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n.86 ottobre 2018
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Oggi è il giorno:21 Novembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'La tecnologia fa "acqua"?'  >>>
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La tecnologia fa "acqua"?
I significati dell' innovazione nella scuola e nella vita
di Pellegrino Marco - Orizzonte scuola
Il tema è vasto e complesso dunque non può essere esaurito in un articolo, ma è doveroso spendere un po' di tempo e di spazio "virtuale" per riflettere e per cercare di comprendere il valore di ciò che cambia intorno a noi e dunque intorno alla Scuola.

Iniziamo dichiarando che il testo che state leggendo è frutto di varie tecnologie: innanzitutto la scrittura, intesa come sequenza ordinata e logica di lettere costituenti un alfabeto (primo strumento tecnologico e rivoluzionario della Storia); l'articolo è stato elaborato su una piattaforma specifica, con tutto ciò che ne consegue in termini grafici, strutturali e di fruizione; la rivista su cui è pubblicato è online ed è previsto anche un formato sfogliabile (fogli sempre virtuali). In sintesi questo articolo è il risultato di millenni di cambiamenti che hanno condizionato la vita di ognuno, nel bene e nel male. Fino a 30 anni fa raggiungere una platea di migliaia di lettori in questo modo era cosa impensabile, se non addirittura sconvolgente secondo le visioni neomillenaristiche.
Su tre concetti intende soffermarsi però il mio pensiero:

-le tecnologie si integrano e si compenetrano;
-sono le persone a stabilire l'uso degli strumenti, corretto o scorretto che sia;
-si fa innovazione anche senza uso delle tecnologie, intese in senso stretto.

Questo discorso è valido anche per la Scuola, che negli ultimi anni si è trovata, a vari livelli, ad affrontare l'argomento applicato alla didattica e ai processi di progettazione e valutazione:

-Lavagna di ardesia VS LIM
-Registro cartaceo VS registro elettronico
-Formazione in aula VS formazione a distanza
-Libro cartaceo VS eBook ...
L'elenco potrebbe continuare ma è necessario modificare l'elemento legante o meglio disgiuntivo. La Storia insegna che l'evoluzione non è stata mai del tutto distruttiva, nell'esistente vi è traccia dell'esistito e un aspetto non è opposto all'altro anzi i due si permeano e possono convivere senza farsi la "guerra". Questo assunto va considerato, praticato e insegnato, per scongiurare demonizzazioni, arroccamenti o mitizzazioni.

Ultimamente, facendo formazione ai docenti sull'uso delle tecnologie a scuola, ho riflettuto sul linguaggio specifico e sul lessico che connota le attività che si praticano con mezzi, strumenti e programmi informatici: navigare, surfare, diluvio informazionale (P. Lévy), società liquida (Z. Bauman), ecc. La metafora dell'acqua sembra essere molto calzante e i significati espressi, con accezioni non sempre positive, sottolineano la condizione che viviamo, dinamica, fluttuante, a volte dilagante e travolgente, per questo bisogna dotarsi di "bussole", "salvagenti", "zattere" o "ombrelli" che consentano ai docenti prima e agli studenti poi di affrontare il nuovo senza paure, ansie eccessive e rischi elevati.
Mi permetto di suggerire agli insegnanti dei diversi ordini, dalla primaria in avanti, un'attività di rappresentazione della tecnologia da far realizzare agli studenti: come vedono loro le tecnologie? A quale mondo le accostano? Quali immagini richiama il digitale inteso come insieme di strumenti e programmi, a partire da quelli che usano di più? Potrebbe essere un'occasione per trasporre i significati su un piano diverso e creare un terreno di discussione alternativo.

Ai docenti è richiesto di essere sempre più competenti a livello digitale e al di là dei doveri professionali è importante riconoscere nelle innovazioni valori e funzioni per migliorare il proprio lavoro, le relazioni umane, la gestione dei dati, la produzione di materiali e tanto altro: alla base di tutto ci deve essere la consapevolezza del punto da cui si parte e quello a cui si tende.
Nel quadro delle competenze digitali di un docente (vedi DigComp 2017) vi sono vari step, primo dei quali riguarda la curiosità e la buona volontà, che poi sono alla base di ogni approccio conoscitivo. È necessario, all'inizio, provare il sano bisogno di scoprire, indagare, esplorare nuovi strumenti, campi e funzioni, per iniziare ad introdurre nella didattica quotidiana ciò che realmente è funzionale e utile a diversificare e arricchire i processi. Il livello più alto concerne l'innovazione critica, ma prima di questo ve ne sono altri che gradualmente prevedono lo sfruttamento delle potenzialità dei sistemi informatici coerentemente con le condizioni logistiche, strutturali, materiali e umane che si vivono. Non sono richiesti tuffi tripli e carpiati (se vogliamo rimanere nell'ambito acquatico), né salti mortali da trampolini vertiginosi, semplicemente è opportuno che le tecnologie occupino il giusto spazio all'interno della pratica professionale dell'insegnamento e che si tenga vivo il contatto con gli studenti che a volte hanno molto da trasmetterci in questo senso e spesso sono in un rapporto di forte "confidenza" con il mondo digitale, ma hanno bisogno di una guida appropriata e puntuale.


Marco Pellegrino, docente dell' IC "Maria Montessori" di Roma e formatore nel campo dei bisogni educativi e della didattica per competenze
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