Torna nella homepage
 
n.48 dicembre 2014
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:22 Settembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Le persone fanno la differenza... >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Le persone fanno la differenza
La condivisione e la collaborazione rendono grande un progetto
di Rosci Manuela - Editoriali
Questo numero della rivista è interamente dedicato al Progetto Piero Gabrielli, esperienza trentennale nell'ambito dell'integrazione scolastica che nel tempo ha assunto una connotazione interistituzionale in quanto è promosso e organizzato in collaborazione tra Roma Capitale - Assessorato al Sostegno Sociale e Sussidiarietà, Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio e Teatro di Roma.

Sebbene conosca le attività promosse dal Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli dagli anni '90, quando ero all'Ufficio Studi e Programmazione dell'ex Provveditorato di Roma, e abbia introdotto dopo il 2001 l'esperienza nella scuola dove ero andata a lavorare, e dal 2006 ne condivida e supporti le finalità del monitoraggio nelle scuole che attuano il progetto, solo recentemente abbiamo deciso con Luigia Bertoletti - Referente del Progetto e Coordinatrice pedagogica- di raccontare il Gabrielli nella maniera in cui lo facciamo noi 'possibili', coinvolgendo chi sa e chi ha fatto per testimoniare che è possibile realizzarlo.
Il Piero Gabrielli non ha bisogno certo di essere presentato, è una realtà conosciuta anche a livello internazionale. La novità è editoriale: 'Oltre il palcoscenico' è la pubblicazione che racconta e documenta il Piero Gabrielli nelle scuole, il dietro le quinte degli spettacoli, quanto avviene nei laboratori durante il percorso, le riflessioni dei docenti, il contributo di studenti e genitori. L'eredità pedagogica che Luigia Bertoletti ha voluto lasciare alla scuola, agli insegnanti, ma anche a coloro che coinvolti a diverso titolo potrebbero beneficiare della conoscenza di ciò che può accadere in una scuola che integra il Laboratorio Gabrielli nella sua offerta formativa (genitori, alunni, teatranti, specialisti, Istituzioni).
Ho avuto il piacere e l'onore di essere scelta da Luigia per accompagnarla in questo viaggio... all'inizio non sapevamo che sarebbe stato l'ultimo.
Abbiamo così scelto di promuovere la presentazione del libro dedicando un numero della rivista al Piero Gabrielli raccontato attraverso le testimonianze dei diversi attori (ci occupiamo di teatro!), solo alcuni in rappresentanza dei tanti protagonisti del Piero Gabrielli, affinché coloro che non conoscono ancora l'esperienza possono farsi un'idea della professionalità e della coralità che viene messa in campo. Siamo consapevoli che le foto e i video inseriti rendono solo in parte la qualità artistica e la partecipazione di tutti i protagonisti, l'emozione che suscita uno spettacolo che va in scena al Teatro Argentina ma anche quelli realizzati nelle scuole. Informatevi in tempo, momenti da non perdere!

Qualità artistica e coralità, scelgo queste due parole per riassumere il valore che attribuisco al Piero Gabrielli con particolare attenzione alla scuola. La qualità artistica degli spettacoli finali dei Laboratori Decentrati nelle scuole è garantita dalla professionalità dei teatranti scelti dal Coordinatore Artistico Roberto Gandini per conto del Teatro di Roma. Persone che non debbono solo saper fare bene il loro lavoro 'artistico' ma devono sapersi inserire nel contesto scolastico tenendo conto che gli insegnanti non sono 'gli altri' che stanno a guardare ma saranno parte integrante dello staff: con loro si riflette, si sceglie, si decide in gruppo anche se poi il conduttore prenderà su di sé la responsabilità del progetto artistico. I ragazzi da coinvolgere sono 'tutti', non solo quelli belli e bravi ma quelli che potenzialmente hanno le caratteristiche per stare in quel determinato gruppo che si sta formando. Tra questi, dunque, gli alunni disabili o con difficoltà hanno le stesse possibilità di essere scelti per formare il gruppo. Ma i gruppi laboratoriali nel Gabrielli sono tre, per garantire ad ogni alunno un percorso che si avvicini e valorizzi meglio le caratteristiche personali: non tutti hanno interesse per la recitazione, alcuni prediligono un percorso artistico più manuale (laboratorio di scene e costumi), altri possono spendere e ampliare le competenze informatiche, digitali, e soprattutto linguistiche e comunicative (laboratorio di documentazione con la redazione del giornale online Il Pierino).

