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n.22 aprile 2012
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Labo-motorio: psicomotricità in azione
Un progetto per creare insieme il Laboratorio di Psicomotricità
di Di Clemente Simona - Didattica Laboratoriale
L'esigenza di trovare spazi di accoglienza privilegiata, per la diversa abilità, era avvertita più che mai dal mio team di insegnanti di sostegno della Scuola Primaria "Giulio Cesare" di Roma.
L'anno scorso con impegno e dedizione, insieme ad un collega abbiamo deciso di articolare una proposta progettuale, volta alla creazione di un laboratorio di psicomotricità per agli alunni con disagio d'apprendimento.

Trovandomi a sostenere gli apprendimenti di una alunna con sindrome di down, che seguivo da tre anni, mi resi conto delle sue grandi potenzialità da sviluppare e le possibilità da incentivare diventavano sempre più concrete e raggiungibili per mezzo di una didattica tangibile, strutturata su spazi e materiali pensati.

Il movimento è una grande fonte di aiuto all'apprendimento e stimola interesse nell'alunno che viene messo in grado di vivere realmente le conoscenze. Mi domandavo allora (come oggi), come mai la scuola italiana ancora non gli avesse riservato l'accoglienza che merita, integrandolo appieno nelle proprie metodologie edificanti.

La nostra è stata una bella esperienza, la storia di una buona idea e di una buona soluzione, se vogliamo, riflettendo sul come, con tanta genuinità e accoglienza, siamo riusciti a intraprendere un dialogo spaziale, un luogo condiviso e condivisibile dove ristabilire delle presenze, ricominciando dal "qui ed ora" in un'ottica di dinamismo.

Il laboratorio psicomotorio è uno spazio d'azione che accoglie l'individuo in quanto 'persona umana' nella sua totalità. In esso l'attività psicomotoria consente di mettere in moto contemporaneamente corpo, emozioni e pensieri in maniera fluida. Il bambino è posto nella condizione di sviluppare una consapevolezza del proprio corpo in relazione all'altro e all'uso degli oggetti. L'obiettivo è di permettergli di esplorare, sperimentare e approfondire la propria relazione col mondo che lo circonda nella direzione di uno sviluppo psicofisico armonioso.
Con l'intento di promuovere l'approccio psicomotorio come luogo privilegiato di espressione dell'imparare dall'azione e per mezzo di essa, l'utilità di un tale approccio si apre a tutti gli alunni, abbracciando trasversalmente i diversi ambiti disciplinari.

In quest'ottica la psicomotricità diventa un utile strumento di supporto alle attività didattiche.

I veri protagonisti della nostra proposta sono stati i bambini con certificazione di handicap, nella convinzione di offrirgli un luogo ove esprimersi, conoscersi, crescere e conseguire risultati per mezzo dell'agire che si trasforma in esperienza e quindi conoscenza.
Per tal motivo, il progetto, denominato "Labo-motorio: psicomotricità in azione" ha previsto un primo momento dedicato all'allestimento vero e proprio dello spazio laboratoriale.

I bambini diversamente-abili della nostra scuola sono stati chiamati a collaborare attivamente nella concretizzazione del laboratorio.
Abbiamo pensato di coinvolgerli nella realizzazione di un coloratissimo murales in cui ciascuno di loro ha avuto l'opportunità di lasciare una traccia indelebile del proprio passaggio.

Ogni bambino accompagnato dal proprio Insegnante di Sostegno (momento importante per favorire un'esperienza emotivo-empatica) ha realizzato un bellissimo albero colorato, la cui fronda è stata disegnata partendo dall'impronta del palmo della mano del bambino. Con questa modalità abbiamo realizzato un fantastico paesaggio che, oltre ad abbellire il nostro spazio, ha reso i bambini interpreti di un percorso che prende avvio proprio da loro, per accoglierli e ristabilire nella quotidianità del vivere e da vivere (insieme), la centralità del proprio valore.

Tante manine colorate, tutte insieme, a simbolo dell'unità e della cooperazione, sempre pronte ad offrire un riferimento concreto a chiunque gli faccia visita. Ciascuno può infatti servirsi del loro aiuto per compiere semplici calcoli: contare in avanti ogni singolo ditino permette di addizionare e il retrocedere consente di sottrarre. Risolvere moltiplicazioni e addizioni compiendo salti per le prime e ripartizioni per le seconde! A colpo d'occhio la numerazione del 5 può diventare un gioco in cui la mano accompagna l'apprendimento logico e mnemonico.

Una stanza per tutti, aperta all'utilizzo di molti e finalizzata alla presa di coscienza del "Sé" e delle possibilità motorie e conoscitive che ha il proprio corpo collocato nello spazio.
A terra un serpentone di numeri, con scotch colorati (per identificare decine ed unità), permette di compiere il percorso per avanzare e retrocedere nel contare. Ogni passo un numero ed ancora tanti giochi si possono inventare per usare concretamente i procedimenti matematici.
Che meraviglia usare gli oggetti più svariati per contare e collocare in ogni riquadro la giusta quantità!
Ha così preso avvio un nuovo spazio di condivisione mirato a facilitare gli apprendimenti e a supportare ed esplorare le conoscenze.
Una psicomotricità da vivere ogni giorno per infondere il gusto della scoperta nel bambino e la voglia di inventare nuove strategie e possibilità d'azione nell'insegnante.

Simona Di Clemente, docente di sostegno, C.D. "Giulio Cesare" di Roma
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