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n.47 novembre 2014
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
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Le linee guida del MIUR per gli alunni stranieri
A che punto siamo? Tra sperimentazione e operatività
di Presutti Serenella - Orizzonte scuola
ognuno è parte di un tutto...
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Nel febbraio 2014, con il Ministero M. Chiara Carozza, sono pubblicate le "Le Linee guida per l'accoglienza e per l'integrazione degli alunni stranieri", con le quali si aggiornano alcune disposizioni per gli alunni stranieri del 2006, secondo le disposizioni di legge, in modo da chiarire per gli addetti ai lavori della scuola i margini di "manovra" delle azioni educative e didattiche.
Le linee propongono una lettura sotto la lente del concetto dell'inclusione, andando oltre l'obiettivo del primo "step" dell'integrazione degli stranieri, sia con o senza cittadinanza italiana.
Il documento è articolato in due parti, una dedicata al contesto, l'altra alle indicazioni operative: nel contesto si individuano chi sono gli alunni stranieri, e si indicano i concetti più generali dell'inserimento e dell'integrazione di questi bambini e ragazzi nelle nostre realtà scolastiche.
Nelle indicazioni operative si fa riferimento alle norme di base per l'accoglienza da parte delle scuole, e si affrontano le problematiche centrali per la gestione di questa realtà nella quotidianità delle situazioni, soprattutto mettendo al centro dell'attenzione la comprensione della lingua e gli scambi comunicativi in lingua italiana tra questi alunni e il contesto scolastico, la condicio sine qua non per aprire la strada ad un reale processo di apprendimento e di integrazione nelle scuole e non solo.

Proverò ad affrontare una lettura sintetica, che schematizzi e individui le questioni centrali del documento, mettendo in rilievo sia le criticità che i punti di forza
I PARTE- IL CONTESTO:
  • La premessa è "forte ": la norma di riferimento prioritaria è la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, all'art. 2, con le affermazioni di diritti senza distinzione alcuna per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione, principi poi ribaditi dalla Convenzione sui Diritti dell'Infanzia del 1989
  • Tutela del diritto all'accesso a scuola del minore straniero:
  • - Legge sull'immigrazione n.40/6marzo 1998
    - D.lvo. n. 286/25 luglio 1998 (T.U. condizione dell'immigrato)
    - L. n. 189/ 30 luglio 2002 (procedure di accoglienza dell'alunno straniero)
    - DPR N. 275/ 1999 ( legge sull'autonomia scolastica)
    - L. n. 53/ 2003 (riforma degli ordinamenti scolastici-personalizzazione dei percorsi)
  • Documenti programmatici per l'integrazione:
  • - La via italiana per la scuola interculturale e integrazione alunni stranieri (2007, Osservatorio nazionale MIUR)
    - Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'Infanzia e per il primo ciclo(2012, educazione interculturale)

CHI SONO GLI ALUNNI STRANIERI?
  • La situazione internazionale sull'immigrazione ha fatto emergere una necessità diversa di monitorare i fenomeni dell'ingresso degli alunni stranieri nel nostro sistema scolastico; il Sistema informativo del MIUR dal 2007-2008 rileva costantemente il dato dell'ingresso degli Alunni stranieri presenti in ogni anno scolastico nelle scuole italiane e anche quelli dei nati in Italia e quelli di recente immigrazione
  • La situazione di partenza è molto diversa per gli alunni nati in Italia e quelli non; in genere chi nasce nel nostro paese riesce meglio e in minor tempo ad integrarsi, anche se con molti distinguo, a seconda dei contesti sociali in cui sono inseriti. Quindi il documento fa la differenza tra alunni con cittadinanza diversa ( anche se nati in Italia) e non, in quanto il trattamento amministrativo da adottare è quello delle normative per gli stranieri, che impone qualche passaggio, anche se la vera differenza viene segnata tra chi proviene da famiglie non italafone e da chi invece la nostra lingua già la parla
  • Ecco la casistica su cui puntare l'attenzione:
  • - alunni stranieri con cittadinanza non italiana;
    - alunni stranieri provenienti da contesti italofani;
    - alunni stranieri minori non accompagnati;
    - alunni figli di coppie miste;
    - alunni stranieri con adozione internazionale;
    - alunni rom,sinti e camminanti;
    - studenti universitari stranieri con cittadinanza non italiana

