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n. 49 gennaio 2015
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Le linee nazionali per l'orientamento permanente
Oltre la scelta della scuola c'è molto di più....l'esempio della Ricerca- Progetto " Orientamento e partenariato dei genitori "
di Presutti Serenella - Orizzonte scuola
oriemntamento formativo
oriemntamento formativo
Con questo articolo termina il breve excursus da me proposto attraverso le linee di indirizzo ministeriali. Ricordiamo (per chi non avesse letto nei numeri precedenti) che in queste pagine sono state trattate nell'ordine: Le linee guida ministeriali per l'Inclusione Scolastica (numero di ottobre '14), le linee guida del MIUR per gli Alunni Stranieri (numero di novembre '14)

Il documento del 19 febbraio di quest'anno, a firma di M.C. Carrozza, allora Ministro del MIUR, contiene la sintesi di aspetti normativi, operativi e programmatici che riassumono soprattutto le esperienze della scuola "vera" degli ultimi anni in materia di orientamento, considerando le tendenze e le scoperte internazionali, in particolare il contesto europeo.
Le ragioni più forti del documento sono esprimibili soprattutto nell'obiettivo della lotta alla dispersione e all'abbandono scolastico

Si parla di un orientamento "permanente", in quanto, in accordo con gli obiettivi della "Comunicazione di Bruges" del 7 dicembre 2010, si devono garantire alcuni passaggi "chiave" verso la formazione di menti capaci di vedere "in avanti", con modalità moderne:

- massimo accesso all'apprendimento permanente, in qualunque fase della vita e attraverso percorsi più flessibili;
- maggiore mobilità dei giovani, imparare le lingue e capacità di adattamento a situazioni diverse;
- maggiore qualità dei corsi e acquisizione di competenze necessarie a lavori specifici;
- maggiore inclusione e accesso per persone svantaggiate;
- mentalità creativa, innovativa e imprenditoriale

Nel documento si indica come "punto di partenza e base del nuovo sistema, come riconosciuto nelle Linee guida del sistema nazionale sull'orientamento permanente" della Conferenza Unificata "Stato-Regioni" e nel piano "Garanzia per i Giovani", la centralità del sistema scolastico nella sua interezza...luogo insostituibile nel quale ogni giovane deve acquisire e potenziare le competenze di base e trasversali per l'orientamento, necessarie a sviluppare la propria identità, autonomia, decisione e progettualità...infine, la condivisione di articolare i percorsi scolastici con esperienze reali di lavoro e concreta valenza orientativa, che avvicino i giovani al mondo delle professioni e del lavoro, sia in termini di maturazione sociale e di responsabilizzazione, sia in termini di sviluppo di competenze di auto-imprenditorialità...

In queste affermazioni è contenuto il "cuore" del problema e la chiave del cambiamento, anche delle relazioni interne al contesto scolastico, tra tutte le sue componenti, alunni, docenti e genitori. Infatti la presa in carico "diretta" e la responsabilità condivisa nella costruzione dei percorsi e delle scelte, cambia il concetto classico di orientamento relegato e limitato all'orientamento scolastico e alla scelta della scuola "migliore"

Al centro dell'interesse:
- il cambiamento del lavoro e dell'economia;
- il cambiamento dell'orientamento, in risposta alle attuali esigenze della società, della famiglia e della persona;
- il conseguente cambiamento del modo di orientare i giovani da parte degli insegnanti

Nel percorso scolastico di base è riconosciuto il ruolo centrale nei processi di orientamento, dai 3 ai 19 anni, ed è quindi riconosciuto come obiettivo e compito la realizzazione, in modo autonomo o in rete con altri soggetti pubblici e privati, di attività di orientamento che siano finalizzate alla costruzione e al potenziamento di specifiche competenze orientative:
orientamento formativo (didattica orientativa) per lo sviluppo delle competenze di base

attività di accompagnamento e di consulenza orientativa, con sostegno alla progettualità individuale, esercitate anche attraverso competenze di monitoraggio/ gestione del percorso individuale.

Le competenze di base, le life skills di cui parlano i documenti internazionali, sono l'asse portante delle "Nuove indicazioni", documento che ha sostituito i precedenti "programmi" nazionali per la scuola italiana; la costruzione dei percorsi di insegnamento/apprendimento atti al raggiungimento delle competenze di base, è la finalità e il compito a cui i docenti debbono attenersi.

Per rendere possibile e facilitare il raggiungimento degli "obiettivi di competenza", la scuola deve porsi con modalità diverse, come dicevamo, rispetto alla gestione delle relazioni interne ed esterne al contesto scolastico, attraverso:

- la predisposizione di un curricolo formativo unitario e verticale che realizzi ai vari livelli azioni di orientamento centrate sul valore del lavoro e la cultura del lavoro;
- un insegnamento finalizzato al valore orientativo delle singole discipline;
- l'erogazione di servizi di orientamento e di attività di tutorato e di accompagnamento;
- la predisposizione di un organico "Piano" inserito nel POF, con indicazione di standard minimi di
...c'è bisogno di un intero villaggio...
...c'è bisogno di un intero villaggio...
orientamento.


