Torna nella homepage
 
n.60 febbraio 2016
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:18 Novembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Le parole per dirlo...'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
Le parole per dirlo...
I barattoli delle parole
di Melchiorre Simonetta - Didattica Laboratoriale
Il bambino, prima del suo ingresso alla scuola primaria, è immerso in un mondo di parole, scritte, parlate, "agite", che veicolano messaggi più o meno consapevolmente.

L'insegnante sa benissimo, lo ha sperimentato un'infinità di volte nel corso della sua carriera professionale, che si troverà di fronte bambini che hanno già iniziato un percorso di avvicinamento e riflessione al mondo delle parole, e dovrà gestire, in questo campo, livelli di competenza differenti.

La classe è formata da bambini che, in base alle loro esperienze, risorse, capacità, concettualizzeranno e manipoleranno le parole, scritte e parlate, a livelli differenti di consapevolezza e competenza.

Cosciente di ciò, l'insegnante nel pensare gli interventi educativi e didattici non dovrebbe partire da zero ma dalla creazione di un ambiente stimolante, ricco di sollecitazioni e opportunità, funzionale a tutti i livelli di competenza espressi.

Aldilà di questo aspetto che è pure importante, trovo sia determinante, accanto all'insegnamento della strumentalità della lettura e della scrittura, offrire alla propria classe occasioni di meta-riflessione sulla comunicazione, sulle motivazioni che ci spingono ad insegnare e ad apprendere l'uso delle parole, sul valore e sul peso che hanno e di un loro uso consapevole.

Le parole hanno un'anima, hanno il potere di recare gioia, dolore, di avvicinare ma anche di creare distanza tra le persone.

Così ai miei bambini di sei anni, accanto alle attività pensate per l'apprendimento della letto-scrittura, insieme ai giochi di parole e ai cerchi narrativi, ho iniziato anche a proporre momenti di riflessione sulla scelta delle parole per comunicare.

Ho iniziato con una domanda: "Ma perché stiamo facendo tutta questa fatica per imparare a leggere, a scrivere e a raccontare? A cosa servono tutte queste parole che stiamo imparando ad usare?"

Da questa sollecitazione, dopo un primo momento di smarrimento (la maestra in genere chiede di fare un'attività, un compito è visto ancora come un dovere, non una scelta), è nato un dibattito che ha portato ad una riflessione sopra tutto: chiediamoci il perché delle cose che facciamo e che ci accadono, ci basta dirci che dobbiamo imparare a leggere e a scrivere perché è l'insegnante che ce lo chiede? Perché siamo a scuola? Perché è così che fanno tutti?

Abbiamo drammatizzato situazioni di vita quotidiana, analizzando le intenzioni che ci portano ad usare delle parole piuttosto che altre: la mamma che va dal macellaio, ad esempio, perché desidera un pollo, se chiedesse quattro orate tornerebbe a casa delusa ed arrabbiata. Aldilà dell'ilarità che alcune scenette hanno sollecitato, aspetto importantissimo perché attraverso il divertimento passano messaggi seri, abbiamo potuto riflettere sul fatto che cambiando una parola all'interno di una frase, cambiavano anche i sentimenti, le emozioni, i pensieri. Abbiamo visto, ad esempio, che per fare amicizia è
necessario farsi conoscere anche attraverso le parole che usiamo, abbiamo notato quanto sia importante utilizzare parole cortesi se vogliamo avvicinarci all'altro, parole che esprimano apertura, disponibilità, sensibilità ai nostri e ai bisogni altrui. Abbiamo riflettuto sul fatto che le parole esprimono le nostre intenzioni e ne determinano la riuscita o il fallimento.

Al termine della discussione, dei giochi e delle scenette, ho proposto ai bambini la filastrocca di Rodari:

Filastrocca delle parole

Filastrocche delle parole:

si faccia avanti chi ne vuole.

Di parole ho la testa piena,

con dentro "la luna" e "la balena".

C'è qualche parola un poco bisbetica:

"peronospera", "aritmetica"...

Ma le più belle le ho nel cuore,

le sento battere: "mamma", "amore".

Ci sono parole per gli amici:

"Buon giorno, buon anno, siate felici",


parole belle e parole buone

per ogni sorta di persone.

La più cattiva di tutta la terra

è una parola che odio: "la guerra".

Per cancellarla senza pietà

gomma abbastanza si troverà.


L'abbiamo letta insieme e commentata, le filastrocche hanno il dono di essere immediate, parlano direttamente al bambino ad un livello profondo; La filastrocca delle parole"" di Rodari ha portato alle nostre riflessioni sicuramente più luce, ha fatto immediatamente chiarezza.

Così ho potuto proporre ai bambini "il barattolo delle parole amorevoli", ho chiesto loro di scrivere delle parole o delle semplici frasi che loro stessi utilizzano per esprimere amore, affetto, il desiderio di avvicinarsi a qualcuno o che che gli vengono rivolte e che li fanno sentire amati, accettati, rispettati.

Sono stati bravissimi!!!! I bambini sono portatori sani di luce interiore e riescono a cogliere con immediatezza, semplicità, freschezza anche gli aspetti esistenziali più complicati, se lasciati liberi di esprimersi.

Al barattolo delle parole amorevoli seguiranno altri barattoli: delle parole calde, dolci, pericolose, divertenti, morbide e così via.

Le intenzione che sottendono questo lavoro sono molte, accanto a quella di creare una collezione utile, ad esempio, alle loro narrazioni con lo scopo di arricchire il lessico, c'è il desiderio di giocare con le parole, di manipolarle, di farsele amiche, di diventare competenti nel loro uso, di maneggiarle con cura, fantasia, creatività e sicurezza.

di Simonetta Melchiorre
docente dell'I.C. V.le Adriatico di Roma e Art-counselor
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional