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n.38 dicembre 2013
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Le grandi domande sono cambiate?
"Oggi porsi delle domande sul mondo che ci circonda è una cosa fondamentale"
di Rosci Manuela - Editoriali
Ultimi articoli di questo 2013. Ultimi giorni dell'anno. Ultimi momenti da utilizzare per un bilancio finale: cosa è andato bene, cosa un po' meno, cosa vorrò ricordare con piacere, cosa lasciare nel tempo passato, senza alcun rimpianto.

E' tempo di pensare ai nuovi desideri, quelli che guardano al futuro e lasciare la malinconia per ciò che non è andato come avremmo voluto. E' tempo della ri-generazione, qualcosa finisce e inizia altro. E' tempo di guardarsi dentro, nell'interiorità, proprio quando l'esterno si arricchisce di luci e di colori per le feste.

Guardarsi DENTRO e non solo FUORI.
Potrebbe sembrare uno slogan pubblicitario, invece la considero un'azione fondamentale per il proprio ben-essere, per un sano esercizio di ri-equilibrio psico-fisico, almeno periodico.

A tal proposito sono rimasta colpita dalla pubblicità di una donna che si pone delle domande sulla vita (non so dirvi se è una produzione recente ma solo ora ha raggiunto la mia attenzione!): "chissà se nello spazio siamo soli oppure c'è qualcuno che non vediamo, alieni (suspance) ...ma la vera domanda è -perché devo pagare quando prelevo con il bancomat?-" . La conclusione del marchio propagandato è: LE GRANDI DOMANDE SONO CAMBIATE.

Dopo il disorientamento iniziale, dovuto alla discrepanza tra l'iniziale dimensione "spirituale" -le domande sulla vita- e la soluzione prettamente "materiale" -non pagare commissione sul prelievo con bancomat, da non disdegnare ma risposta di altro livello emotivo-, mi sono chiesta: veramente le "grandi domande" sono cambiate oppure corriamo dietro risposte che altri formulano per noi? Risposte che hanno poco a vedere con la nostra crescita interiore (seppure indiscutibile il contributo nel quotidiano), che ci tengono ancorati a esigenze esclusivamente materiali. CHE LA VITA ... SIA SOLO QUESTO? (per inteso, la pubblicità non propone una domanda sulla vita di elevato valore ma ha creato quell'atmosfera per cui percepisci che si tratta di un momento interiore...)

Le grandi domande sono cambiate oppure abbiamo smesso di fare domande "importanti" sull'esistenza e ci accontentiamo di risposte preconfezionate?

Contemporaneamente a questa "esperienza", per fortuna ho seguito anche l'iniziativa organizzata al Sottodiciotto Filmfestival (festival dedicato ai più piccoli che si è svolto a Torino dal 7 al 14 dicembre) con il filosofo canadese Oscar Brenifier, specializzato in filosofia per l'infanzia e direttore dell'Institut di Pratiques Philosophiques. Brenifier ha messo a punto un sistema chiamato "Pratica Filosofica" che consiste nello stimolare i bambini attraverso delle domande, per svegliare e alimentare la loro curiosità. Il filosofo parte dall'idea che è possibile avvicinare anche i bambini al pensiero filosofico per abituarli a pensare.
Nel suo "Il Libro dei Grandi Contrari Filosofici" tratta concetti importanti, per esempio il dualismo tra spirito e corpo: "l'idea dell'opera è di far capire che nel mondo le diversità sono importanti e fanno parte della vita, bisogna accettarle e rispettarle come dobbiamo accettare il fatto che esistono bambini più contemplativi e riflessivi di altri e bisogna comunque insegnare loro a rispettare tutte le diversità della vita. Tutto il mio lavoro si basa su questo: portare la gente (che siano adulti o bambini) a riflettere, a pensare, meditare: per questo scrivo libri e faccio workshops, per insegnare ed abituare la gente a pensare. Oggi porsi delle domande sul mondo che ci circonda è una cosa fondamentale; dobbiamo svegliare ed alimentare la curiosità". (http://www.quimamme.it/con-la-tribu/2013/12/18/oscar-brenifier-e-jimjam-la-filosofia-spiegata-ai-bambini/)
Da questo libro è stata tratta la nuova serie tv animata "E tu che ne pensi?" in onda sul canale JimJam (canale 621 di Sky), divisa in 52 episodi per i bambini in età prescolare.

