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n.46 ottobre 2014
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Oggi è il giorno:23 Settembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Le "linee guida " ministeriali per l'Inclusione Scolastica(2)
ovvero le "Linee guida" ministeriali in materia di disabilità e altri BES
di Presutti Serenella - Orizzonte scuola
...come orientarsi?...
...come orientarsi?...
Nel numero precedente della nostra rivista mi sono occupata di presentare le "linee guida", emanate ad oggi, in relazione a diversi ambiti di intervento educativo-didattico.

In questo numero di ottobre cercherò di approfondire le "linee" in materia di disabilità e BES (Bisogni Educativi Speciali) per l'attuazione dell'inclusione scolastica negli istituti di ogni ordine e grado.

E' doveroso premettere che il mio lavoro, già in partenza parziale e lontano quindi dal voler rappresentare un' analisi esaustiva ed esauriente in materia di integrazione-inclusione, vuole invece avvalersi di alcuni strumenti già esistenti, nell'intento di poter sintetizzare alcune chiavi di lettura ed essere di orientamento nell'operatività del lavoro a scuola, seguendo soprattutto una "linea temporale" degli interventi, in quanto sono profondamente convinta che "storicizzare" i passaggi del percorso normativo permetta di comprenderne meglio l'evoluzione culturale e pedagogica

La "raccomandazione" è dunque d'obbligo: chi legge approfondisca! ....a secondo della specificità della propria funzione e dell'ambito della propria azione educativa.

Nell'intervento del Min. Gelmini del 2010, con le " Linee guida per l'integrazione scolastica degli alunni con disabilita' si fa il "punto " della situazione in ordine alla disabilità e l'integrazione, sottolineando l'importanza della normative vigente e delineando i ruoli e I compiti istituzionali ed educativi nell'ambito scolastico, sia nei rapporti interni che nei riguardi delle famiglie degli alunni con certificazione, ad oltre 30 anni dalla L. n.517/'77, che rappresentò l'avvio all'integrazione scolastica su tutto il territorio nazionale.

La L.n.104 del 1992
rappresentò senz'altro il caposaldo del percorso di integrazione degli alunni con disabilità, in quanto soprattutto si interviene "a tutto campo", anche a livello sociale e culturale; attualmente, nonostante questi meriti inconfutabili, si dibatte molto sull'opportunità di aggiornare questa normativa, raccogliendo bisogni e prospettive più avanzate, ma soprattutto diverse, sia dei soggetti con "bisogni speciali"(BES) che delle loro famiglie e dei loro contesti di vita. Moltissime circolari, note, direttive in riferimento sempre diretto alla L. 104/92, hanno accompagnato le azioni professionali degli operatori della scuola in questo ambito, segnando anche il passo del lungo percorso dall'integrazione all'inclusione.

Molti studiosi di chiara fama, come Bollea per citarne uno su tutti, si sono interessati da vicino delle problematiche e tematiche della disabilità e dell'integrazione, supportando fortemente il dibattito anche attraverso l'adozione delle sue diverse "terminologie".
(vedi schema allegato nel riquadro a cura della sottoscritta)

E seguendo questo percorso....sempre secondo la linea dell'evoluzione normativa, la L.N.170 nel 2010 introduce le "Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico", definendo e riconoscendo gli alunni DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) come soggetti portatori di diritti specifici in materia di "Diritto allo studio".

Con questa legge si apre indubbiamente una stagione prolifica, dal punto di vista normativo e culturale, che trasformerà di fatto il concetto stesso di intervento per l'integrazione, cercando di trasferire dalla definizione del "diritto" all'operatività e all'attuazione delle "azioni per il diritto".
Si apre però anche la problematica della gestione dei DSA a scuola; sarà necessario avviare una stagione di un'incisiva e diffusa formazione per gli insegnanti (non solo di sostegno!) che è ancora lontana dall'essere conclusa...anzi, la questione del riconoscimento di ambiti specifici e riconoscimento di specifici "bisogni" e "diritti" nell'apprendere si articoleranno maggiormente negli anni seguenti

Infatti, la Direttiva Ministeriale del 27.12.2012, con a seguire la C.M. N. 8 del marzo 2013 e la nota del 22 novembre dello stesso anno, aprono al mondo dei BES, cioè a tutti quegli alunni non certificati da diagnosi specifica, ma riconosciuti come "bisognosi" di particolari attenzioni, in quanto... è compito doveroso dei Consigli di classe o dei teams dei docenti nelle scuole primarie indicare in quali altri casi sia opportuna e necessaria l'adozione di una personalizzazione della didattica ...per cui stilare un PDP(Piano Didattico Personalizzato)


Fin qui il percorso normativo che è necessario conoscere per affrontare l' INDIVIDUAZIONE degli Alunni in modo adeguato da parte delle scuole; l'individuazione corretta ci permette di procedere nel mettere in campo STRUMENTI DIDATTICI adeguati con effetti diretti (inevitabilmente) sulla VALUTAZIONE DEL PROFITTO (a questo proposito vedi nel riguadro lo schema sinottico sulla normativa BES, a cura dell'avv. S. Nocera)

Quali sono i vantaggi che rappresenta l'evoluzione normativa in relazione a tutti gli alunni BES? Quali sono invece i problemi aperti, di natura pedagogica e didattica, che le scuole si trovano ad affrontare?

