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n.33 maggio 2013
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La Rete che fa conoscere e incontrare
Didamatica 2013, un'esperienza da raccontare
di Sangiorgio Roberta - Scuola & Tecnologia
Raccontare l'esperienza travolgente di Didamatica in poche righe è assai complesso. Mi voglio soffermare sull'aspetto relazionale che mi preme assai.

Con una serie di contatti, utilizzando la varietà di mezzi di cui dispone la rete e la telefonia, in poche ore è stato organizzato il viaggio. In una sintonia quasi perfetta per persone che si erano incontrate solo per una o due volte o addirittura mai, si sono creati dei ruoli complementari che hanno permesso in un tempo rapidissimo di organizzarci.

Non si può descrivere l'emozione di vedersi in stazione a Milano e di partire. Sul treno all'andata una signora lavorava con il pc, mentre noi entusiaste ci confrontavamo un po' su tutto, data l'occasione di trovarci "in presenza" e non solo "online": il nostro lavoro, la nostra vita privata, gli esami, gli studi, le modalità operative rispetto ai compiti assegnati... in un guazzabuglio ordinato e disordinato insieme, ma ricco e creativo.

Solo dopo un'ora la signora si qualifica: Elena Caldirola che lavora per l'Università di Pavia e anche lei era diretta a Pisa per presentare ben due suoi progetti (uno subito dopo il nostro...). Immaginatevi lo stupore e quanto il viaggio si sia rivelato ancora più fruttuoso del previsto. Altri confronti, altre esperienze, altre aperture al mondo. Intanto un occhio puntato su Twitter seguiva le vicissitudini di Laura, in ritardo di un'ora rispetto al tempo previsto. Giunte in stazione salutiamo Elena e ci diamo appuntamento a Didamatica, cerchiamo Lisa che non avevamo mai visto e lei dopo un po' arriva...presentazioni che non sembravano tali, ma un ritrovarsi tra compagne che si conoscevano da un po'.

Poi dopo un'attesa infinita ecco Laura: anche qui il rito si ripete...e via a Didamatica. Altro incontro emozionante quello con Andreas . Conversiamo e ci confrontiamo con lui e con il presidente IUL in attesa del nostro turno. Finalmente tocca a noi: il prof sale e inizia con un sonetto di Leopardi. Poi espone tutta la nostra esperienza nel laboratorio virtuale che può sembrare qualcosa di asettico, anonimo, ma non è proprio così: dietro ad ogni macchina ci stanno persone che interagiscono e collaborano esprimendo la loro ricchezza umana, professionale e tecnica in Rete.

Questo messaggio passato dal prof insieme all'approccio artigianale all'informatica viene colto e testimoniato negli interventi successivi di Elena e di Gianni, un iscritto al cMOOC , altro corso on line in atto in questo momento in Rete. Mi sono anche commossa e qualche lacrima è scesa . Altri interventi interessanti sono stati quelli di Elena e di un gruppo di insegnanti che utilizzano una piattaforma per costruire oggetti in 3D. Ma soprattutto favolosa è stata l'esposizione di tre ragazzi delle scuole superiori che si definivano colleghi. Poi la serata fantastica con la cena tra noi, con Elena che si è unita. Il giorno successivo i nuovi incontri e scambi a Didamatica anche con qualche divergenza dì opinione rispetto ad un intervento di un insegnante svizzero, a nostro parere dalle idee assai discutibili. Infine il ritorno in stazione, i saluti e una promessa: incontrarci di nuovo. Eh sì, la tanto demonizzata Rete, che nasconde sicuramente delle insidie, può anche creare conoscenza, competenza e relazione positiva. Ma questo accade anche nella vita reale, come in quella virtuale.

Trasporre questa esperienza ed educare all'uso della Rete in maniera positiva, come è accaduto a noi, può solo far bene alla scuola.

Roberta Sangiorgio, docente IC Macherio, Plesso "Gianni Rodari" - Bareggia di Macherio (MB)
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