Prendo a prestito le parole del filosofo: "Oggi porsi delle domande sul mondo che ci circonda è una cosa fondamentale; dobbiamo svegliare ed alimentare la curiosità".
Questa comunicazione mi piace molto di più di quella della pubblicità citata, sebbene il messaggio visivo sia accattivante.

La possibilità di prendere le distanze dalla vita quotidiana -dalle attività pratiche, che ti coinvolgono in un "fare" continuo, nella rincorsa di un tempo tiranno, che corre via senza tregua, che lascia spesso il senso dell'inappagato, perché qualcosa manca sempre!- sembra essere associabile soltanto a soluzioni disfunzionali (droga, alcol ..) e poco a quel flusso di domande/pensieri che da sempre l'uomo si pone: chi sono io, dove vado, dove corre l'esistenza, il dualismo tra spirito e corpo.... Domande che sembrano non trovare spazio nelle nostre nuove periferiche, smartphone e tablet, che sono la soluzione immediata ad ogni nostro "non so!", ad ogni nostro quesito. La necessità di esaudire ogni nostra necessità nel tempo di un click, ha selezionato di fatto le domande a cui è lecito dedicare attenzione (e risoluzione in breve), allontanando l'interesse da quelle più "hard", che richiedono un investimento della struttura personale, che riguardano l'identità del singolo individuo, il suo "essere" persona, piuttosto che il suo "avere" risposte immediate.
Le domande esistenziali non sono facili da gestire, sono "lente", maturano dentro di noi, non sono disponibili sul web, o meglio non sono utili le risposte già pronte; si tratta di un percorso di ricerca che si compie, fatto di dubbi, di frustrazione a volte, perfino di rabbia, per giungere a quella verità/spiegazione che ci soddisfa, ci convince, fa sentire ognuno artefice della propria vita.
Qualcuno si dà spiegazioni di natura religiosa, altri filosofica, altri futurista, altri possibilista, altri ...non lo so!
Sta di fatto che questa ricerca che accompagna (dovrebbe (?), potrebbe (?) accompagnare) l'esistenza di ognuno sembra essere ... poco di moda. E allora ci perdiamo dietro le preoccupazioni (vere!), soggetti a crisi di ogni genere (soprattutto in periodi di crisi non solo economica ma di valori!), sconfortati da un presente meno buono del passato (sarà?), dubbiosi circa un futuro che a quanto sembra non dovrebbe concretizzarsi se non a condizioni disastrose (!).
Possibile che la nostra esistenza debba condensarsi solo nel provare il VUOTO (ciò che non c'è) e non essere riconosciuta anche nel PIENO (ciò che già c'è) di quello che siamo, di ciò che sappiamo fare, di ciò che proviamo, delle domande che ci poniamo?

Prima che quest'anno si concluda, mi sono riproposta di portarmi via quello che ha contribuito a migliorare la mia esistenza e anche ciò che mi ha messo in crisi, aiutando a produrre nuovi pensieri, quindi cambiamento, quindi apprendimento, quindi crescita.

Per far questo utilizzerò un semplice foglio che ho già preparato, anche sulla base di suggestioni raccolte leggendo qua e là in rete. Un foglio con tre semplici stimoli per ricordare l'anno che sta per finire:

1. Un momento particolarmente emozionante

2. Un momento di successo, quando ho realizzato qualcosa che mi ha fatto stare particolarmente bene

3. Un momento critico, che sento mi ha insegnato tanto

Quindi dedicherò del tempo, entro il 31 dicembre, per cercare in questo trascorso, le risposte dentro di me e le annoterò sul foglio; diventeranno la testimonianza di ciò che ho fatto, ciò che ho provato, ciò che ho superato.
Sarà l'eredità che mi porterò nel 2014.

N.B. A proposito, ho pensato anticipatamente ad una soluzione, qualora dovessi faticare a ricordare ciò che mi sono ripromessa: ho acquistato un bel quaderno (deve essere bello!) su cui ho scritto "Appunti del 2014: emozioni, successi, pensieri positivi". Ho deciso però di aggiungere anche la voce: Pensieri depotenzianti. Così a dicembre 2014 sarò avvantaggiata nel ricordare i momenti più salienti che avrò di volta in volta annotato (anche quelli critici, quelli che frenano!) e potrò scegliere facilmente cosa portarmi -in eredità- per l'anno seguente. Volete provare anche voi?

Buona fine e splendido inizio
Manuela Rosci

Incontro con Oscar Brenifier
http://www.sottodiciottofilmfestival.it/?film=e-tu-che-ne-pensi-incontro-con-oscar-brenifier
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