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n 69 gennaio 2017
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Oggi è il giorno:27 Maggio 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Lascio il mio segno!
Competenze e qualità oltre la disprassia
di Calcagni Maria - Inclusione Scolastica
Per un insegnante curricolare avere in classe alunni con bisogni educativi speciali significa vivere una grande avventura umana e culturale tesa alla ricerca di metodologie e strategie d'insegnamento funzionali a loro e fruttuose anche per il gruppo classe.
Negli anni ho avuto l'opportunità di avere tra i miei alunni bambini con difficoltà diverse tra loro e connesse a svariati "ostacoli": ritardo cognitivo, difficoltà emotive, malformazioni congenite, disturbi comportamentali o altro ancora.
Ogni volta scattava in me la voglia di ricercare notizie utili a comprendere al meglio ciò che caratterizzava la difficoltà incontrata, così da poter riconoscere e gestire con strategie adeguate gli elementi tipici di un disturbo e aspetti di un tutto ancora da scoprire: averne la consapevolezza concreta rappresenta il punto di partenza per l'elaborazione di una progettazione di classe per competenze che tenga conto della specifica difficoltà ma soprattutto degli interessi e delle abilità dell'alunno.
In questo ciclo, in classe ho un bambino che...presenta una disprassia (per citare il libro di Cornoldi e Zaccaria e anche il titolo del convegno Giunti omonimo) ed ha il merito di dare particolare vitalità alle giornate in classe.
Marco (uso affettuosamente il nome di mio figlio al posto del nome reale dell'alunno) con i suoi silenzi, con gli sguardi intensi, con la voglia e la forza profusa nell'impegnarsi a fare, dimostra come la fusione di motivazione, abilità e conoscenze rappresenti il nutrimento perfetto per un adeguato sviluppo delle competenze per l'apprendimento permanente.
I bambini disprassici, generalmente, presentano un'alta sensibilità alla luce, ai rumori intensi, ecc.. ciò influenza la comunicazione e conseguentemente la socializzazione; nonostante questo, Marco trasmette con il suo sguardo una tale "voglia di stare e di fare parte attivamente" nel gruppo da esserne spesso motivatore, attraverso la sua mimica originale e coinvolgente.

La disprassia, secondo l'ICD 10 OMS, è un Disturbo evolutivo specifico della funzione motoria (F 82) che coinvolge diversi aspetti legati alla coordinazione motoria e alle funzioni adattive del soggetto, determinando spesso significative difficoltà nelle attività tipiche della quotidianità scolastica e non, problematicità nell'uso della gestualità, nell'espressione linguistica, nella scrittura, nella lettura e più specificamente una certa lentezza nella coordinazione dei movimenti dello sguardo può produrre difficoltà di decodifica.
I soggetti con disprassia hanno minori capacità di compiere operazioni in sequenza, in maniera rapida e automatizzata, finalizzate all'esecuzione di atti motori, ma grazie al modo "ingegnoso" da lui scelto per esprimersi fa da riferimento nel momento della predisposizione di attività didattiche, linguistiche e non solo, che implicano l'utilizzo di movimenti esplicativi.
La pedagogia fornisce una vasta letteratura sul valore del corpo nella progettualità educativa e nei contesti formali dell'apprendimento ma nonostante questa varietà di conoscenze, che ha permesso la realizzazione di riconosciute metodologie di intervento, perdura un approccio legato principalmente alla trasmissione di contenuti.
Quello che cerco di proporre nelle mie classi è principalmente una progettazione didattica che vada oltre una "educazione dal collo in su", per usare un'espressione dello psicologo Carl Rogers.
Come docente di italiano introduco l'uso di strumenti traccianti per l'acquisizione della letto-scrittura, senza tralasciare l'intero corpo, che può diventare oggetto-soggetto dell'esperienza del lasciare un segno.