    La casistica è ampia e molto differenziata dal punto di vista socio-culturale e della conoscenza della lingua italiana

LE SCELTE DEGLI ADOLESCENTI E LE LORO FAMIGLIE E IL PROSIEGUO DEGLI STUDI DOPO LA SCUOLA DEL PRIMO CICLO
  • Questo è un fenomeno in aumento nelle scuole superiori italiane, che pone problematiche nuove; il documento fa riferimento alla tematica centrale dell'orientamento e del grado di integrazione dei nuclei famigliari presenti da molti anni nei nostri paesi e radicati maggiormente nella società

  • LA CITTADINANZA
  • L'aumento della presenza di alunni stranieri nelle nostre scuole pone il problema della revisione delle norme sulla cittadinanza;
  • Un cambiamento normativo, in ogni caso, non esaurisce da solo la problematica sulla cittadinanza, che è di ordine soprattutto culturale, con un cambio di prospettive e di letture sociali, ormai necessarie nelle diffuse comunità multietniche presenti ormai anche nel nostro paese
  • Necessità di svolgere percorsi di educazione interculturale per tutti gli alunni, stranieri ed italiani


II PARTE- INDICAZIONI OPERATIVE
  • La distribuzione nelle classi del numero di alunni stranieri: si raccomanda un intervento nei territori con maggiore concentrazione di gruppi della stessa etnia o diverse, secondo l'art. 7 del Regolamento dell'autonomia, DPR. 275/99, facendo leva in particolare alle reti di scuole e agli accordi territoriali (limite di presenze del 30% in ogni scuola);
  • Accoglienza: con questo termine si intende l'insieme degli adempimenti amministrativi e pedagogici che danno avvio al rapporto con l'alunno straniero e la sua famiglia;
  • Iscrizioni : la tempistica delle iscrizioni si differenzia per quegli alunni stranieri che arrivano nel corso dell'a.s. ; per tutti gli altri valgono le regole comuni, secondo quanto previsto dalle ordinanze e dalle normative
  • - iscrizioni all'inizio dell'a.s.: sono previste agevolazioni linguistiche per i moduli, da tradurre a cura delle scuole ( ci sono modelli a disposizione) nelle diverse lingue, prioritariamente in inglese; per le famiglie straniere sprovviste di codice fiscale, si prevede comunque l'iscrizione dei propri figli, anche se questo non significa diritto acquisito alla cittadinanza; per i minori non accompagnati è prevista l'iscrizione e la comunicazione alle autorità competenti, in quanto in caso di mancato affido ad adulti responsabili ( come una casa famiglia, per es.) si prevede il rimpatrio assistito ( art. 32 del D.lgs. n. 286/1998)
    - iscrizioni nell'a.s. in corso: per quanto riguarda le richieste di iscrizione in corso d'anno, il collegio docenti, i consigli di classe , possono indicare l'opportunità dell'iscrizione in classi diverse dall'età anagrafica, in base all'accertamento di cultura e la valutazione della documentazione scolastica in possesso.
  • La documentazione: dopo la domanda di iscrizione, viene richiesta alla famiglia, o a chi ne fa le veci per i minori di 14 anni:
  • - Documentazione del permesso di soggiorno. In attesa fa fede la domanda alla Questura, anche se l'irregolarità della posizione del minore non pregiudica l'iscrizione scolastica e il diritto allo studio. Viene ribadito che la frequenza scolastica non è requisito per ottenere la cittadinanza.
    - Documentazione sanitaria ( vaccinazioni obbligatorie). Se la famiglia ne è sprovvista può dichiarare di provvedere; solo se non se ne fa carico, si deve comunicare all'autorità sanitaria
  • La Valutazione: la normativa di riferimento è quella vigente per tutti gli alunni italofoni, fatti salvi i diversi percorsi necessari secondo il grado di conoscenza della lingua e la situazione di ingresso dell'alunno straniero nello specifico; se il consiglio di classe ne rileva la necessità e l'opportunità, è possibile stilare un piano di studi personalizzato secondo quanto previsto dalla normativa per i BES.
  • - gli esami conclusivi del primo e del secondo ciclo: la normativa non disciplina diversamente le prove per gli alunni stranieri; non sono previsti esoneri dalle prove sulle lingue, ma se le difficoltà presenti al momento delle prove sono forti, ci si può avvalere di un mediatore linguistico/ culturale. Lo studio nella propria lingua d'origine può rappresentare crediti per l'esame del secondo ciclo. E' molto importante la presentazione accurata del consiglio di classe degli alunni stranieri e dei loro percorsi.
    - L'orientamento: il documento fa menzione di come sia centrale il ruolo dell'orientamento alla scelta scolastica dei propri figli delle famiglie di alunni stranieri. È innegabile che la condizione di origine ( e quella di arrivo nel nostro paese) di queste famiglie e di questi alunni condizioni fortemente le scelte future, dopo il conseguimento del primo ciclo scolastico. Le problematiche sociali, culturali ed economiche sono molteplici, e possono fortemente influire sul persistere o meno di una sorta di "segregazione" scolastica, che vede molto diffusa l'iscrizione ai percorsi professionali, piuttosto che ai licei e ai tecnici
    - Il contrasto del ritardo scolastico e della dispersione: molte sono le cause ascrivibili al problema, ma centrale è il grado di conoscenza, comprensione e produzione della Lingua italiana, vera causa dell'iscrizione alle classi precedenti la propria appartenenza anagrafica per quasi tutti gli alunni stranieri.
    Il documento, dopo aver evidenziato molto chiaramente tutti i riferimenti normativi ed amministrativi, comprese le "contraddizioni" delle norme relative alla valutazione, arriva al "cuore " del problema: l'insegnamento dell'italiano come L2 e la formazione dei docenti
    Per quanto riguarda il processo di insegnamento/ apprendimento dell'italiano come L2, i percorsi didattici necessari sono delineati secondo i protocolli europei :
  • I FASE- Italiano L2 per comunicare: secondo il quadro europeo di riferimento per le lingue, livelli A1 e A2. Obiettivi da raggiungere: a) ascolto e comprensione; b) acquisizione del lessico fondamentale ( 2000 parole di uso) ; c) acquisizione strutture grammaticali di base; d) consolidamento delle capacità tecniche di lettura/ scrittura
  • II FASE- Italiano dello studio: "imparare per studiare" ed "imparare studiando"
  • III FASE- apprendimenti comuni: è la fase dove dovrebbero emergere le difficoltà persistenti nell'utilizzo della lingua, con conseguenti interventi. Il documento, non a caso parla di "artigianato" pedagogico, vale a dire l'intervento professionale e personalizzato del docente per orientare l'intervento didattico.

