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| La valutazione come feedback nutritivo |
| Una comunicazione interattiva |
| di Ruggiero Patrizia - Organizzazione Scolastica >>> Parliamo di... |
"Oggi sono stata interrogata": è mia figlia, la più "piccola".
"Come è andata?"
"Non lo so."
"E secondo te?"
"Non lo sooo!"
E io, ancora, come da anni ormai, che continuo a domandarmi, ma a chi serve la valutazione? Non succede solo a mia figlia, ovviamente, succede troppo spesso.
I ragazzi che vengono interrogati non sanno quanto hanno preso e non sanno nemmeno dire come sono andati, non solo perchè non lo sanno fare, nessuno glielo ha insegnato, ma anche perché è profonda e radicata la convinzione che è inutile, in quanto è il parere dell'insegnante quello che conta: insidacabile, inoppugnabile, inappellabile. A me sembra così strano! Quando faccio qualcosa che sottopongo ad un altro, io ho bisogno di sapere come sono andata e subito, possibilmente, non dopo giorni o mesi.
Perché mai dovrebbe essere segreta? a chi viene poi comunicata? Ai genitori in separata sede?
Questo modo mi sembra deresponsabilizzante: fa vacillare il sistema di attribuzione e quindi annulla il potere di cambiamento, di trasformazione dell'evento.
Mi rendo conto che la valutazione è un argomento spinoso e che c'è ancora tanta strada da fare nella scuola in questo campo, soprattutto se si tende alla ricerca di una oggettività.
Non voglio addentrarmi in una dissertazione tecnica, ho solo il desiderio di raccontare un modo che sto utilizzando e che mi dà molta soddisfazione: è il "feedback nutritivo". Questo termine è mutuato dal counseling, significa "informazione di ritorno ad un centro emittente".
Mi attengo ad un feedback fenomenologico, all'osservazione di un comportamento: mentre tu parlavi ... ho ascoltato ..
Rispetto ad una precisa consegna:
- sottolineo la parte positiva, i progressi personali
- stimolo la autovalutazione sia come sensazione di efficacia percepita sia come auto-ascolto
- faccio una ricerca sul processo
- favorisco l'esplorazione e l'accettazione dell'errore o mancanza, come obiettivo di cambiamento e prossimo traguardo
- verifico che l'intero percorso sia stato assimilato, sia stato utile e costruttivo
- comunico il voto
La valutazione diventa, così, il risultato di una comunicazione interattiva che ha l'obiettivo di confermare dei comportamenti o di ristrutturare un percorso, partendo dalla comprensione di uno "sforzo". Coinvolgo, quando posso, anche gli altri alunni in questo processo di osservazione e restituzione, cogliendo possibili spunti di ragionamento sulle variabili personali che possono influire sulla valutazione.
È un lavoro lungo - ma non tanto- che dà risultati molto interessanti e sicuramente grande soddisfazione e me e a loro.
Patrizia Ruggiero Docente di sostegno SMS Fellini - Roma
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