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n 71 marzo 2017
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Oggi è il giorno:18 Dicembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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La sfida quotidiana
Il valore delle "sorprese" nella pratica dell'insegnamento
di Sammarco Loredana - Formazione
L'esperienza vissuta ed affrontata insieme all'interno del percorso formativo sulla "Didattica per Competenze", tenuto dall'Associazione Sysform per conto di Giunti Scuola, è stata una validissima occasione per tornare a riflettere in gruppo e a saggiare quanto, noi docenti, abbiamo bisogno di incontrarci non soltanto nell'ambito di riunioni, attanagliati dall'aspetto burocratico, o in meri momenti di comunicazioni troppo rapide e frettolose, ma anche in occasioni di scambio reciproco, per raccontarci quello che ciascuno attua quotidianamente e per entrare in un confronto che non sia "schiacciante", bensì arricchente, propositivo, in cui ciascuno possa apportare il proprio fondamentale contributo.
Cosa ho messo a fuoco? Cosa sto mettendo a fuoco? Innanzitutto il fatto di rendere l'azione didattica ancora più AZIONE, cioè comunicazione, insegnamento non statico, ma proposta che si muove, si offre agli alunni, con chiarezza, semplicità, metodo, semplificazione, però ritoccabile, "riscrivibile", che faccia da stimolo; proposta che può essere ripresa da punti di partenza differenti, poiché si costruisce mentre si attua, si completa con l'apporto di tutti gli attori presenti ogni giorno in classe.
Cerco di chiarire il mio pensiero: i formatori in un incontro ci hanno aiutati a rimettere mano ai compiti significativi per migliorarli, per ricomporre alcuni particolari, rendendoli più "vissuti" da noi; quello che considero importante e fondamentale per me è non confezionare i piani di lavoro/le programmazioni, come fossero operazioni "ingessate", ma presentare una costruzione che sia "in divenire", giacché lo stesso entrare in aula, ogni mattina, è un DIVENIRE, caratterizzato da tanti fattori che ci mettono di fronte a quel giusto punto di difficoltà, o forse è meglio dire di sfida, per cui la lezione spesso non risulta come ce l'aspettavamo...E meno male! Significa che c'è un "salutare" margine per modificare l'azione (l'opera), appunto per renderla viva, "non arrivata", in fieri.
I nostri alunni costituiscono sane provocazioni che inducono a correggere, rivisitare, rinnovare strategie, metodi, interventi didattici, proposte. Se oggi ciò che devo suscitare e far scaturire sono le COMPETENZE (domani probabilmente la dicitura cambierà, ancora una volta!), voglio starci davanti ed imparare a promuoverle e questo Corso me ne ha offerto l'opportunità.
Il punto avvincente è che posso attuare ciò con il desiderio di migliorare e acquisire via via più padronanza, ma senza pretesa, perché ciò che ci/mi potrebbe ingabbiare è appunto l'ansia del "risultato giusto" ad ogni costo, mentre il particolare che "non torna", il più delle volte, è il punto buono della ri-partenza.
Ho vissuto momenti costruttivi quando mi sono fermata a riflettere con i miei alunni sui compiti significativi, quando li ho invitati ad intervenire nella compilazione delle schede per il Corso.
Nella teoria trovo chiarezza nel definire e individuare competenze e profili delle stesse, traguardi, evidenze, elementi da valutare e descrizione dei livelli di padronanza rispetto a compiti reali ecc.; nella pratica mi pare ci sia ancora una "scollatura", ossia non riesco ad impostare tutta la didattica in questo modo e non sempre riscontro una condivisione con gli altri di questa modalità di progettazione.
Resta un desiderio: costruire/realizzare un Piano di lavoro per Unità di Apprendimento insieme ad altri docenti, insieme ai colleghi. Mi interesserebbe una costruzione trasversale, effettuata nel e con il tempo, non improvvisata, non simulata. Vorrei costruire a più mani il Piano annuale nell'ambito del Consiglio di Classe, vorrei dar vita a compiti significativi che coinvolgano più discipline in un agire partecipato, affinché le Competenze divengano oggetto osservabile e sperimentabile per tutto il team dei docenti e la Valutazione sia un processo più collegiale possibile e non, come per lo più capita, una somma di tante individuali valutazioni. Vorrei "capire" e "praticare" un po' di più questo aspetto del lavoro.


Loredana Sammarco, docente IC Casalbianco - Roma
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