    Il plurilinguismo è riconosciuto nelle Indicazioni nazionali come elemento portante nelle scelte delle strategie didattiche e come contrassegno della formazione dei docenti Su questo elemento la formazione dei docenti è però in una fase di forte ritardo, dovuto in larga parte alla diffusione a "macchia di leopardo " di progetti e programmi di formazione adeguati; in secondo luogo non si può non sottolineare il carattere ancora troppo difforme della assunzione di responsabilità nei Collegi docenti rispetto a questo tipo di formazione....e in questo modo ci troviamo senza dubbio come il gatto che si mangiava la coda...e in attesa di programmi seri a livello nazionale per adeguare i docenti alla richiesta pressante della realtà dell'ingresso sempre più registrato in aumento di alunni stranieri, di diversa origine e provenienza socio- culturale. E' interessante leggere le statistiche riportate, in questo senso, dall'ultimo "Report annuale " presentato dallo stesso MIUR ( vedi in allegato), che ci riporta all'evidenza dei fatti, di un fenomeno in crescita, con alta complessità di gestione culturale e sociale; che urga un intervento a breve termine sembra essere sotto gli occhi di tutti...come appare chiara la nostra responsabilità civile e politica verso le nuove generazioni nelle scelte che saranno operate.

    "Può darsi non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate,
    ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla"
    Martin Luther King

    Serenella Presutti
    Dirigente scolastico dell'I.C via Frignani di Roma, psicopedagogista, counsellor
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