Torna nella homepage
 
n.35 settembre 2013
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:20 Settembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'La scuola riapre... ancora ins... >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Inclusione Scolastica 2 Inclusione Scolastica
Pagina Orizzonte scuola 3 Orizzonte scuola
Pagina Didattica Laboratoriale 4 Didattica Laboratoriale
Pagina Dalla redazione 5 Dalla redazione

Ricerca avanzata >>>
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
La scuola riapre... ancora insiste?
Una mamma alle prese con l'inizio della scuola per i suoi tre figli
di Paci Lucia Giovanna - Orizzonte scuola
Un nuovo anno scolastico è appena incominciato e, per quello che ho percepito, credo che potrò riuscire a sopportarne il peso solo scrivendo su queste pagine, sostenuta e contagiata da tutti coloro che ancora credono nella scuola possibile!

Chiara ha fatto il suo ingresso nella scuola privata, dove recupererà gli anni persi e detto così sembra semplice, se non fosse che, oltre a dover ancora del tutto metabolizzare la bocciatura, tasto ancora dolente, ciò ha determinato la necessità di imparare un nuovo modello di scuola, di studio, di organizzazione del tempo, perché lì non funziona nel modo consueto. Neanche a dirlo, no?, che nonostante i suoi diciotto anni, mia figlia ha scalpitato non poco prima di inquadrarsi, con tutto quello che questo significa nel normale e facilissimo rapporto tra una mamma e la sua figlia ormai più che adolescente!

Luca ha incominciato il suo penultimo anno dell'Istituto Agrario e ha cambiato per la quarta volta l'insegnante di italiano, quella di inglese e per giunta quella di matematica, l'unica insegnante che li conosceva da tre anni, non perché sia andata via, ma, chissà per quali assurde logiche interne, perché è stata loro tolta, neanche fosse un giocattolo o un oggetto insignificante! Nel frattempo, però, a due settimane dall'inizio dell'anno scolastico, non esiste ancora la nuova insegnante e fino a tutta la prima settimana di ottobre, si esce da scuola a mezzogiorno, neanche stessero all'asilo e stessero facendo l'inserimento!

Benedetta ha iniziato la terza media e se già questo di per sé non bastasse a generare ansia in lei e in noi per la scelta del suo percorso futuro nella scuola, a cui siamo assolutamente impreparati, sono andati via quattro insegnanti e la cattedra di lettere è stata spezzata in tre, sicché lei manterrà il professore di italiano e avrà una professoressa di storia e una di geografia e questo perché si è formata una nuova prima, invece di tre, facendo saltare tutti i posti, oltre agli equilibri. Per dei ragazzi che si accingono a terminare un ciclo importante, a fare scelte determinanti, questi cambi non sono certamente una risorsa e una ricchezza e sono altamente destabilizzanti: nuove persone, nuove relazioni, nuovi rodaggi, nuovi equilibri da ricreare, quando devi solo tirare le somme. Quando un professore è nuovo e non ti conosce, come ti aiuta a orientarti? Deve essere così bravo, così maturo professionalmente, da riuscire a farlo in poco tempo e con pochi dati, ma non è così frequente né così facile che si succedano insegnanti di questo tipo e anzi è più consueto il contrario!

Senza contare che, quasi contestualmente all'apertura dell'anno scolastico, leggo sui giornali che si vuole "punire" gli insegnanti dei ragazzi andati male nelle prove Invalsi, obbligandoli a "rimettersi a studiare"... ah ah, mi viene proprio da ridere, perché semmai, mi sarei aspettata di leggere che finalmente avevano deciso di abolire questi quiz all'americana, che funzionano in America, dove si studia e si valuta in una maniera completamente diversa dalla nostra, per una diversità che è proprio culturale, sostanziale... invece, cosa fanno? Chiamano in causa il lavoro fatto dagli insegnanti, che si fonda su tutt'altro, su un approccio allo studio che è critico e argomentativo! E quando gli insegnanti si sono succeduti a decine nel corso di studi? Bah...!

Si scrive, molto spesso, per mettere ordine nei pensieri, nelle idee e per sintetizzare, se non si è capaci di farlo caratterialmente, quindi nella vita reale. Per me è sicuramente così, per scritto sono più efficace e meno verbosa, quindi noiosa. In questo caso, volevo rendere la situazione, volevo che chi leggesse sentisse l'ansia di un genitore con tre figli nella scuola, che deve trasmettere loro serenità e fiducia, se non certezze, almeno equilibrio, laddove, però lui per primo vacilla, perplesso, a volte indignato!

Io scrivo su questa rivista anche per qualcos'altro, per offrire l'altra faccia o il bicchiere mezzo pieno: in questa situazione, cosa posso fare io? Rifletto: se la situazione che vive Benedetta si è creata perché si è formata una sola prima, a fronte di tre, mi viene da chiedermi il perché di tante trasmigrazioni. C'è uno stano meccanismo intorno alla fama di una scuola, che non si capisce come si metta in moto e perché, che si crea e si distrugge in tempi simili a quelli della moda, che è molto figlio della nostra epoca e della cultura degli ultimi anni, del tipo meno hai come spessore culturale e più vuoi apparire. Questo fa sì che non ci sia più la scuola di quartiere, la tua scuola, dove vai perché è a due passi da casa, ma pure perché lì è casa. Ormai, c'è la scuola prêt-à-porter (così come prêt-à-porter è anche la chiesa per il catechismo) e la scegli come al supermercato o la cambi come una maglietta che non ti piace più. Non esiste quasi più il senso di appartenenza alla scuola, né come istituto né come comunità, spesso non c'è continuità neanche tra fratelli.

Troppi fattori devono incastrarsi, dunque, perché un istituto possa continuare a esistere, che spesso non hanno proprio nulla a che vedere con la professionalità dei docenti o la bravura del Dirigente, mentre avrebbero tanto a che fare con il buon senso dei genitori e la loro voglia di mettersi in gioco per far funzionare meglio quel delicato meccanismo. Mettersi in gioco non significa solo investire un tempo, che magari non si ha, ma quantomeno instaurare un dialogo reale e costruttivo con le parti, che troppo spesso è assente, troppo spesso si delega senza partecipare, mentre una scuola possibile è quella dove ognuno fa, in cui ognuno è parte attiva.

Io lo faccio e nel quotidiano, oltre che da qui, tento di contaminare altri, con il mio fare e il mio credo, a prezzo di cuore grosso, tanto fiatone e mal di testa e, come oggi, di pranzo saltato, perché sono stata a scrivere! Tenterò di portare questo messaggio anche a quei genitori che dovranno mandare i figli alle medie, per esempio, perché proprio non vorrei che la scuola di mia figlia, che è stata la mia scuola in passato, ma lo è tanto più ora con lei, non vada a morire. Non mi riferisco, però, solo a quella fatta di mattoni o a ciò che la rende un istituto, ma a quella comunità ideale e possibile di chi ci lavora, ne fa parte e che ci crede, perché, sì, con buona pace di chi rema contro o è sfiduciato, la scuola riapre ...ancora insiste!!

Buon anno scolastico a tutti!

Lucia Giovanna Paci, genitore - Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional