zeus, Istituto Comprensivo Via C. Perazzi, Roma
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