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Numero: 3-novembre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 17 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Le relazioni dentro e fuori la classe
L'importanza della definizione dei ruoli e della collaborazione tra i protagonisti della scena scolastica.
di Nacci Consiglia - Organizzazione Scolastica >>> Parliamo di...
Il lavoro quotidiano nella scuola rappresenta continuamente motivo di riflessione, proponendosi come un bagaglio esperenziale, dal quale partire, per formulare nuovi problemi, porsi ulteriori quesiti, accendere dubbi e curiosità.
Nelle ultime settimane ho avuto modo di osservare l'impatto e l'influenza che le situazioni ambientali esterne hanno sulle relazioni che si vengono a costituire nella classe, nonché sul processo di apprendimento e, in generale, sulla crescita di ciascun alunno.
Per situazione ambientale, in un ottica ecologica, intendo tutti quei luoghi fisici in cui le persone possono facilmente interagire faccia a faccia, quindi l'aula, la propria casa, il giardino antistante la scuola e così via.
In qualità di agenzia educativa, la scuola deve promuovere uno sviluppo armonioso della persona, intendendo per sviluppo la capacità di percepire e rappresentare una realtà sempre più complessa, estesa, differenziata e di interagire con e in essa in modo via via più efficace e funzionale.
Tutto questo può avvenire solamente all'interno di situazioni relazionali (diade insegnante-alunno, gruppo classe) caratterizzate da un coinvolgimento emotivo positivo.
Bronfenbrenner sostiene che la diade ha un potenziale evolutivo nella misura in cui si basa sulla reciprocità, sulla condivisione di attività e su una relazione emotiva. Mi sento di estendere tale definizione all'intero gruppo classe: affinché il contesto classe risulti fertile, dal punto di vista evolutivo, è necessario che gli alunni e gli insegnanti si impegnino in attività comuni, in un clima emotivamente sereno. A determinare tale situazione, tuttavia, concorrono anche variabili esterne; ciò che accade nell'aula risente, infatti, delle dinamiche che si snodano all'interno di situazioni ambientali attigue e importanti come le famiglie e il gruppo dei genitori.

Spesso l'assenza di collaborazione e la presenza di conflittualità più o meno esternate tra i genitori di un gruppo classe si riversa e ha delle risonanze all'interno dell'aula; per cui diventa difficile, ad esempio, lavorare in classe con i gruppi, portare avanti attività di ricerca con più alunni.
Il lavoro nella classe risulta produttivo se i terzi coinvolti -i genitori- riconoscono e sostengono le attività proposte. Analizzando i sistemi coinvolti nell'istituzione scolastica, ovvero docenti, alunni e genitori, penso ad uno sgabello a tre piedi: se c'è disequilibrio, non si raggiungere una stabilità e non si riesce a sfruttare il potenziale funzionale dello strumento in questione.
E' importante che questi tre sistemi interagenti abbiano dei confini chiari, precisi e nello stesso tempo flessibili. Quando i confini sono chiari, ciascuno sa qual è il proprio ruolo all'interno di quella specifica situazione ambientale, sa come comportarsi e quali compiti espletare e cosa ci si aspetta da lui. Spesso tali confini risultano diffusi; ci imbattiamo così in bambini che rimproverano i compagni, sostituendosi all'insegnante (sarebbe più ovvio che gli alunni si reggessero il gioco!), oppure osserviamo genitori e insegnanti che entrano in competizione.
In questi casi al bambino arrivano messaggi contraddittori, doppi legami irrisolvibili, a volte addirittura impensabili, che arrestano qualsiasi possibilità di riflessione, di maturazione, di crescita. Pensate al disorientamento del bambino che si trova dinanzi a due messaggi opposti, provenienti da figure di riferimento, altrettanto importanti. Trovandosi di fronte ad un dilemma senza via di uscita, il bambino, per non sbagliare e per non ferire nessuno, sceglie di non muoversi, di non far nulla e si blocca. I confini tra i sistemi, sù menzionati, non devono però essere rigidi; in questo caso si rischia di interrompere completamente la comunicazione, arrivando alla rottura.

Alla luce delle riflessioni fin qui esposte credo che, all'interno della scuola, si debba dare importanza al rapporto con le famiglie ed intervenire preventivamente, per costruire una rete di relazioni, un mesosistema (interrelazioni tra più situazioni ambientali, come la scuola e la famiglia...) armonioso e pronto ad assumersi, con responsabilità, il compito di guidare gli alunni nel loro processo di crescita.
Concretamente si potrebbe pensare all'organizzazione di incontri sistematici con i genitori (al di là dei colloqui individuali o delle interclassi) per favorire lo scambio, il confronto; oppure si potrebbero pensare progetti, all'interno dei quali alunni e genitori si impegnano, insieme, nella realizzazione di attività comuni.

Consiglia Nacci Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma

Bibliografia
Bronfenbrenner U. (1986). Ecologia dello sviluppo umano. Il Mulino, Bologna.
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