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Numero: 2-ottobre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 14 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'La relazione d'aiuto'  >>>
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La relazione d'aiuto
Una forma speciale di relazione per rispondere ai bisogni di altre persone
di D'Angiò Giovanni - Integrazione Scolastica
Un operatore che si occupa di disabilità, sia esso un insegnante, uno psicologo, un assistente sociale, un operatore-socio assistenziale, un educatore, un medico ecc, entra a far parte di un modo di relazionarsi con l'altro che prende il nome di relazione di aiuto.
La relazione di aiuto è una forma speciale di relazione in cui si risponde ai bisogni di altre persone. All'interno di una istituzione può essere definita come il contenitore dentro cui ciascun operatore utilizza le proprie competenze specifiche professionali accanto a quelle relazionali per prendersi cura dell'altro. In ogni attività in cui si ha a che fare con i bisogni dell'altro, la dimensione della relazione è centrale, mentre la competenza professionale è data spesso per scontata, bisogna trasmettere alla persona un atteggiamento di conferma, " confermare non significa cercare di cambiare il ritratto che una persona si è fatta di sé, e del mondo intorno a sé. Vuol dire aiutarla a conoscere meglio quel ritratto e ad accettarlo"(Geldard, Geldard, 2006).

Alcuni atteggiamenti personali dell'operatore contribuiscono alla costruzione di una sana relazione di aiuto.
Tra i più significativi:
GENUINITA': La genuinità si evidenzia nell'essere sempre se stessi, in contatto con il proprio mondo interno ed esterno, con i propri sentimenti e la propria personalità; spesso succede che se il soggetto percepisce che l'operatore non è sé stesso nella relazione e finge, qualsiasi cosa questo operatore faccia, anche correttamente dal punto di vista tecnico, viene preventivamente squalificata e non guadagna la fiducia del soggetto.
ACCETTAZIONE INCONDIZIONATA:.L'atteggiamento di accettazione incondizionata si riflette nella capacità dell'operatore di entrare in relazione senza esprimere giudizi morali e di accettare e mantenere una disposizione positiva verso la persona cui è diretto l'aiuto.
EMPATIA: "Il termine empatia è stato creato dalla psicologia clinica per indicare la capacità di immergersi nel mondo soggettivo altrui e di partecipare alla sua esperienza nella misura in cui l'esperienza verbale e non verbale lo permette. In parole più semplici è la capacità di mettersi nei panni dell'altro, di vedere il mondo come lo vede costui" (Rogers, Kinget, 1970).
NO ALLA COMPASSIONE: Essere oggetto di compassione da parte degli altri in maniera permanente è una perdita di dignità reciproca. L'atteggiamento pietistico nei confronti di una persona disabile significa pensare sostanzialmente in termini di "poverino" o "poverina", ed è una modalità di rendere l'altro stabilmente inferiore, subordinato. Fa scattare delle ribellioni o degli adattamenti nocivi ai rapporti. La ricerca di comprensione può essere a volte anche caratterizzata dalla necessità di vincere la resistenza al dover far ripetere le cose a un disabile che parla con delle difficoltà a essere capito o capita. A volte succede che chi ascolta ritiene di non dover chiedere di ripetere, accetta quello che arriva senza capirlo, sorride e non ha capito; questo è un grave limite che va nell'ordine della compassione poco utile se non addirittura dannosa. Il compianto per l'altro fa sì che l'altro diventi non solo disabile ma soprattutto marginale e, anche non volendolo, soggetto che chiede l'elemosina, povero alla porta dei ricchi abili.
LA MENOMAZIONE INVISIBILE:A volte abbiamo a che fare con soggetti che hanno delle difficoltà e non sono immediatamente percepiti come disabili; in questo caso possono esservi risposte inadeguate, brusche, impazienti, perché non ci siamo accorti che l'altro, uomo o donna, è - ad esempio - sordo, o sorda, oppure non vede , in quel caso cerchiamo subito di correre ai ripari però molto spesso è troppo tardi.

Offrire aiuto all'altro è un compito assai difficile, ma se attuato con competenza e disponibilità, è una grande fonte di crescita personale, professionale e soprattutto umana.
Conferma ed accettazione dell'altro, secondo la Pragmatica della comunicazione, rientrano insieme al rifiuto e alla squalifica, nei tre tipi base di transazione o messaggi veicolati all'interno di una qualsiasi relazione.

Accettazione: (ti ho sentito + si hai ragione, sono d'accordo);
Rifiuto: (si, ti ho sentito + ma non sono d'accordo);
Squalifica: caratterizzata per l'assenza di segnali di ricezione

Saper ascoltare in modo attivo significa dimostrare capacità di porre attenzione alla comunicazione del proprio interlocutore." Ascoltare con il cuore vuol dire accogliere: è un modo silenzioso di far sentire all'altro che va bene così" ( Dannon, 2003).
La famiglia, la scuola, e tutte le figure professionali che si occupano di handicap devono costantemente lottare anche contro quelle che sono le idee che spesso le persone nutrono nei confronti dei disabili.
Gli altri come percepiscono i disabili?
LA CURIOSITA' DELLA GENTE: Il rapporto tra disabili e non disabili è spesso caratterizzato da una curiosità invadente e da una mancanza di attenzione per gli aspetti di privatezza che sono necessari per la vita di tutti. Se, ad esempio, un disabile, uomo o donna, deve servirsi di un ausilio per la comunicazione, un rischio che può correre è quello di dover esibire sempre la comunicazione a tutti coloro che sono presenti, senza potere riservare la stessa unicamente a quelli che ritiene di dovere prendere come interlocutori confidenziali.
Non è importante se di fronte ci troviamo un disabile o un normodotato, è necessario sempre essere disponibili e professionali, solo così si potrà costruire un mondo tollerante e di pari opportunità.

prof. Giovanni D'Angiò (psicologo-psicoterapeuta) docente di psicologia dell'orientamento professionale, Dott. ssa Arianna Recco Psicologa Clinica cultore della materia di psicologia dell'orientamento professionale, Dot.ssa Paola Ottobre sociologa cultore della materia di psicologia dell'orientamento professionale UNIVERSITA' DI CASSINO POLO DIDATTICO DI SORA FACOLTA' SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE

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