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| La Valutazione dello stress-correlato |
| Ancora un adempimento per la Scuola o un'occasione per fare prevenzione? |
| di Presutti Serenella - Organizzazione Scolastica |
 | | ...ricerca del benessere... | Il D. Lgvo. N.81/2008, la normativa di riferimento che ha rinnovato le modalità di intervento in ambito "Sicurezza nei luoghi di lavoro", introduce come obbligatoria la valutazione dello "stress correlato" al lavoro per i datori di lavoro di aziende pubbliche e private dal 31 dicembre 2010.
Nella riunione del 17 novembre 2010, precisamente, la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha approvato le indicazioni necessarie per la valutazione del rischio da stress lavoro- correlato, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 6,comma8, lettera m-quarter e 28, comma 1-bis, del Decreto 81/2008 di cui sopra; in questo modo viene fornito un documento di indirizzo ai fini della corretta attuazione delle previsioni di legge in materia di valutazione del rischio, con il riferimento peculiare sulla tematica innovativa del rischio da stress correlato al lavoro.
Fin qui il contesto normativo di riferimento.
Gli Istituti scolastici, come ogni altra espressione dell'Amministrazione Pubblica e privata, sono impegnati in questo adempimento e i Dirigenti scolastici (equiparati a Datori di lavoro, in questo caso come responsabili dell'organizzazione del lavoro) si sono attivati come in altre occasioni a rispondere all'adempimenti richiesti. (vedi i file pdf al lato per approfondire gli elementi normativi di riferimento)
Ma, a parte questo aspetto inequivocabile di responsabile corrispondenza ad un dettato normativo, si intravede a mio avviso nell'avvio delle procedure di valutazione del rischio stress-correlato qualcosa di più di un mero seppur doveroso adempimento; forse è l'occasione per avviare un processo di confronto nell'ambito dell'intera comunità scolastica in materia di prevenzione nei luoghi di lavoro, soprattutto per quanto concerne la presa di coscienza dell'esistenza di uno stress correlato allo specifico contesto del lavoro.
Infatti i Datori di lavoro sono tenuti a coinvolgere non solo le figure classiche demandate ai compiti sulla Sicurezza, RSPP, ASPP,RLS, ma viene suggerito di coinvolgere tutti i soggetti che possono essere di utilità nell'analisi e nell'individuazioni degli elementi di rischio, con attenzione ai diversi ruoli e posizioni che essi rivestono nell'ambito dell'organizzazione del Lavoro di ogni specifica "azienda".
Il rischio dello stress per un lavoratore deve quindi poter essere correlato al concreto lavoro che svolge, superando la visione generica dello stress a cui tutti noi siamo sottoposti e che corrisponde ad altri tipi di possibili correlazioni.
Dunque esiste uno specifico tipo di rischio di stress che può essere correlato, quindi misurato e valutato, anche per l'ambito scolastico.
Il percorso metodologico generalizzato per la valutazione del rischio di stress-correlato prevede alcuni step preordinati:
A - RACCOLTA DATI ORGANIZZATIVI
B- INFORMAZIONE DEI LAVORATORI
C- INDAGINE
D- PIANIFICAZIONE INTERVENTI
E- ATTUAZIONE INTERVENTI
F- VERIFICA /AGGIORNAMENTO DVR
Ma alcune perplessità (e difficoltà) emergono appena si inizia a misurarsi con i documenti specifici messi a disposizione dagli Enti preposti alla Sicurezza nei luoghi di lavoro,proprio in virtù della ricerca della specificità, nel nostro caso del lavoro a Scuola.
Non a caso la Regione Veneto ha lavorato alla stesura di strumenti studiati per l'ambito scolastico e, a mio avviso condiviso con altri colleghi Dirigenti, è importante entrare nel merito di cosa e come andiamo ad individuare gli elementi del rischio a scuola, ritoccando anche dove opportuno, le procedure.
Per cui ci viene suggerito il seguente percorso:
1) La valutazione dei rischi SL-C viene affidata ad un'apposita commissione, chiamata Gruppo di Valutazione (GV) e composta da:
• I collaboratori del Dirigente Scolastico
• il Responsabile SPP
• il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS)
• L'assistente amministrativo addetta alla compilazione degli atti relativi alla sicurezza
• Il Medico Competente
• Altre figure "chiave" per l'organizzazione del lavoro all'interno del'Istituto scolastico
2) La gestione dei rischi SL-C è di competenza del dirigente scolastico, sulla base delle proposte operative formulate dal GV
3) Il metodo si basa sull'applicazione periodica dei seguenti tre strumenti:
• una griglia di raccolta di dati oggettivi che, raccogliendo informazioni su fatti e situazioni "spia" (o "sentinella"), fornisce una fotografia oggettiva della realtà scolastica rispetto al tema trattato
• una check list, che indaga le possibili sorgenti di stress e alcune problematiche di tipo organizzativo, permettendo nel contempo di individuare le possibili misure di prevenzione e miglioramento
• uno specifico pacchetto formativo sul tema dei rischi SL-C cui si aggiunge, in via sperimentale e solo in caso di rischio alto, un questionario soggettivo sulla percezione della problematica SL-C
4) I primi due strumenti sono gestiti direttamente dal GV, che si trova così a svolgere un compito delicato; entrambi, infatti, richiedono di operare delle scelte, non possono cioè essere applicati meccanicamente. Inoltre, anche l'individuazione delle misure preventive che scaturisce dall'uso della check list non avviene in modo automatico, ma è frutto di discussione e di condivisione in seno al GV. Sia la griglia che la check list conservano comunque la connotazione di strumenti oggettivi, anche se non in senso assoluto; la loro relativa oggettività discende dal fatto di essere impiegati da un gruppo di persone (in GV appunto) e non da un singolo individuo e di condurre ad un risultato che rappresenta l'esito di una mediazione tra molteplici e diverse prospettive e punti di vista
5) Il terzo strumento è invece gestito dal Dirigente Scolastico, dal responsabile SPP e dal MC
6) Il metodo prevede la somministrazione di un questionario direttamente al personale scolastico (strumento d'indagine soggettiva sulla percezione della problematica SL-C) solo quando la valutazione precedente identifica la presenza di un livello di rischio alto, come ulteriore livello d'approfondimento dell'indagine
Il questionario è stato studiato per incrociare la percezione delle persone coinvolte con le informazioni raccolte attraverso l'analisi oggettiva, in modo da valutare il livello di coerenza tra i diversi dati raccolti e da approfondire eventuali ambiti dove le risultanze negative sono concordi; inoltre è stato pensato per poter essere utilizzato direttamente dal GV (senza una consulenza indispensabile da parte di esperti esterni)
E' evidente che la sperimentazione e la messa a punto di strumenti "specifici" potrà avvenire soltanto dopo almeno una loro prima applicazione; l'importante è e rimane porre il problema della salute psico-fisica del lavoratore, anche di lavoratori atipici come quelli della Scuola.
Di lavoro si può "soccombere" ed ammalarsi; il disagio e altre spie eloquenti dello "stare o non stare bene" non possono essere vissuti e magari sottaciuti come situazione ineluttabile.
Il benessere organizzativo non è una delle tante "mode" culturali ma un insieme di diritti e di doveri di una comunità professionale. Nessuno si senta escluso.
Serenella Presutti, Psicopedagogista e counsellor professionale, Dirigente scolastico del 143° Circolo didattico "Spinaceto" di Roma
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