Quello che avviene, allora, durante l'anno scolastico in cui la scuola approda al Gabrielli è una commistione di accadimenti. Il primo è che tutti si mettono in gioco, adulti e alunni, ma anche genitori e teatranti. Le esperienze testimoniate in questo numero ne restituiscono la portata. Nessuno è come prima, laddove la perplessità iniziale lascia il posto alla sorpresa e alla voglia di provare. Qualcuno può anche ritirarsi perché, anche nella scuola, non sempre ci si mette in gioco.
Nei tre laboratori la fisicità (il fare) è espressa in maniera diversa ma, allo stesso tempo, la progettualità converge per tutti su un unico prodotto finale (lo spettacolo). Una resistenza forte questa nella scuola, che procede quasi sempre nel dare a tutti (o far fare a tutti) la stessa cosa per non discriminare, invocando un senso di giustizia piuttosto che di equità (dare ad ognuno quello che serve).

Il secondo accadimento è che tutti partono dalla stessa linea di partenza, e il lavorare insieme è l'unica condizione concessa per raggiungere l'obiettivo, ovvero che il prodotto finale sia veramente di tutti e non un pezzo di ciascuno. L'immagine che mi ritorna è quella dello stare in cerchio, all'interno dei laboratori: non c'è il primo e non c'è l'ultimo, c'è il desiderio di tutti di partecipare e realizzare.

Il terzo accadimento riguarda il docente che cambia habitus e nel laboratorio si mette in gioco con i suoi bambini, con i suoi ragazzi. In questo stare diversamente a scuola comprende di non perdere l'identità professionale e l'autorevolezza nei confronti dei propri alunni, al contrario si arricchisce di un modo nuovo di fare scuola. Diventa più esperto nell'osservare l'altro nella sua individualità e nel gruppo e ri-cerca il potenziale di ognuno affinché possa trovare spazio di espressione. Diventa un mediatore, un facilitatore, un comunicatore che utilizza codici differenti da quelli utilizzati nel quotidiano della classe.

Ma non è poi tutto quello che viene chiesto alla scuola per stare al passo con i tempi, per rispondere in maniera congrua alla nuova visione di scuola descritta, ad esempio, nelle Indicazioni per il curricolo del primo ciclo? (ma il discorso vale anche per la scuola secondaria!) Mi fermo qui perché in tutti gli articoli troverete un tassello del puzzle che racconta il Piero Gabrielli, e anche dopo tutto questo, rimarrà sempre qualche altra cosa da svelare, da conoscere perché il Progetto, per quanto strutturato stabilmente, è sempre in continua evoluzione. Tra tutte le evoluzioni quella che nessuno di noi avrebbe voluto considerare è quella che Luigia Bertoletti, pioniere e memoria storica del Progetto, non sia più con noi a progettare come continuare. Ci mancherà, mi mancherà la continua riflessione e la passionaria visione del Progetto, la professionalità indiscussa, elementi messi in gioco con gli altri protagonisti che hanno contribuito a portare il Piero Gabrielli fin qui.

Per il futuro (e ancor prima, nel prossimo presente) sono certa che si continuerà a fare squadra, cercando di fare sempre meglio. Nel presente, mi auguro che anche questo numero della rivista possa contribuire non solo a rendere omaggio a Luigia e al suo prezioso lavoro, ma a diffondere la 'possibilità' per i docenti di credere che a scuola si può 'giocare' diversamente, e il piacere non toglie e non distoglie l'attenzione dall'accompagnare la formazione dei nostri alunni.
Il Piero Gabrielli ne è testimonianza.

Grazie a tutti per aver partecipato.
Manuela Rosci
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional