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n.85 settembre 2018
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Oggi è il giorno:13 Novembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'La scuola nei miei pensieri'  >>>
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La scuola nei miei pensieri
Qualche riflessione prima di entrare in aula
di Melchiorre Simonetta - Oltre a noi...

A settembre, prima che la campanella suoni, come tutti gli anni, "riprendo in mano" il mio lavoro per dare una "lucidatina" alle motivazioni che mi hanno spinto a scegliere questa professione, partendo dalle domande che continuamente mi pongo mentre progetto un nuovo percorso: quale insegnante desidero essere? Quali sono gli aspetti imprescindibili nel mio stile educativo che vanno oltre i bambini che incontrerò, le colleghe con cui collaborerò, la classe in cui mi troverò ad insegnare, le materie che affronterò ...?

Trovo ispirazione negli studiosi, negli scienziati e in quegli insegnanti che ritengo affini al mio modo di vedere il mondo, la relazione educativa e la scuola.
"L'arte ci offre una specie di forma paradossale di comunicazione che non possiamo risolvere, e quello che è interessante è che ci va bene, siamo d'accordo con questo. Quando invece iniziamo a studiare com'è fatto un altro uomo oppure un ecosistema o qualcosa che noi sentiamo di poter capire, questi paradossi diventano veramente scomodi per noi e quindi adottiamo qualsiasi tipo di trucco per risolverli e trovare le soluzioni per ridurre il problema".

Nora Bateson

In una sua conferenza sul canale TED, Ken Robinson ci racconta la sua metafora sulla scuola vista come catena di montaggio. Secondo l'autore le riforme dei sistemi educativi si pongono il problema di come aiutare gli studenti a trovare il proprio posto all'interno dell'economia del XXI secolo ma in realtà, aggiunge, i cambiamenti repentini dei nostri tempi non ci permettono di comprendere come sarà l'economia anche solo tra cinque anni. In pratica si cerca di rispondere a nuovi interrogativi, alle nuove esigenze e alle incertezze che inevitabilmente esse portano con sé, continuando a fare quello che si faceva in passato: una materia nelle mani dei docenti da versare nelle menti degli alunni, parcellizzando e scomponendo i "saperi" come se la realtà non fosse un meraviglioso e complesso intreccio di parti interagenti tra loro.

Un altro aspetto affrontato da Ken Robinson nel suo video è la tendenza della scuola a gerarchizzare le materie all'interno delle realtà scolastiche, soprattutto quelle definite "superiori", le materie scientifiche e letterarie in cima alla piramide, seguite dalle altre a scendere di importanza, fino ad arrivare alla base: le materie artistiche considerate le ancelle servitrici delle conoscenze regine. L'arte è la vittima principale dell'alienazione educativa, ci avvisa Robinson, eppure l'esperienza estetica ci fa sentire totalmente vivi, mentre la stiamo vivendo i nostri sensi sono completamente attivati e in connessione. Tuttavia ancora una volta la scuola tende a far vivere ai suoi studenti esperienze da anestetizzati, conclude Robinson.

Io non desidero alunni addormentati nei loro banchi, al posto e ordinati come soldatini di piombo, ma in movimento con la testa, con il corpo (strumento di conoscenza), con i sensi all'erta e curiosi. Non dobbiamo temere la confusione, perché essa arriva solo dove non c'è un progetto, dove non c'è amore e passione per il lavoro che si sta svolgendo, là dove non esiste relazione, dove il compito abita solo nella testa del docente.

Questa bellissima conferenza mi ha offerto molto materiale su cui riflettere e ha rinnovato in me il desiderio di continuare ad essere un'insegnante che anela ad uscire fuori dagli schemi, che crede fermamente che "Tutto è collegato nell'Universo", bellissima frase che sintetizza l'idea dell'educazione cosmica di Maria Montessori. E se tutto è collegato allora non possono esistere saperi di serie A e saperi di serie B, tutto l'universo è degno di essere offerto ai nostri alunni.

Gregory Bateson, nella sua ultima conferenza, afferma chiaramente che se tutto è connesso allora non ha davvero senso imparare lunghi elenchi di cose se non li colleghiamo in una visione globale.
Ne sono sempre più convinta: è assurdo dividere ciò che è unito, lo facciamo per praticità, per semplificare e poter conoscere così più agevolmente il mondo che abitiamo, ma dobbiamo essere consapevoli che esso è fatto di relazioni, di connessioni, di interazioni e questa convinzione trasforma radicalmente il mio modo di insegnare. I saperi "post-it" non mi interessano, far imparare contenuti che dopo poco voleranno via come fogli al vento non è il mio traguardo come docente. Il mio scopo invece è quello di lavorare sulla co-costruzione della conoscenza (se utilizzo un'idea nata da una mente che non è la mia non sto necessariamente rubando, copiando o imbrogliando bensì collaborando alla realizzazione di un progetto corale). Una delle mie mete è quella di lavorare insieme ai miei alunni sulla consapevolezza che il modello mentale di cui siamo portatori è uno in mezzo a miliardi di altri modelli mentali, non è né l'unico né il più corretto, di far prendere confidenza con il dubbio, con l'errore come realtà interna e possibile a qualsiasi azione umana e non un anatema proveniente dall'alto di cui dobbiamo vergognarci, far comprendere che si possono far dialogare i nostri pensieri, metterli insieme creativamente.

Sarebbe già un meraviglioso passo avanti se le realtà educative di ogni ordine e grado, fino ad arrivare alle università, aiutassero i propri studenti ad acquisire consapevolezza del proprio modo di pensare, della propria personalissima maniera di leggere la realtà, del proprio modo unico e irripetibile di "funzionare". Scoprire come lavora il nostro pensiero può aiutarci a diventare persone migliori, ad affinare la qualità delle nostre relazioni, ad essere più felici. Parafrasando una battuta di John Keating, professore di inglese nel film "L'attimo fuggente": "Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo".


Simonetta Melchiorre, Dottore in Scienze dell'Educazione, docente presso l'I.C. "Maria Montessori" di Roma, Art-counselor e formatrice per l'Associazione Sysform (ente accreditato dal MIUR)
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