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n. 27 novembre 2012
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La Scuola come "Il luogo della Cultura"
Riflessioni su come dedicare ed offrire una scuola di Cultura.
di Agolino Simona Loretta - Orizzonte scuola
Oggi la scuola vive una situazione di profonda crisi che la costringe a confrontarsi con alcune importanti trasformazioni che interessano la nostra epoca e la nostra società.
Parlo di crisi non in senso negativo, ma come momento di valutazione e di passaggio che costituisce l'occasione propizia per una particolare riflessione. Il fattore fondamentale di questa crisi va individuato in quel vasto processo di trasformazione che interessa la nostra società.

La società italiana e non solo, si presenta strutturalmente complessa e culturalmente policentrica.
Si sono moltiplicate le relazioni e i soggetti sociali, le logiche e i valori che strutturano i rapporti (i valori di riferimento della società familiare non sono più gli stessi della società civile o della società economica, o della società religiosa...). Questo fatto induce i cittadini a fare riferimento a molteplici centri culturali e di interesse.

Il volto della società e della cultura del nostro tempo ha prodotto un effetto di vaste proporzioni sul quale conviene fermare la nostra attenzione perché costituisce una continua sfida per chiunque operi nel mondo della scuola e dell'educazione.
Di fronte alle molte sfide a cui andiamo incontro, l'educazione e la cultura appaiono sempre i mezzi più preziosi e indispensabili, che ci consentiranno di raggiungere gli ideali di pace, di libertà e di giustizia sociale.
Tocca all'educazione e alla cultura svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo personale e sociale di ogni alunno. Non un rimedio miracoloso o una formula magica che possa aprire la porta verso un mondo in cui tutti gli ideali diventeranno realtà, ma come uno dei mezzi principali per promuovere una forma più profonda e più armoniosa di sviluppo umano.
In questo senso la cultura a scuola diventa un'espressione di amore per i bambini e i giovani che si devono sentire accolti nella società, offrendo loro, senza alcuna riserva, il posto che gli appartiene di diritto: un posto nel sistema educativo, oltre che nella famiglia e nella comunità locale, fino a comprendere la comunità mondiale.

Credo quindi fermamente, come persona e come docente, che si debba avere sempre in mente la convinzione di offrire all'alunno la conoscenza/le conoscenze attraverso i diversi mezzi di cui disponiamo, per agire creativamente nel proprio ambiente, per collaborare e comunicare con gli altri in tutte le varie attività umane, creando sempre dei punti di contatto e di dialogo costante.
Questo tipo di lavoro implica sia l'acquisizione e la conoscenza d'informazioni classificate, codificate, sia il venire in possesso degli strumenti stessi della conoscenza, in quanto più si conosce più si sviluppa la capacità di vivere con dignità e di poter coltivare tutte quelle capacità personali e professionali, che aiuteranno ognuno nel proprio percorso formativo.

Oggi la scuola ha subito notevoli trasformazioni, tagli economici, riduzioni di orari, il lavoro degli insegnanti svolto su più classi e tutto questo molto spesso crea difficoltà logistiche e organizzative che impediscono quotidianamente di svolgere in maniera serena il proprio lavoro.
Noi docenti dobbiamo essere però consapevoli che oggi più che mai fare scuola vuol dire fare cultura, cioè creare tutte le condizioni affinché gli alunni diventino partecipi dello sviluppo nel nostro Paese, cercando di favorire il benessere del singolo cittadino e di tutta la collettività.
Come possiamo fare?
La risposta non è sempre facile in quanto proprio nel mondo della scuola si respira aria di cambiamenti non sempre facilitanti o giusti, piuttosto subiti perché "senza senso".
Tuttavia, in contemporanea alla denuncia di scelte insane per la scuola, come docenti ed educatori dobbiamo curare il percorso scolastico dei nostri alunni, fatto di mattoncini messi giorno dopo giorno, affinché il bambino di oggi e successivamente l'adulto di domani sappia affrontare non solo la vita con competenza ma che sappia farlo con il suo bagaglio culturale.

Simona Loretta Agolino, giurista, docente I.C."2Ottobre 1870",piazza Borgoncini Duca Roma.
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