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| La vera rivoluzione è dentro di noi |
| L'incontro con Tiziano Terzani |
| di Ansuini Cristina - Long Life Learning |
Da piccola volevo fare la giornalista.
Quando qualcuno mi chiedeva: "Che vuoi fare da grande?" non avevo dubbi e nella mia mente si affollavano immagini di viaggi in posti lontani, valigie perennemente pronte, macchine da scrivere portatili e piccoli taccuini sempre a portata di mano.
Alla TV seguivo i reportage di posti di guerra e guardavo con un certo timore i giornalisti che, con grossi microfoni col filo lungo e i capelli scarmigliati, raccontavano di attentati e bombardamenti.
A ripensarci ora non mi vengono davanti facce o nomi, ma la figura stessa del giornalista d'assalto.
Il volto, e non solo, gliel'ho dato da grande al giornalista ideale, di quello che non si accontenta delle cose raccontate da altri, che vuole viverle da dentro e dare loro un senso.
Ho "incontrato" Tiziano Terzani, qualche estate fa, quando mi sono trovata tra le mani "Un indovino mi disse", il racconto avventuroso e improbabile della fuga da una previsione di morte in un incidente aereo attraverso un viaggio lungo e periglioso con i mezzi di trasporto più diversi, tranne - ovviamente! - l'aereo, eccetto nell'ultimo tratto, giusto per non dargliela vinta a quell'indovino!
La scrittura agile e pronta, intessuta di esperienze diverse, con le sue descrizioni di posti e personaggi decisamente fuori dal comune, mi ha letteralmente rapita e mi ha portato a continuare a cercare di conoscere Terzani.
Proprio in quegli anni gli fu diagnosticato un cancro e lui, piuttosto che chiudersi a riccio ha utilizzato anche la malattia come mezzo per esplorare mondi nuovi e lì viaggi in India e nuovi incontri, nuove scoperte, nuovi racconti, finché Tiziano decide di fare il viaggio più difficile, ma anche più emozionante.
Torna in Toscana, nella sua casa di Orsigna, è lì con la sua famiglia intorno, inizia a lavorare con suo figlio Folco ad un progetto davvero speciale: un film-intervista in cui raccontarsi e raccontare la vita passata, ma anche la malattia e la morte, che sta per arrivare.
Ne esce fuori "La fine è il mio inizio", un lavoro bellissimo, che insegna molto sulla vita, con le sue ricchezze e le sue povertà, che fa riflettere su ciò che è davvero importante, che fa cogliere delle sfumature impreviste, che porta a porre attenzione a piccole cose preziose.
Qualche mese fa ho letto di un'ulteriore elaborazione di questo film-intervista, un film realizzato dallo stesso Folco Terzani, con dei punti di vista nuovi e delle zone ancore inesplorate da portare alla luce.
Ho scelto un giorno di pioggia per andarlo a vedere, un giorno in cui la città era attraversata da eventi diversi ed era nella confusione più totale, ho cercato il mio ashram e...l'ho trovato!
Ho bevuto ogni scena del film, ogni parola, ogni espressione per lasciarmi andare alla fine ad un pianto liberatorio, grata per le emozioni che mi avevano percorso durante tutta la proiezione.
Il film, con lo stesso titolo del libro e del film-intervista, è davvero bello e coinvolgente, con delle note personali di Folco che fanno leggere la vita di questo ragazzino cresciuto all'ombra di un papà così grande, così entusiasta della vita, così accentratore, che alla fine vuole recuperare il tempo ed il rapporto perduto e fa al figlio quest'ultimo regalo davvero speciale.
Tante sono le riflessioni e tanti sono anche gli insegnamenti che possono scaturire da questo incontro con Terzani: dal ruolo del giornalista nella società a quello del rapporto con la malattia e la morte, dalla rivoluzione che deve avvenire dentro di noi, se vogliamo cambiare il mondo, all'arricchimento continuo della nostra esperienza...
Mi ritrovo molto in questa continua evoluzione personale, in questa ricerca delle cose che ci piacciono, ci fanno stare bene, ma anche di noi, di come siamo fatti, delle risorse che sappiamo di avere e di quelle che dobbiamo cercare di coltivare.
Eh sì, la vera rivoluzione è quella che dobbiamo fare dentro di noi, cambiando noi stessi, con le nostre idee statiche, i nostri pregiudizi, le nostre letture, i nostri stessi sogni, che spesso ci portano a cercare fuori quello che abbiamo già o a cercare dei cambiamenti negli altri, mentre dovremmo cercarli in noi stessi.
E se ce lo racconta Tiziano Terzani che le ha viste e raccontate praticamente tutte le rivoluzioni del XX secolo ci possiamo fidare.
Cristina Ansuini, Psicologa, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma
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