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Numero: 8-aprile 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 15 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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La valutazione degli apprendimenti
Un esempio di percorso formativo "in situazione" per i docenti
di Presutti Serenella - Organizzazione Scolastica >>> Parliamo di...
"focus" sui processi valutativi
Non c'è dubbio che la Valutazione, ed in particolare la valutazione degli apprendimenti, nella Scuola italiana sia un tema molto caldo e al centro dell'attenzione di molti in questo anno scolastico affastellato di eventi.
Il regolamento Ministeriale, CdM 13.03.2009, all'art.3 definisce che "la valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico degli alunni. La valutazione concorre, con la sua finalità anche formativa e attraverso l'individuazione delle potenzialità e delle carenze di ciascun alunno, ai processi di autovalutazione degli alunni medesimi, al miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo formativo anche in coerenza con l'obiettivo dell'apprendimento permanente di cui alla "Strategia di Lisbona nel settore dell'istruzione e della formazione" adottata dal Consiglio europeo con raccomandazione del 23 e 24 marzo 2000."

Il concetto descritto è centrale, a mio avviso, rispetto alla capacità di individuazione del contesto e delle azioni da programmare ed organizzare nelle Istituzioni scolastiche per percorsi di valutazione che siano significativi; il nostro Sistema di Istruzione Nazionale presenta una certa sofferenza in questo ambito, che si è perpetuata negli anni, non riuscendo a dare l'impulso e lo sviluppo necessari per una reale validazione di un Sistema Nazionale di Valutazione.
Questo pesante fardello è ormai presente nel vissuto e nel sentire di molti operatori della Scuola, anche se ancora troppe le resistenze che si esprimono nei confronti della Valutazione e ancor più dei Valutatori.

Nelle nostre scuole non sono bene accolte le sperimentazioni in questo ambito (vedi le rinnovate polemiche in merito alle prove INVALSI, OCSE-PISA ecc...); nella maggioranza dei Collegi Docenti il clima, quando si tratta di prove, test e affini diventa immediatamente rovente, anche da parte di chi possiede competenze da vendere...PERCHE'?
Certo, a parte atteggiamenti radicali e oppositivi, che pur esistono in molti gruppi di docenti, dobbiamo rilevare evidenti criticità. La prima, tra tutte, la difficile praticabilità da parte dei docenti delle proposte precedenti; però dobbiamo ammettere anche che non ci si è occupati abbastanza di ricercare e sperimentarsi in quest'ambito.
La seconda, i rapporti troppo stretti che intercorrono tra Committente e Valutatore ; trovo interessante in merito una nota della FLC, nella quale viene evidenziato che "... il sistema di valutazione debba essere di competenza di un ente terzo autorevole a garanzia della necessaria autonomia. Il fatto che l'ente preposto sia d'emanazione MIUR da questo punto di vista, è un elemento che può sollevare più di una perplessità. Così come avviene in altri paesi, l'ente di valutazione deve essere autonomo e non dipendere dall'ente che governa il sistema da valutare (Roma, 3 marzo 2009)"Il nodo da sciogliere rimane comunque il "come si fa" delle e nelle Scuole; preoccuparsi di ricominciare, oppure di continuare dalle realtà scolastiche è una scelta obbligata, sia nel metodo che nel principio, se si vogliono raggiungere obiettivi di cambiamento e di sviluppo.

Nella Scuola che dirigo, ad esempio, si sta seguendo una "doppia pista" vale a dire un percorso di Formazione per i Docenti, con il tutoraggio di esperti di processi valutativi, interno al contesto di riferimento, ed un confronto di territorio, attraverso incontri tra scuole in rete; il percorso di Valutazione è stato progettato in collaborazione con l'Università "La Sapienza", Cattedra di Docimologia integrato, Prof. Guido Benvenuto e suoi collaboratori. (vedi in allegato).
L'ipotesi a fondamento del percorso di formazione intrapreso, ancora in corso, è quella di partire dalla pratica didattica, nel caso specifico le prove di rilevazione degli apprendimenti in uso nella scuola, con lo sguardo rivolto ad alcuni assunti metodologici e teorici a fondamento, e sperimentare alcune prove dalla loro costruzione fino alla loro somministrazione e validazione, attraverso lavori di gruppo di docenti di classe parallele, la 3a e la 5°, che con il tutoraggio degli esperti monitorano l'intero percorso per apprendere e condividire "il come" prima ancora del "cosa".

L'obiettivo ultimo non consiste dunque nel voler acquisire competenze "tecniche" tali da qualificare i Docenti come docimologi , piuttosto è quello di capire fino in fondo l'importanza dell'individuazione e condivisione degli obiettivi della valutazione, dei criteri di correzione e il valore di attribuzione delle valutazioni, cioè in sintesi il senso dei processi valutativi.
E' chiaro che in questa esperienza non sia in gioco solo il contenuto della Formazione, sia pure questo identificato dal Collegio come "bisogno formativo"; è in gioco anche, anzi soprattutto il modello formativo, lo spostamento del piano di intervento che diventa quello della riflessione sull'insegnamento prima ancora che sull'apprendimento.

Questo tipo di scommesse potrebbero diventare probabilmente il motore del cambiamento e dello sviluppo professionale.
I processi di insegnamento-apprendimento sono per loro natura works in progress; lo sguardo di un docente ricercatore diventa una chiave di lettura che può aprire le porte di molti scenari didattici e formativi rinnovati, non fondati su verità indissolubili ma sui bisogni degli Alunni e sulle ipotesi formulate per affrontarli.
Sarebbe importante che per percorsi a livello nazionale si tenesse in maggiore considerazione questo tipo di situazioni, sperimentate direttamente nelle realtà di intervento didattico; forse potrebbe aumentare la capacità di lettura dei docenti stessi e una ri-motivazione ad un incisivo e più largo confronto.
Forse si potrebbe riuscire a riproporre il tema scomodo della Valutazione dei Docenti, perché al centro del problema non ci sono le persone ma il sistema nella sua articolazione essenziale: il team docente, con i suoi stili, modalità e convinzioni a confronto con gli altri team. Vale la pena di provarci, piuttosto che restare a guardare.

Serenella Presutti Psicopedagogista, Dirigente scolastico del 143° Circolo scolastico "Spinaceto" - Roma

In allegato:
Direttiva 74 di settembre 2008 (Invalsi)
Direttiva 75 di settembre 2008 (obiettivi)
Programma del corso di formazione al 143°CD
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