Significativo è stato il lavoro svolto in classe quotidianamente sul dinamismo respiratorio, sull'assunzione della consapevolezza dei rapporti spaziali e delle capacità organizzativo-temporali, sullo sviluppo e l'esercizio dell'abilità nella coordinazione dei gesti e dei movimenti in orizzontale/verticale/circolare, prima in "campo vuoto", poi su cartelloni posti sul muro e solo successivamente su fogli grandi e sul quaderno.
Alla disprassia è spesso associata un'ipotonia degli arti superiori tale da influenzare il modo di utilizzare le mani, inoltre una serie di ostacoli percettivi e visuospaziali influiscono su atti come il copiare agevolmente dalla lavagna e riprodurre segni grafici su carta, pertanto, per un adeguato sviluppo dell'espressività grafico segnica, ho scelto di potenziare principalmente i canali comunicativi e l'autostima. Sono stati proposti momenti esperienziali di scambi di relazione inizialmente attraverso un intermediario, e in seguito senza mediazione. Una delle esperienze che è piaciuta di più ai bambini è stata quella in cui si sono posizionati distesi l'uno difronte all'altro "giocando" a rotolare tenendosi per mano, stando faccia a faccia e costruendo una comunicazione solo con lo sguardo, superando pian piano la naturale timidezza.
La progettazione educativa e didattica della prima classe della primaria mi ha visto quindi privilegiare varie competenze chiave (imparare ad imparare, spirito di iniziativa ed imprenditorialità, competenze sociali e civiche, senza tralasciare la comunicazione nella madre lingua) mediante un lavoro fonologico coadiuvato da un metodo vibro-tattile (A.Pesci, G.Pesci, 2014), basato sul riconoscimento del fonema attraverso gli effetti vibratori della respirazione e della voce con conseguente passaggio di associazione dei suoni alle rispettive forme su carta. Sono state coinvolte tutte le discipline poiché nel primo anno scolastico una distinzione sarebbe andata al di là di ogni concezione olistica della persona.

Attualmente siamo in seconda e Marco, entrato in prima a sette anni già scolarizzato grazie all'ottimo compito svolto dalla scuola dell'Infanzia e dalle eccellenti terapie riabilitative svolte fin dalla più tenera età, scrive sorprendentemente in corsivo in modo piuttosto fluido, compiendo pochissime imprecisioni ortografiche, racconta accaduti rispettando l'ordine cronologico, prevede il contenuto di un testo attraverso elementi come il titolo e le immagini. Originalità, tenacia, equilibrio sono caratteristiche rivelatesi determinanti per l'efficace raggiungimento dei suoi traguardi di competenza valutabili in ambito scolastico e riscontrabili nella vita di tutti giorni.
Certamente si poteva scegliere di fornire al bambino già dai primi mesi di lezione tutti gli strumenti compensativi e dispensativi a cui ha diritto, ma la grande forza di volontà mostrata fin da subito ha incoraggiato me e la famiglia a continuare il percorso intrapreso, basato su un modo di proporre didattica induttiva che riabilita l'esperienza propriocettiva nell'approccio alla letto-scrittura.
Ogni mattina in aula tali sono la sua determinazione e la gioia di seguire il passo dei compagni da rendere poco rilevanti quegli "intralci motori" che influiscono su atti linguistici o altro.
Orgogliosamente giorno dopo giorno egli prende la sua penna, apre il suo quaderno, sorride e "lavora" insieme gli altri, legge e recita poesie con fierezza ed espressività mimica fuori dal comune. In classe, in palestra o in cortile si muove con sempre maggiore sicurezza, mangia in refettorio in piena autonomia, forte della determinazione messa nel fare e nell'essere parte integrante di un magnifico gruppo classe.
Le nuove tecnologie rappresentano innegabilmente un valido supporto didattico per l'apprendimento in generale e per gli alunni con difficoltà in particolare e sicuramente ne faremo uso nel rispetto dei suoi bisogni, per ora lasciamo che goda del piacere di sperimentare a pieno le potenzialità del suo corpo. Ringrazio Marco per aver sfatato senza saperlo molti luoghi comuni che nella scuola ci sono, per aver dato prova di talento, saggezza superiore ai coetanei, per la generosità e la fiducia riposta verso gli insegnanti, donandosi in ogni attività con passione, impegno e integrità.


Maria Calcagni, docente e pedagogista clinico, I.C. "Alfieri Lante della Rovere", Roma



A.Pesci -G.Pesci,(2014) Scrittura strategie d'intervento, Metodo Writing Codex® , Edizioni scientifiche ISFAR -Firenze

In allegato: D. Gargano, 2013, Le disprassie evolutive, Erickson Live, Trento

Per quanto riguarda l'ICD10, il Volume 1 del testo "Italia: Ministero della Sanità- Dipartimento per l'ordinamento sanitario, la ricerca e l'organizzazione, Classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati", 10ª revisione, 3 volumi, Ginevra: Organizzazione mondiale della Sanità, 2000

Si allega classificazione IC10
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