Tra le azioni di sostegno alla scuola per la realizzazione delle azioni di orientamento formativo, mi soffermo sulla necessità di implementare il partenariato con i genitori; attraverso la sensibilizzazione dei genitori, anche stilando "patti di corresponsabilità educativa", si riconosce il ruolo primario svolto dalle famiglie nell'orientamento dei figli, per cui nel documento delle "linee" si vogliono sostenere ed implementare:
- corsi di formazione rivolti ai genitori, finalizzati all'accompagnamento dei figli nei percorsi di scelta e di transizione;
- la consulenza psicologica e/o i colloqui individuali, in caso di specifiche esigenze o nei casi di rischio di abbandono scolastico.

E' in questa ottica che si inserisce la Ricerca/Progetto dell'Università "Roma tre" di Roma, "Orientamento scolastico e partnership dei genitori".
Il Progetto di Ricerca è stato commissionato dall'Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio nelle scuole secondarie di primo grado, Responsabile scientifico del Progetto il Prof. Antonio Cocozza e i suoi collaboratori della cattedra "Sociologia del lavoro e delle organizzazioni".
La ricerca è partita dalla considerazione delle maggiori criticità rilevate dalle scuole nelle attività di orientamento :
* in molti casi, una non adeguata preparazione all'orientamento da parte del docente referente di questa importante funzione;
* non adeguata strutturazione del percorso di orientamento, dovuto ad un possibile ricambio nella responsabilità, a volte annualmente;
* la mancanza di uno spazio curriculare deputato all'orientamento all'interno dei programmi scolastici;
* una scarsa informazione e formazione sulle modalità di approccio all'orientamento, se non attraverso il "marketing universitario";
* esclusione dal panorama in-formativo delle opportunità "extra- universitarie";
* la totale assenza di un'educazione all'auto-orientamento lungo tutto il percorso scolastico, che si conclude con un'accelerazione di attività orientative all'ultimo anno di scuola, con un taglio meramente informativo, quando non addirittura "promozionale";
* metodologie didattiche inadeguate, troppo improntate ad un taglio trasmissivo-nozionistico poco adatte a formare nei giovani capacità proattive, progettuali, autovalutative e creative.

D'altro canto i genitori presentano altri punti di criticità diffusi nei comportamenti assunti nel momento di operare le scelte della scuola e dell'indirizzo di studi dei figli:
- sfiducia o disinteresse per i consigli orientativi dei docenti
- tendenziale relazione conflittuale con i figli;
- scarsa informazione sull'offerta formativa;
- pregiudizi su alcune tipologie di scuola;
- stereotipi sociali e culturali che sottovalutano le potenzialità formative e occupazionali delle scuole tecniche e professionali.

Da un'analisi attenta, scientificamente supportata attraverso i risultati di questionari somministrati agli alunni e ai genitori, e a seguire anche dai risultati di tre focus-group con i docenti referenti per l'orientamento delle scuole, sono emersi chiaramente i bisogni di cambiamento delle modalità di gestione e di fruizione di questo tipo di attività, in modo da favorire negli studenti lo sviluppo di quell'insieme di competenze auto-orientative necessarie per interagire efficacemente nella società complessa, e poter assumere scelte più consapevoli e responsabili. In sintesi emerge la necessità di promuovere una nuova cultura dell'orientamento presso i genitori e i docenti.
E' importante e necessario che si sperimentino nuove modalità sul campo, in modo che si possa direttamente provare l'efficacia e l'aderenza, nonché la contestualizzazione, degli interventi; l'emergenza educativa che viene denunciata già nelle scuole elementari trova in seguito una naturale sponda nell'emergenza occupazionale giovanile, come in uno specchio rovesciato, appaiono tutte le debolezze e le carenze di cui sono responsabili gli adulti in primis nell'espletare il proprio ruolo educativo datato ormai dal passaggio di fine/ inizio millennio.

Le nostre scuole e le nostre comunità sono purtroppo troppo abitate dal disimpegno e dalla de-responsabilizzazione, causa maggiore dell'abbandono e dei fallimenti educativi; accompagnare e aiutare a crescere i nostri figli e studenti per affrontare le complessità crescenti deve ridefinire un modus operandi, affinchè la generazione "NEET" ("Not (engaged) in Education, Employment or Training") si estingua e non si alimenti.

Per farlo ... c'è bisogno di tutti.


Per crescere un bambino c'è bisogno di un intero villaggio (proverbio africano)
Educare non è riempire un secchio, ma è accendere un fuoco (W.B. Yeats)


Serenella Presutti, Dirigente scolastico dell'I.C. Via Frignani - Roma
Psicopedagogista, counsellor



In allegato le Linee guida all'orientamento http://redazione.lascuolapossibile.it/customfiles/filesarticoli/428_2037_linee_guida_orientamento.pdf
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