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| La scuola in ospedale |
| Il racconto fiabesco utile per i bambini ustionati |
| di Gambardella Raffaella - Organizzazione Scolastica |
Il reparto Grandi Ustionati del Sant'Eugenio può contare sulla presenza di un insegnante per i piccoli ricoverati. A molti potrebbe apparire una figura superflua, in presenza dell'urgenza di cure ospedaliere ma tale importante servizio garantisce il rispetto di due diritti fondamentali: quello alla salute e quello all'istruzione.
L'intervento è rivolto alla fascia di alunni ricoverati presso la nostra struttura, è volto a prevenire e contrastare la dispersione scolastica e, soprattutto, a facilitare il reinserimento nel contesto scolastico tradizionale dopo il ricovero.
La scuola in ospedale è decisamente peculiare, in quanto è destinata agli alunni ospedalizzati con modalità particolari (interventi individualizzati, tempi elastici per spiegazioni ed esercitazioni, prevalenza del ludico e dell'audio-orale in casi specifici...). Ha una struttura con una sua precisa identità, a volte non è facilmente riconoscibile, ma è realmente integrata. La scuola in ospedale assicura agli alunni ricoverati pari opportunità, li mette in condizione di proseguire lo sviluppo di capacità e competenze. Il docente in ospedale ha il delicato compito di promuovere il diritto all'istruzione in un contesto delicato e complesso come quello dell'ospedale, rassicura i genitori, convince il bambino con la sua sola presenza che la vita di prima continua, come prima.
Ecco un esempio di come utilizzare "la scuola" per affrontare ciò che è successo: il RACCONTO FIABESCO per i bambini ustionati.
E' importante, per i piccoli ricoverati, ascoltare ed inventare storie.
Nel racconto fiabesco tradizionale ci sono re, regine , principi e principesse, draghi malvagi e folletti misteriosi, un castello, un nemico da sconfiggere con l'aiuto di un alleato e di una pozione magica ed un finale lieto per tutti.
L'obiettivo di spingere i bambini ospedalizzati a costruire semplici trame non è solo quello di sviluppare la creatività e capire la struttura di un racconto, le sue caratteristiche, i suoi elementi e di apprendere divertendosi ad usare alcune strategie di scrittura ma, soprattutto, quello di esorcizzare la paura di quanto gli è successo individuando nel drago malvagio la macchinetta del caffè che lo ha scottato, l'acqua bollente, il fuoco del camino e via di seguito.
Naturalmente il malvagio dovrà essere sconfitto con l'aiuto di amuleti magici che di volta in volta saranno bende o pomate miracolose.
In uno schema proposto da Propp ci sono i seguenti elementi per sviluppare un racconto:
1) situazione iniziale (si introduce l'eroe, la famiglia,etc.)
2) allontanamento (uno dei membri della famiglia si allontana da casa)
3) divieto imposto al protagonista
4) infrazione al divieto
5) investigazione (ad opera del protagonista)
6) delazione ( l'antagonista riceve informazioni sul protagonista)
7) tranello (l'antagonista inganna il protagonista)
8) connivenza ( la vittima cade nell'inganno favorendo il nemico)
9) danneggiamento di uno dei membri della famiglia ad opera dell'antagonista)
10) mancanza (o desiderio di uno dei membri della famiglia)
11) mediazione (la mancanza viene resa pubblica)
12) inizio della reazione dell'eroe della storia
13) partenza
14) prima prova dell'eroe
15) reazione dell'eroe
16) conseguimento del mezzo magico
17) trasferimento nello spazio (l'eroe va nel luogo dove si concentreranno le sue ricerche)
18) lotta tra l'eroe ed il suo antagonista
19) marchiatura (all'eroe è impresso un marchio)
20) vittoria sull'antagonista.
Come si può vedere, semplificando lo schema di Propp, che peraltro è in voga presso molti sceneggiatori di film di successo, è facile costruire storie che aiutino il bambino a superare il trauma di quanto gli è occorso.
L'eroe bambino, cui è stato imposto il divieto di avvicinarsi al fuoco sarà punito ma, attraverso il superamento di varie prove e l'aiuto di personaggi magici (medici, infermieri) e unguenti miracolosi (creme), nonché travestimenti per ingannare il nemico (fasciature), riuscirà a sconfiggere il nemico.
Tali storie potranno essere raccontate e diffuse perché la favola acquisisca valore educativo e aiuti altri bambini a far propri semplici divieti.
Raffaella Gambardella, Docente presso la Scuola in Ospedale -reparto Grandi Ustionati del Sant'Eugenio di Roma
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