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n. 66 ottobre 2016
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Oggi è il giorno:19 Ottobre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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La scuola competente che...
... insegna,crea,prepara
di Santigliano Leonilde - Didattica Laboratoriale
L'anno scolastico è cominciato e ci auguriamo che sia ricco di idee e di motivazione. Tutti noi docenti siamo presi dai diversi impegni come le progettazioni, le varie organizzazioni interne, ecc...
La positività mi accompagna nella ricerca di riflessioni e azioni rivolte verso precisi traguardi che ho intenzione di raggiungere attraverso un lavoro ben programmato.
La parolina giusta è "intenzionalità", che mi propongo sia sempre presente durante il mio percorso professionale; a volte l'improvvisazione casuale può offrire risultati sorprendenti, ma affidarsi al caso, spesso, comporta l'esposizione a seri rischi.

Questo anno scolastico è iniziato con molta consapevolezza e sicurezza su come dovrò portare avanti il lavoro; rifletto spesso su ciò che il corso al quale ho avuto la fortuna di partecipare, "Didattica per competenze", mi ha insegnato: per me è stata una scoperta che ha dato adito a nuove ricerche personali, che mi portano a riflettere spesso sul mio modo di fare e di vivere la scuola.

Mi piace molto l'idea del ruolo "modificato" dell'insegnante, non più accentratore di sapere, ma regista di azioni e pensieri in continuo divenire e soprattutto "facilitatore" di processi di apprendimento cooperativo.

Entrando in una nuova classe, con alunni nuovi, non mi sono preoccupata di stabilire immediatamente un livello, ma ho cercato di coinvolgere tutto il gruppo classe nelle diverse attività svolte e penso ogni giorno a come promuovere dei percorsi per raggiungere i traguardi previsti per la costruzione di specifiche competenze.

Attraverso l'osservazione, che gioca un ruolo molto importante, riesco a modulare l'attività, rendendo tutto flessibile e a volte comunque si presenta la necessità di riprogettare il tutto.

In questi giorni sto introducendo delle novità rispetto alle discipline che insegno; ogni alunno è protagonista, partecipa, riflette. Ho posto al centro delle diverse attività la comunicazione nella madrelingua, la quale abbraccia i diversi linguaggi disciplinari.

Grazie a una tecnica molto nota, "brainstorming", riesco a richiamare l'attenzione degli alunni e proporre sempre nuove attività, ma soprattutto riesco a raggiungere gli obiettivi prefissati.
Quando ci si accorge che il clima si fa caldo, l'interesse alto, la partecipazione attiva, la soddisfazione dell'insegnante diventa alta, perché si coinvolgono tutti e si fa inclusione.

E' noto che alla base del nuovo modo di fare scuola ci siano dei punti di riferimento rispetto al contesto sociale; la scuola non può più essere considerata una sfera a sé stante, ma deve cercare di avvicinare e preparare il più possibile gli alunni alla società di domani, pertanto è necessario dare un senso e una reale spiegazione a tutto ciò che si fa e si crea in classe e nella scuola.

Questi primi giorni sono serviti a rendere noto agli alunni diversi argomenti; grazie alla loro partecipazione, ho potuto raccogliere tanti piccoli e preziosi contributi che sono serviti a creare dei ponti tra discipline diverse; abbiamo cominciato così a tessere insieme una tela interdisciplinare; presto comincerò a preparare dei veri e propri compiti di realtà, che ognuno di loro dovrà avere la capacità di cominciare e portare a termine, secondo i propri ritmi, abilità e competenze.

L'idea di pensare in maniera interdisciplinare ormai per me è diventata una forma mentis; da qualche anno le Indicazioni Nazionali sottolineano questo aspetto, ma non sempre la teoria si trasforma in pratica e spesso mi sono chiesta: "Si, ma come fare?"

I miei interrogativi hanno trovato risposta frequentando il suddetto corso per docenti, diretto in maniera magistrale dai formatori dell'associazione Sysform, Rosci Manuela e Scarabotti Maurizio, per conto di GIUNTI Scuola.

Programmare per competenze è stato l'oggetto di studio e di lavoro, le simulazioni laboratoriali, i compiti di realtà, le griglie di osservazione hanno trovato un vero terreno fertile in classe, con i miei alunni.

Probabilmente alcuni traguardi non sempre si riusciranno a raggiungere, ma credo molto nella cooperazione di tutti e soprattutto nel desiderio di crescere professionalmente per raggiungere delle nuove mete comuni.

Leonilde Santigliano, insegnante I.C. Belforte del Chienti, Roma
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