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n. 72 aprile 2017
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Oggi è il giorno:27 Luglio 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Le Competenze "mobili"'  >>>
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Le Competenze "mobili"
Erasmus+: occasione di confronto e di scambio in Europa
di Pellegrino Marco - Oltre a noi...
logo specifico del progetto
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Quale migliore occasione c'è per gli alunni per utilizzare quanto appreso sui banchi di scuola?
Quale migliore occasione per i docenti per valutare le competenze degli studenti che si "muovono"?
Quale migliore occasione per l'Istituto per confrontarsi con altre realtà educative?

L'Erasmus risponde a tutte e tre le aspettative: competenze degli allievi, competenze dei docenti, competenze della scuola.
Progetti come questi, di tale portata e complessità, comportano un coinvolgimento pieno da parte di tutte le componenti del processo educativo e danno modo ad ognuna di porre in atto una serie di competenze e di responsabilità:

- l'Istituto, nelle figure del dirigente, dei referenti e dei docenti coinvolti, dimostra la capacità di organizzare un piano di lavoro composito e coerente con il programma del progetto;
-i docenti si assumono l'incarico di individuare le competenze negli alunni e di sostenerli e guidarli nell'esperienza;
-i discenti mettono in campo quanto hanno appreso, oltre alle risorse personali, e si calano in un'esperienza educativa completa;
-i genitori dimostrano notevoli capacità educative e personali, nell'affidare i figli alla scuola, e grande spirito di collaborazione.

Dal 9 al 15 marzo scorso, l'IC "Maria Montessori" di Roma ha partecipato alle quinta mobilità del progetto Erasmus + (sei in tutto), per cui tre docenti (il sottoscritto, un docente di Tecnica ed animatore digitale e una docente dell'Infanzia e psicoterapeuta) e quattro alunni della secondaria di primo grado, scelti non proprio per i voti riportati nel primo quadrimestre, si sono recati a Swierklany, paesino nel sud della Polonia. L'esperienza ha permesso a tutti di "agire" in modo concreto e operativo per il raggiungimento di obiettivi comuni.
Dal confronto, soprattutto con la realtà ospitante, sono emersi punti di forza del nostro sistema (vedi gli alti livelli di inclusione, non riscontrabili nei paesi stranieri partecipanti) ma anche punti di debolezza, concernenti l'organizzazione e la gestione degli spazi educativi.
Nella scuola delle competenze non si può prescindere dagli strumenti e dagli ambienti di apprendimento, perché determinano quel fattore "contesto" che tanto viene decantato all'interno dei documenti normativi e dei manuali universitari.

Nella scuola che ci ha accolto, e che ha rappresentato il fulcro della nostra visita, è stato possibile riconoscere la grande attenzione data agli spazi e agli arredi che, a colpo d'occhio, influivano sulla capacità di alunni e docenti di gestire il tempo e le attività in modo consapevole ed autonomo. Vorrei condividere con voi gli aspetti che più hanno attirato la mia attenzione e su cui vi invito a riflettere:

-Palestre super attrezzate, pulite ed ampie (in tutti e tre i gradi della scuola visitati), utilizzabili anche da più classi contemporaneamente;
-sala attrezzi con pesi (nel ginnasio), utilizzata dagli studenti sotto la vigilanza del docente, come alternativa o integrazione all'attività motoria;
-calcio balilla e tavoli da ping-pong trasportabili, posizionati nei corridoi, per attività ludo-sportive svolte nei minuti di pausa tra un'ora e l'altra di lezione (nel ginnasio);
-aula docenti (nel ginnasio) dotata di angolo cucina, con elettrodomestici utili alla conservazione di cibi e alla preparazione di pasti durante le pause;
-aule della scuola dell'Infanzia dotate di LIM, scrivania con PC e stampante, con accesso immediato a bagni, ad uno sgabuzzino per i materiali e ad una stanza piccola destinata esclusivamente al docente.
-stanza per la logopedista (nella scuola dell'Infanzia), situata appena fuori dai corridoi lungo i quali sono assiepate le aule;
-aula per psicomotricità, con tappeti giganti, proiettore per attività interattive da svolgere con mani e piedi direttamente sul pavimento;
-aule tematiche per lezioni tradizionali, una per ogni disciplina (al ginnasio e alla primaria, dal quarto al sesto anno);
-biblioteca piccola ma ben organizzata, con personale appositamente impiegato per la gestione dello spazio;
-cartelloni e altri materiali cartacei affissi alle pareti delle classi e dei corridoi in modo ordinato, funzionale e coerente;

Potrei continuare ancora, ma credo che l'idea sia già abbastanza chiara.

Questo elenco non vuole rappresentare il solito monito per la scuola italiana, che comunque ha i suoi aspetti encomiabili e invidiabili, ma è la fotografia di una realtà oggettiva che non ha bisogno di molti commenti ed elucubrazioni. Probabilmente non tutte le scuole in Polonia sono così equipaggiate, così come non tutte le scuole italiane sono carenti, il fatto è che da questa realtà è stato possibile trarre elementi per migliorare e per ribadire un concetto lapalissiano ma importante: la scuola è fatta dalle persone, ma se le persone vivono in un contesto sereno e agiato è più probabile che la scuola sia migliore e non ci possiamo accontentare di alcune realtà adeguate e di eccellenza, non può bastare.

Il progetto prevede a maggio l'ultima mobilità in Danimarca: la speranza è di vivere un'altra occasione di crescita e di confronto, per dare ancora concretezza alla scuola delle competenze, quindi alla scuola della vita.


Marco Pellegrino, docente di sostegno e formatore, IC "Maria Montessori" di Roma
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