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n 75 settembre 2017
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Oggi è il giorno:22 Ottobre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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La scuola a partire da me
Un insegnante consapevole rende alunni responsabili e consapevoli
di Tani Stefania - Formazione
Il percorso di formazione sulla didattica per competenze di secondo livello, tenuto dall'Associazione Sysform in collaborazione con Giunti Scuola, è stato intenso e stimolante; ha aperto sempre di più i miei orizzonti. Mi sono piaciute la strutturazione e l'organizzazione e ho apprezzato la possibilità di vedere e rivedere le informazioni messe a disposizione dai formatori.
Un corso piacevole da seguire e che consiglio, perché rende partecipi e coinvolge.

La motivazione che mi ha spinto a intraprendere questo percorso consiste nel bisogno di crescere a livello personale e professionale, poiché ci si forma "per tutta la vita".

Che cosa ho messo a fuoco con questa esperienza? L'assunzione di responsabilità personale rispetto alla proposta didattica rivolta ai ragazzi.

Non sono il Ministero, "il programma", il preside a condizionare la mia iniziativa, ma sono io e soltanto io che, entrando in classe, rispondo a chi ho davanti e di come utilizzo quell'arco spazio-temporale che si riempirà di parole, idee, ricordi e significati.
Ogni lezione è un pezzo nuovo da costruire, ogni classe chiede tempi e contenuti diversi, ogni argomento si rinnova in base al gruppo di lavoro. Dunque, l'attività che svolgo in aula non dipende dai colleghi poco collaborativi, dagli alunni in difficoltà, dai programmi troppo corposi, essa è una scelta consapevole di cui io ne sono la prima artefice e ciò che scelgo dipende da me e da ciò che mi muove.

A mio avviso la necessità della formazione si è fatta ancora più profonda oggi, in una società che considera come vera ricchezza dell'individuo le conoscenze e le competenze, che gli permettono di affrontare l'incertezza di una realtà che cambia continuamente e che, molto probabilmente, chiederà ai nostri allievi di oggi, cittadini e lavoratori di domani, di modificarsi più volte nel corso della loro vita professionale e lavorativa.

La formazione di un docente, almeno la mia, non ha dunque confini e tappe, se non quelli stabiliti dalla passione, dalla responsabilità che sorge di fronte al proprio compito, dalla consapevolezza di se stessi.
La finalità di ogni scuola, di qualsiasi ordine e grado, almeno spero, è rendere ogni studente competente, cioè in grado di utilizzare le proprie abilità, conoscenze e disposizioni personali in un contesto reale, a un livello sempre più elevato di qualità e con sempre maggiore consapevolezza, autonomia e responsabilità.
A volte la valutazione è vista come un processo conclusivo del percorso di apprendimento atto a rendere evidente il valore, espresso in forma prevalentemente numerica, attribuito al risultato raggiunto da ogni studente. Per tale motivo la valutazione è percepita, dalla maggior parte degli studenti, come un momento stressante, poco piacevole, da evitare, come se mettesse in discussione non solo il proprio operato, ma la stessa persona.La valutazione dovrebbe essere invece un momento importante del percorso formativo, per chiunque ne intraprenda uno, durante il quale poter dimostrare e rilevare quello che veramente si è in grado di fare e quello che è necessario approfondire o continuare a esercitare per poter migliorare.
La valutazione dovrebbe essere il momento in cui prendere consapevolezza dei punti forza e dei punti deboli, per poter scegliere sempre più autonomamente i miglioramenti da compiere ed assumersi la responsabilità delle proprie azioni.

Dunque, la valutazione così descritta promuoverebbe lo sviluppo della competenza; per questo motivo oggi mi sento di dover dedicare ancora una particolare attenzione alle modalità di valutazione e alla certificazione delle competenze.


Stefania Tani, insegnante di sostegno, IC "Casalbianco", Roma
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