Iniziamo dai "vantaggi":

- la possibilità per tutti gli alunni con diverse difficoltà
, da coloro che sono in possesso di certificazione medica, ai sensi della L.104/1992, oppure ai sensi della L.170/2010 (DSA), o senza certificazione, ma individuati dai Consigli di classe e/ o dai team docenti (BES), di avere diritto alla personalizzazione dell'apprendimento, con l'evidente coinvolgimento dell'intera comunità scolastica e con l'implementazione di un rafforzamento del patto formativo "scuola-famiglia";

- la possibilità di crescita e sviluppo professionale all'interno delle scuole,
con l'introduzione dell'elaborazione del PAI (Piano d'Inclusione Annuale), il documento che è destinato ad integrare, ma sarebbe meglio dire a "trasformare", il POF con l'individuazione e la pianificazione degli obiettivi di miglioramento per rendere "inclusive" le azioni educative e didattiche nell'Offerte Formative delle scuole, anche attraverso i GLI (Gruppi di Lavoro per l'Inclusione);

- la possibilità di crescita e sviluppo professionale e culturale per i territori
, in quanto per rendere più contestualizzate la programmazione delle azioni dei PDF e dei PAI, è stata riorganizzata la rete territoriale anche attraverso i CTS (Centri Territoriali di Supporto) e i CTI (Centri Territoriali per l'Inclusione), a supporto delle azioni e delle politiche delle scuole e delle "reti" di scuole, sia in fase preventiva che sussidiaria, anche in ottemperanza della L.328/2000, che prevede la stesura dei Piani di zona, per la messa in rete dei Servizi e degli interventi in ambito sociale.

La messa in atto della normativa, così come è descritta nelle intenzioni del Legislatore, si incontra e scontra con le problematiche (alcune ataviche!) connesse alla loro fattibilità nella situazione attuale delle scuole, delle comunità professionali al loro interno e delle politiche sociali sul welfare italiano...nonché nell'innesto di tutto questo nel contesto culturale nazionale, altamente difforme a secondo delle realtà territoriali di riferimento.

Tentiamo una sintesi degli "aspetti problematici", in relazione ai vantaggi sopra riportati:

- l'esistenza della difformità delle condizioni di "diagnosi" per alunni con situazione simile,
anche provenienti da ASL o Scuole della stessa città, paese; è possibile ricevere certificazioni di alunno BES, laddove invece sarebbe compito dell'istituto scolastico individuare i "bisogni speciali", perpetuando la convinzione che la "medicalizzazione" delle difficoltà alla fine le risolvano...e anche al contrario, scuole che "inviano a visita" alunni BES che necessiterebbero di interventi educativo-pedagogici, piuttosto che di un riconoscimento diagnostico (diagnosi pedagogica e non medica!).
Risultato: molta confusione sotto lo stesso cielo!

- la carenza di formazione dei docenti curricolari
(ormai a livelli di alta criticità), che rappresenta e fa la differenza nell'operatività delle scuole, per la qualità delle risposte e nella gestione delle relazioni con le famiglie, nonché per la programmazione degli interventi stessi. La capacità di un Consiglio di classe/team docente nell'individuazione dei BES e nell'assunzione di responsabilità con la stesura dei PDP, può cambiare il destino scolastico di un alunno, segnandone spesso il successo o l'insuccesso. C'è da sottolineare comunque la difficoltà nella valutazione, non essendo chiare, né tantomeno omogenee, le modalità di riferimento;

- la difficoltà di programmare gli interventi a causa dell'incertezza della continuità delle risorse
, con la mancata attuazione dell'"organico funzionale" nelle scuole e i tagli alla spesa del welfare per le Amministrazioni locali, rendendo, di fatto, spesso insostenibile la programmazione delle politiche sociali territoriali.


Nell'attesa dello scioglimento di molti nodi, nel seguire attentamente le scelte governative a riguardo, noi operatori della scuola credo dobbiamo continuare a proporre e a fare il "possibile"... e "possibile" diventa tutto ciò che è "sostenibile" nella quotidianità, in termini professionali, conferendo dignità ed umanità alle nostre azioni e alle scelte che operiamo.


Serenella Presutti
Psicopedagogista, Counsellor , Dirigente scolastico
dell'I.C. via Frignani di Roma
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