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n.57 novembre 2015
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Oggi è il giorno:18 Novembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Laboratorio di APPRENDIMENTO METAMUSICALE
Cronaca di un'esperienza di utilizzo della musica per riflettere sull'apprendimento
di Elisei Enrico - Didattica Laboratoriale
Le parole sono sempre interpretabili,
solo la musica è un linguaggio univoco
.
Felix Mendhelson-Bartoldy

In questo articolo racconterò di un'esperienza di APPRENDIMENTO METAMUSICALE svolta in un liceo della provincia romana nell'aprile del 2015.

Che cos'è l'APPRENDIMENTO METAMUSICALE?

L'APPRENDIMENTO METAMUSICALE si basa sull'assunto che il pensiero possa appoggiarsi sulla musica perché è esso stesso una musica: come la musica ha ritmo, progressioni e rallentamenti, enfasi ed approfondimenti.
Tutti, in maniera più o meno marcata, abbiamo fatto esperienza della pervasività della musica (il famoso "Sarà capitato anche a voi di avere una musica in testa" cantato da Mina e Sylvie Vartan in Zum zum zum, Antonio Amurri e Bruno Canfora 1968), perché "lo spazio sonoro assorbe, beve, penetra"(1), insomma "si vede da lontano, ma si ode da vicino"(2).
Lo studente, come il musicista, crea la sua musica procedendo da una situazione iniziale ad una finale in cui ha appreso nuove cose.(3)
Con la musica lo studente potrà sperimentare un differente modo di studiare e di riflettere sulla propria attività, ritrovando negli esempi musicali proposti esperienze o sensazioni da lui sperimentate durante lo studio.
Proprio gli studenti che solitamente faticano più degli altri, che utilizzano stili cognitivi o modalità d'apprendimento che mal si adattano a quelli proposti dalla scuola, potranno giovarsi della praticità sensibile, epidermica ed uditiva, data dal laboratorio sull'APPRENDIMENTO METAMUSICALE.


Cos'è avvenuto nel laboratorio sull'APPRENDIMENTO METAMUSICALE?

Il laboratorio si è svolto in tre giornate, ogni incontro ha avuto la durata di due ore. Ogni giorno ha partecipato un gruppo diverso composto da 25 studenti, provenienti da varie classi del liceo, volontariamente iscritti al laboratorio nell'ambito delle giornate dello studente 2015.

Nella prima giornata il laboratorio si è incentrato sulle strategie mnemoniche musicali, traendo esempi dalla musica rock e dal rap.
Nella seconda giornata oggetto del lavoro sono stati gli stili cognitivi, ad ognuno di essi è stata associata una specifica musica.
Nella terza giornata l'attenzione è stata rivolta al tema della metacognizione, confrontandola con la forma storica della sinfonia.
Vediamo più nel dettaglio cos'è avvenuto nelle singole giornate.

Primo giorno: MEMORIA

Dopo aver visto i meccanismi di funzionamento della memoria, è stato proposto agli studenti di provare come il corpo li possa aiutare a memorizzare.
E' stato proposto il confronto con la musica rock in cui il corpo entra prepotentemente in scena. Gli esempi musicali proposti (Elvis Presley, Jimi Hendrix, Patti Smith ed i Ramones) evidenziavano ognuno una specifica parte del corpo.
Successivamente è stato visto come utilizzare fattivamente il corpo nello studio, amplificandosi, mettendo in atto strategie per memorizzare con tutto il corpo e non solo con la testa. (4) In questa sezione è stato chiesto agli studenti di utilizzare il movimento per migliorare la memorizzazione dei concetti, sfruttando le tecniche utilizzate dagli attori teatrali per memorizzare i propri testi.

Dopo aver riflettuto sulla memorizzazione corporea si è rivolta l'attenzione alla memorizzazione per associazione ed in questo caso è stato proposto il confronto con la musica rap, in cui le parole sono al centro perché scelte, concatenate e cantate.
Il laboratorio è proseguito con l'analisi di cosa sia il rap, del quando e come è nato, sperimentando infine la scrittura di un testo rap basato su una pagina di un libro scolastico degli studenti.  

Secondo giorno: STILI COGNITIVI

Dopo aver visto quali sono i principali stili cognitivi, è stato somministrato agli studenti un estratto del test QMS-MT (Questionario metacognitivo sul metodo di studio) (5) in un pieghevole che ogni studente ha potuto autocorreggere ricavandone i suoi stili cognitivi.
Gli stili cognitivi sono le modalità privilegiate che ognuno utilizza per apprendere e che, quindi, influenzano in modo importante la carriera scolastica di uno studente. Capire con quale modalità apprendo può darmi indicazione su quali sono i punti di forza e quali le aree carenti da rafforzare E' stato analizzato ogni singolo stile cognitivo partendo dall'ascolto di una musica ad esso collegabile per riconoscere il proprio stile cognitivo preferenziale e quindi riflettere su come utilizzare quella modalità musicale per studiare e quale giovamento trarne.
Nella teoria musicale si indica con il termine consonanza un insieme di suoni capaci di risuonare armonici e coerenti. In questo laboratorio si è provato a fare la stessa cosa, tentando di far suonare insieme gli esempi musicali proposti e gli stili cognitivi analizzati.
L'analisi dei brani ha reso tangibile, sensibile e verificabile, lo stile cognitivo esaminato.
In questo modo lo studente ha potuto confrontare il proprio stile cognitivo con la musica ascoltata, pensando musicalmente quel che altrimenti sarebbe rimasto un concetto astratto.
Così, ad esempio, la nona sinfonia (op.125 in Re minore) di Beethoven ha esemplificato lo stile cognitivo sistematico mentre l'interpretazione di "Wonderwall" di Brad Mehldau è servita per addentrarsi nello stile cognitivo intuitivo, analizzato parallelamente all'improvvisazione jazzistica ed alle sue regole fondamentali.
Allo stesso modo ogni stile cognitivo è stato analizzato insieme ad un esempio musicale.
(6) Ci si è serviti della musica senza rendere serva la musica, si è preso a prestito dalla musica stessa una modalità che creativamente è stata riutilizzata per parlare di apprendimento.(7)

