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La Valutazione dei Dirigenti scolastici: opportunità o occasione persa?
Breve excursus normativo e riflessioni di un Dirigente in servizio
di Presutti Serenella - Orizzonte scuola
SNV
SNV
La valutazione dei Dirigenti scolastici fu introdotta già nel D.lgs. 150 del 2009, in merito alle "performance" nella P.A., ma nel Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione (DPR 28 marzo 2013 n. 80) si definiscono i compiti di valutazione ad un Sistema Nazionale di Valutazione (SNV), tra l'Invalsi e l'Indire.
L'iter normativo in merito al SNV acquisisce contorni più chiari nella promulgazione della L. 107/ 2015, nota come legge della "Buona scuola"; nello specifico della valutazione dei Dirigenti scolastici, "Il procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici (con riferimento all'art. 1, comma 93, della legge 107/2015) è finalizzato alla valorizzazione e al miglioramento professionale dei Dirigenti stessi nella prospettiva del progressivo incremento della qualità del servizio scolastico ed è disciplinato dalla Direttiva n. 36 del 18 agosto 2016"(fonte MIUR, SNV).
Il processo di valutazione, nel rispetto del Piano di cui all'art. 10, si articola nella definizione degli obiettivi da assegnare ai Dirigenti e nella successiva rilevazione dell'azione dirigenziale finalizzata al conseguimento degli obiettivi e dei risultati effettivamente raggiunti e ha effetto sulla retribuzione di risultato conseguentemente spettante (art. 4,comma 2).
Sappiamo, ad oggi, che l'effetto sulla retribuzione di risultato è stato sospeso per la valutazione degli aa.ss. 2016/17 e 2017/18 dalla più recente normativa, soprattutto perché non chiariti i passaggi importanti a livello contrattuale nazionale per la categoria dei Dirigenti scolastici, di cui si è in attesa di rinnovo dal 2006.

L'articolazione della Direttiva n. 36/2016 mette in ogni caso in evidenza come la valutazione dei Dirigenti scolastici debba essere in sostanza strettamente connessa alla valutazione di "sistema", ai processi di autovalutazione (RAV) e di miglioramento (PDM); i percorsi autonomi delle Scuole e dei Dirigenti sono inoltre collegati agli obiettivi prioritari fissati a livello nazionale e regionale.
I D.S. ricevono una lettera all'atto di conferimento di incarico da parte del Direttore regionale, riferita al triennio e desunta proprio da quanto indicato e contenuto nei RAV e nei PDM.
Le "linee guida" pubblicate in successione, come note esplicative 1,2,3, hanno sottolineato questo importante aspetto ed emerge, a mio avviso, al di là delle descrizioni delle procedure senz'altro discutibili e migliorabili, la complessità del "sistema" da valutare. Se vogliamo puntare alla valorizzazione delle azioni di valutazione in quanto tali, se davvero vogliamo implementare e sviluppare la "cultura " della valutazione, non possiamo però prescindere dalle connessioni del sistema di istruzione con la realtà circostante, composita, variegata e profondamente difforme nei contesti scolastici, sia all'interno delle scuole che nei territori di riferimento.
E' molto importante inoltre la definizione dei compiti e delle competenze di ognuno, se vogliamo che emerga un chiaro quadro delle responsabilità.
sistema di valutazione nazionale
sistema di valutazione nazionale

E' difficile descrivere in modo sufficientemente oggettivo le responsabilità dei D.S. se non vengono definiti in modo più trasparente i confini delle competenze, a diverso livello, del Sistema, oltre a definire gli strumenti a disposizione per agire nell'ambito di queste.
Dal confronto generale sul territorio nazionale, emergono molte "zone d'ombra" piuttosto che aspetti in chiaro, sia nella procedura che nel merito stesso del "setting" in cui si svolge la valutazione; vediamo le più importanti, segnalate dalle diverse Organizzazioni sindacali e dalle Associazioni professionali dei D.S.

Iniziamo dalla "lettera d'incarico", dove sono esplicitati gli obiettivi di priorità; si esprimono forti perplessità sul riuscire a mettere a fuoco le azioni dei Dirigenti desumendole direttamente dai documenti di autovalutazione e dal piano di miglioramento; il rischio che ci sia uno scollamento dalla realtà del contesto è molto forte.
La complessità di una situazione non può soltanto essere descritta, ma acquisirebbe maggiore significato far emergere da un percorso di monitoraggio i "punti di forza" e di "debolezza", dal confronto con i valutatori esterni; è difficile descrivere tutto questo in una "mappa", quale rischia essere ad oggi lo strumento "portfolio del DS" così come è stato concepito.
Non è un metodo sufficiente, indubbiamente, per decidere un avanzamento o meno economico per il DS, così come era contenuto nella L. 107/15 e nella Direttiva 36/2016.
L'"interlocuzione in presenza" con i nuclei di valutazione appare una semplificazione estrema di quanto appena affermato; si rischia la banalizzazione delle azioni intraprese non solo dal Dirigente che interloquisce, ma di tutta la comunità scolastica.
La visita dei nuclei di valutazione nelle scuole potrebbe rappresentare maggiore garanzia, almeno per cogliere gli aspetti "in situazione", anche avvalendosi del contributo degli altri "stakeholder".
Nel nostro Sistema formativo e di Istruzione nazionale, dall'introduzione del SNV e nella operatività delle "buone prassi", si è fatto qualche passo avanti nello sviluppo della cultura stessa della valutazione, ma è necessario alzare lo sguardo e lavorare con maggiore definizione a tutti gli aspetti delle responsabilità, ad ogni livello, per corrispondere agli obiettivi di valutazione; non siamo neanche ancora in possesso di livelli essenziali di prestazione (lep), che siano in grado di dare elementi oggettivi di misurazione e valutazione di sistema, seppur con tutti i limiti che potrebbe rappresentare questa operazione.
Infine, in questa breve disamina e riflessione come personale contributo, credo che non si possa definire come valutazione nazionale un percorso, come quello attuale, che accetti la possibilità di valutare solo una parte di Dirigenti, di fatto avallando la non obbligatorietà della procedura stessa.
Una "seria" valutazione si costruisce con tutti gli elementi che costituiscono il Sistema, se quest'ultimo è al centro delle stesse azioni di valutazione; valutare solo alcuni aspetti, solo alcuni elementi, non obbligati peraltro, e nell'opacità di molti passaggi procedurali, è un rischio troppo alto da assumersi per un Paese che voglia ancora puntare ad obiettivi formativi che producano effetti di democratizzazione e di equità sociale.
Meritiamo di più. Meritiamo di meglio.


Serenella Presutti, Dirigente scolastico dell'I.C. "Via Padre Semeria" di Roma, psicopedagogista e counsellor della Gestalt psicosociale
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