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Numero: 9- maggio 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 25 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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La scuola possibile esiste e funziona pure!
Cronaca di una Rassegna teatrale possibile
di Paci Lucia Giovanna - Organizzazione Scolastica
Il logo della Rassegna di Graziana De Santis
Il logo della Rassegna di Graziana De Santis
Che esperienza, ragazzi! Sì, sì, confermo, la scuola possibile esiste e, soprattutto , funziona!

La mia scuola, la scuola elementare di Benedetta, è una bellissima scuola possibile e funziona alla grande.
L'11 e il 12 maggio ha organizzato una rassegna teatrale con i fiocchi, in un grande teatro "vero".

Detto così, può far pensare: "e capirai!", ma solo chi non l'ha vissuto dal di dentro può pensarlo.

Ci è voluto un orchestrato gioco di squadra per far sortire qualcosa di sicuramente perfettibile, ma proprio per questo ancora più vitale.

Due mesi di preparazione dell'evento e due giornate di realizzazione sono state come la "fabbrica di S. Pietro", una fucina di energie: progettazione, coordinazione, attuazione.
La scuola ha dato il "la", pensando una rassegna di arti espressive che vedesse impegnate tutte le classi a rappresentare ciò che sapevano fare meglio, nel ballo, nel canto, nella musica suonata, nella drammatizzazione e...ha prenotato il teatro.
Le forze, allora, si sono messe in movimento.
Le insegnanti hanno lavorato sui copioni, chi l'ha scelti e chi l'ha scritti, in alcuni casi con la partecipazione interna dei genitori, hanno pensato le parti per ciascun bambino, hanno realizzato le coreografie, hanno ideato e realizzato i costumi e, poi, il tutto è arrivato ai bambini e hanno cominciato a provare, provare, provare.
I bambini, dal canto loro, non se lo sono fatto ripetere due volte: hanno messo da parte la stanchezza di quasi un anno di scuola e, con la loro contagiosa serietà e una maturità sorprendente, hanno tirato fuori la grinta e la passione per riuscire.
Ma fin qui, insegnanti e bambini che si mobilitano e si mettono al lavoro, dov'è la novità?

La novità è venuta dai genitori: tanti, non i soliti rappresentanti di classe, e promotori e organizzatori, non solo coadiutori o esecutori.
Una mamma, che per sola passione si sperimenta nell'organizzazione di festivals di cortometraggi, ha messo a disposizione, fin dalla fase pre iniziale, la sua competenza, la sua esperienza e il suo entusiasmo e ha condotto le insegnanti e il Dirigente stesso nell'universo dell'evento, contagiando poi tanti altri genitori della scuola. Che bello! Non è stato il solito genitore rappresentante che lavora all'interno della sua classe, ma una qualunque mamma che si è data da fare per tutti, trascinando chi voleva essere trascinato.

Sopralluoghi al teatro, fotografie, piantine: i posti a sedere, gli ingressi, i camerini; il montaggio e lo smontaggio delle scenografie; l'organizzazione del calendario delle giornate, con i turni degli spettacoli, calcolati insieme ai tempi per le prove, il trucco e il "costumaggio"; la regolazione del flusso del pubblico, fino a 500 persone, in entrata e in uscita; l'organizzazione delle locandine per pubblicizzare l'evento, studiate nell'impostazione e nella realizzazione grafica, tra orari che cambiavano in continuazione; la vendita dei biglietti per i posti a sedere per ricavare soldi da donare a una scuola abruzzese per la ricostruzione (anche questa idea pensata e realizzata dai genitori); l'estrazione dei posti per evitare controversie, privilegi o corse ai "mejo posti"; la ricerca di uno sponsor della manifestazione e di cine operatori che riprendessero l'intera rassegna e che raccordassero fonici, tecnici luci, per esigenze di scena e di ripresa.

In questa grande fucina, ogni genitore che ha partecipato ha trovato una sua collocazione, mettendo a disposizione , chi la propria professionalità, chi le proprie sostanze, chi la bella presenza e chi la voglia di sentirsi parte.
Lo sponsor è stato trovato tra i genitori, la locandina si è potuta realizzare in tempi brevissimi grazie a una mamma e alla sua attività professionale, i soldi sono stati raccolti da un genitore per classe. E poi c'è stato chi ha offerto furgoni per portare scenografie, chi ha aiutato a caricare e scaricare, chi ha truccato, vestito, pettinato i bambini, chi li ha fatti mangiare, chi ha sistemato con ago e filo costumi all'ultimo minuto, chi è stato tempestivo nella risoluzione dei soliti imprevisti, contagiato dall'energia scaturita dal fare, chi ha fatto servizio di accoglienza in sala, chi ha coordinato i vari anelli della catena, tra i genitori e tra le insegnanti.
Ed è stato un successo, un vero successo, tanto che la direttrice, anche lei contagiata e galvanizzata, ha prenotato il teatro per il prossimo anno.

Che esperienza, che avventura! Io, personalmente, rappresentante di classe, ho partecipato un po' dal di fuori, cedendo il testimone, ma, in questo modo, ho potuto più lucidamente osservare: che collante straordinario questa partecipazione! Si è fatto amicizia, si sono fatte scoperte, si è entrati nei meccanismi "costruttivi" della scuola, in contatto in maniera nuova con le forze, le persone che la compongono e la fanno quotidianamente, ci si è sentiti parte.

E io, dal margine questa volta, mi sono sentita fiera e felice di aver "contaminato", col mio fare passato, col mio inguaribile idealismo e la mia incrollabile fiducia -magari anche da queste pagine- altri perché possano partecipare, in piena logica costruttivista, alla realizzazione e al funzionamento di una scuola possibile.

E' il gioco di squadra la carta vincente di una tale scuola, che esiste, quindi, nello sforzo corale e convergente di tutti i suoi soggetti attivi.

Lucia Giovanna Paci Genitore del 196° CD - Roma


Sulla stessa esperienza leggi anche il punto di vista nell'articolo di:
Marianna Traversetti: "Belli, Bravi, Bis!"
Adriana Messuri: "Ad ognuno la propria parte"
E ancora Lucia Giovanna Paci: "Madonna che traguardi!"

Sull'importanza dell'esperienza teatrale a scuola leggi anche:
Leda Cerofolini: "Quando la collaborazione è COSTRUZIONE"
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