Terzo giorno: METACOGNIZIONE

Nel terzo giorno si è focalizzata l'attenzione sulla metacognizione, sull'importanza dell'organizzazione della propria attività di studio e sulle strategie da utilizzare. L'esempio musicale affiancato è stata la sinfonia nella sua forma storica quadripartita.
La sinfonia (8) è divisa in quattro movimenti, ognuno dei quali è strutturato secondo regole ben precise.
Quel che si è tentato di fare in questa giornata del laboratorio è l'analisi comparata delle varie parti della sinfonia con la metodologia di studio ad esse più consone.
Ad esempio il primo movimento, nel tempo di allegro, ha esemplificato l'approcciarsi dello studente al testo, il suo atteggiamento e la prima lettura veloce.
Il secondo movimento, nel tempo di adagio, ha impersonato la seconda lettura, lenta ed approfondita.
Con il terzo movimento, lo scherzo, si è raffigurata la fase creativa che segue lo studio approfondito in cui lo studente inventa schemi, tabelle, riassunti in maniera personale.
Il quarto movimento, l'andante largo, ha messo in luce il momento in cui lo studente leva alta la sua voce e con sicurezza ripete quel che ha studiato. Ogni ascolto musicale (9) è stato guidato e teatralizzato dalla metodologia di studio ad essa associata.
Si è tentato in questo modo di rendere concreto e palpabile il discorso sul metodo di studio che altrimenti sarebbe rimasto nell'empireo della sua astrattezza.

CONCLUSIONI:
Il punto di partenza del "Laboratorio metamusicale sull'apprendimento" è stata la volontà di approcciare insieme agli studenti le tematiche dell'apprendimento in maniera non teorica, utilizzando come leva un'esperienza condivisa da cui partire.
Dalla mia passione per la musica è nata l'idea che un linguaggio tanto potente ed immediato potesse parlare a tutti gli studenti in modo chiaro e profondo, dotandoli di una chiave interpretativa ed espressiva utile a dar voce, e note, al proprio pensiero.
Ovviamente questo è solo l'inizio di un percorso: le possibilità offerte dall'utilizzo della musica sono pressoché illimitate e sono molteplici gli aspetti della teoria dell'apprendimento che possono essere con questo trattate. Non c'è che da fare questo percorso!

di Enrico Elisei
tutor dell'apprendimento e assistente alla comunicazione


Note:
(1) Regis Debray, Vita e morte dell'immagine, Il Castoro, Milano 1999, pag. 229
(2)ibid., pag. 229
(3) "Il suono [...] implica necessariamente, per propria natura, uno spostamento anche minimo, un'azione" Michel Chion, L'audiovisione. Suono e immagine nel cinema, Lindau, Torino 2001, pag. 19
(4) Ovviamente la metodologia che prevede l'utilizzo del corpo per memorizzare non è una ricetta valida per tutti gli studenti, allo stesso modo in cui non esistono ricette o metodi miracolosi validi per chiunque. Ciò non toglie che per alcuni studenti essa possa rivelarsi utile e, comunque, è importante per tutti riflettere su questa possibilità.
(5) C. Cornoldi, R. De Beni e Gruppo MT, Imparare a studiare 2, Erickson, Trento 2001
(6) Lo stile cognitivo globale ha chiamato in causa l'Ouverture del "Tristano e Isotta" di Richard Wagner mentre lo stile cognitivo analitico le "Variazioni Goldberg" (BW 988) di Johann Sebastian Bach. L'aria "Che gelida manina" della "Boheme" di Giacomo Puccini ha reso in forma musicale lo stile cognitivo verbale, mentre Claude Debussy con "Claire de lune" ha invece esemplificato lo stile cognitivo visuale. Infine lo stile cognitivo impulsivo è stato degnamente rappresentato da "Bird is a word" dei Trashmen e lo stile cognitivo riflessivo dall'incontro tra Schubert e Luciano Berio in "Rendering".
(7)Cfr. Hans Belting, La fine della storia dell'arte o la libertà dell'arte, Einaudi, Torino 1990 in cui l'autore invitava gli storici dell'arte a prendere dagli artisti la creatività per reinventare una nuova storia dell'arte.
(8) Per quest'argomento, dalla sconfinata bibliografia, si rimanda a: Massimo Mila, Breve storia della musica, Einaudi, Torino (ultima ed.) 2014 e Giovanni Bietti, Ascoltare la musica classica. La sinfonia in Mozart, Haydn, Beethoven, Edizioni Estemporanee, Roma 2012.
(9)Le musiche utilizzate sono state: Danza ritual del fuego (M. De Falla), sinfonia n.41 Jupiter (W.A.Mozart), sinfonia n.7 (L.V.Beethoven), sinfonia n.9 (A.Dvorak)
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Sono presenti 1 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito venerdì 11/12/2015 ore 22:56 da valentina
Lavoro molto interessante..la musica ed il suo linguaggio danno una chiave di lettura del processo di apprendimento originale ed efficace rendendo più comprensibili concetti e procedimenti anche ai ragazzi i quali si saranno sentiti innanzitutto molto motivati ad affrontare un percorso presentato in questo modo.
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