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n. 72 aprile 2017
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Oggi è il giorno:24 Giugno 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'La sperimentazione MER'  >>>
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La sperimentazione MER
Un'applicazione interdisciplinare a partire dai sei anni
di Sgarioto Antonella - Didattica Laboratoriale

Nei primi tre anni di scuola primaria si focalizza l'attenzione sullo sviluppo del senso del numero e della parola/frase, sulla loro composizione, scomposizione e comprensione.
La ricerca didattica ha evidenziato che il processo di apprendimento è molto complesso e che si deve tener conto di tutto il bagaglio di esperienze che il bambino accumula ed elabora fin dall'infanzia nei contesti extrascolastici. È quindi necessario procedere ad una attenta ricognizione delle pre-conoscenze del bambino, valorizzando quanto già acquisito, e su queste innestare la costruzione di un nuovo sapere.
I contesti di apprendimento variano in base ai contesti e alle discipline, ma comunque implicano un'attività significativa.
Importante è stimolare la curiosità e far sviluppare un approccio positivo di fronte a situazioni nuove, così come creare situazioni di indagine in cui l'alunno deve far appello al proprio bagaglio di conoscenze pregresse e al contempo sviluppare nuovi processi cognitivi, attraverso uno sforzo graduale ma significativo.
Le situazioni di indagine strutturate devono fare riferimento alla vita di tutti i giorni o alle esperienze del bambino. È necessario comunque, in riferimento all'età scolare, presentare la "situazione d'indagine" stimolando una discussione collettiva, per alimentare un confronto che permette al singolo di riflettere e di ascoltare l'opinione degli altri.
Qualunque processo cognitivo, a prescindere dagli strumenti impiegati, favorisce la consapevolezza delle proprie conoscenze/abilità, consentendo, attraverso un'autovalutazione guidata, l'individuazione di possibili errori. La predisposizione di situazioni d'indagine (decodifica di immagini, lettere, parole, numeri, insiemi, simboli personalizzati) è diretta a stimolare e educare all'utilizzo del problem solving, in quanto permette di abituare gli alunni a porsi questioni significative e a tradurle in rappresentazioni adeguate.
La metodologia MER prevede la codifica degli elementi presentati nella situazione d'indagine, codifica che richiede, oltre ad un linguaggio comune, anche un linguaggio specifico (italiano, matematica) necessario a soddisfare l'acquisizione di una strumentalità di base pertinente.
Come si legge nelle Indicazioni Nazionali Curricolo (2012), "Lo sviluppo di competenze linguistiche ampie e sicure è una condizione indispensabile per la crescita della persona e per l'esercizio pieno della cittadinanza, per l'accesso critico a tutti gli ambiti culturali e per il raggiungimento del successo scolastico in ogni settore di studio (...). Nel primo ciclo di istruzione devono essere acquisiti gli strumenti necessari ad un'alfabetizzazione funzionale: gli allievi devono ampliare il patrimonio orale e devono imparare a leggere e a scrivere correttamente e con crescente arricchimento di lessico. Questo significa, da una parte, padroneggiare le tecniche di lettura e scrittura, dall'altra imparare a comprendere e a produrre significati attraverso la lingua scritta."
Mi sembra opportuno a questo punto presentare alcuni esempi di schede di lavoro utili a chiarire meglio la metodologia e che è possibile consultare nel testo allegato all'articolo.
Si ricorda che prima di procedere allo svolgimento dell'attività è necessario predisporre una "situazione d'indagine" (non dimentichiamo che stiamo parlando di bambini di sei anni) atta a stimolare la curiosità e l'interesse, attraverso una discussione collettiva guidata.
Utilizzando la metacognizione, si avvia così l'alunno alla capacità di trarre informazioni osservando un'immagine.


Antonella Sgarioto, docente di scuola primaria, Direzione Didattica "P. Vetri", Ragusa
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