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Numero: 1 -settembre 2009- Anno III   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 24 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'Leggere,  che passione!'  >>>
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Leggere, che passione!
Riflessioni di genitore
di Paci Lucia Giovanna - Didattica Laboratoriale
"Mamma, che posso leggere?", "Zia, che mi consigli di leggere, visto che io non riesco a finire un libro, perché dopo un po' mi annoio e non riesco ad andare avanti?", "Mamma, ma come fai ? Io odio leggere!"
Le domande sotto l'ombrellone di quest'estate, a me, che ho "divorato" tre magnifici libri in una settimana, offrono l'argomento per tornare in campo con la rivista, quando credevo di averli esauriti.

"Magnifici": ogni libro per me è magnifico. Io sono una passionale quando leggo, c'è sempre qualcosa che mi fa innamorare di un libro: la storia, i personaggi, le atmosfere, i sentimenti, la lingua, persino alcune traduzioni! Adoro le biografie, da quelle che ti portano indietro nel tempo, a quelle moderne, magari di grandi famiglie stravaganti, a quelle romanzate.
In questo momento, mi piacciono le storie di donne, di un'età di mezzo, perché mi ci identifico e mi ci ricerco. Ogni libro è un'esperienza e un'avventura.
Per questo entro in crisi quando qualcuno mi chiede un consiglio su cosa leggere, specialmente se è un ragazzo da "iniziare". Personalmente, ho letto tanto anche da ragazzina e, anche allora, in maniera avida e acritica, acritica non in ciò che sceglievo, ma nella valutazione che ne facevo. Un libro mi piaceva sempre, per qualche motivo!

Semplicisticamente e superficialmente si può dire che una volta c'era poca televisione e, soprattutto, non i mezzi tecnologici di oggi, come computer, internet, network alla facebook, chat varie, che offrono diversivi ed evasioni di vario tipo e un tipo di esperienza più diretta, immediata, veloce.
Io credo, però, piuttosto, che sia una questione di educazione. L'amore per il libro e la lettura s'insegnano, si trasmettono. Ho ancora negli occhi l'immagine di mio padre che leggeva a mia madre, più spesso, ma anche a noi ragazze, brani dai libri che stava leggendo, e mi risuonano ancora nelle orecchie le migliaia di versi da lui scelti, letti, recitati, scritti per me, per noi......Quando erano piccoli i miei figli leggevo loro, per farli addormentare, pagine dei libri che stavo leggendo: non importava se non capivano o se capivano poco; a loro piacevano i suoni delle parole, il timbro della voce che cambiava d'intonazione, trascinandoli in universi sconosciuti ma fantastici. E quando si addormentavano, per un po' continuavo, perché non si disperdesse la magia, ma poi mi fermavo per non andare troppo oltre, rubando loro la possibilità di riprendere il viaggio interrotto la volta successiva! Adesso lo faccio meno, però non perdo occasione per raccontare con passione ed entusiasmo di qualcosa che sto leggendo e chi mi ascolta dice che sono contagiosa e trainante: faccio venire la voglia...

A onor del vero, c'è da dire, però, visto che qui si parla di scuola, che, per quello che riguarda me, molto è stato facilitato e promosso dalla scuola. Ho avuto insegnanti che non ci hanno lasciato soli di fronte ai vari testi, ma che vi sono entrati insieme a noi, con motivazione e con passione, creando curiosità e interesse, attenzione e piacere. Un libro si leggeva per conoscere un autore, per capirlo, per impararne lo stile, per ""esserne educati". La mancanza di un'educazione sentimentale degli adolescenti di oggi, argomentavamo con una mia coetanea, che li spinge a voler imparare magari attraverso delle spaventose trasmissioni televisive finte e volgari, deriva anche dal fatto che questi ragazzi e queste ragazze non si confrontano più con quei romanzi e quelle avventure di cui ci siamo nutriti noi, anche nostro malgrado magari, che ci hanno fatto sognare, fantasticare, misurare con temi, personaggi, situazioni, di cui si ha ancora evidentemente tanto bisogno, ma di cui si è persa la strada.

Che questo discorso abbia dei fondamenti, per lo meno in quanto necessità educativa, lo si percepisce nella necessità delle scuole di metterlo al centro del Piano dell'Offerta formativa. Non c'è scuola che non proponga un "progetto biblioteca", non preveda uno "spazio lettura", non promuova un'"educazione alla lettura" - sicuramente molto di più nella Scuola Primaria che negli altri cicli - ma molto spesso rimane un grande contenitore vuoto, un obiettivo disatteso, se non nella Scuola Primaria, dove quasi sempre si concretizza, in maniera quasi assoluta negli altri cicli.
Nella scuola media, per esempio, spesso e volentieri ormai, la cosiddetta ora di narrativa è stata più o meno abolita, con la motivazione che le ore sono sempre di meno e non si riesce a "finire i programmi". Questo perché la cosiddetta ora viene considerata un qualcosa a parte, scollegata dal resto, perché un insegnante non vuole mettersi in gioco e usare un libro come spunto e pretesto per poter fare discorsi a più livelli.
Con un libro come" Marcovaldo", di Calvino, tanto per fare un esempio, si può "giocare" tantissimo: si può lavorare sulla tecnica della novella, sulla poesia del linguaggio e delle immagini, sulla grammatica, per l'uso dei vocaboli, si può lavorare sulla "costruzione di contenuti" sempre più attuali e urgenti, come l'educazione ai valori elementari e della Natura contro le sovrastrutture e i condizionamenti della società, che propongono il consumismo, si può ridere con un personaggio buffo, maldestro, sognatore un po' "sfigato" , che può persino essere "messo in scena", drammatizzato e nello stesso momento lo si può porre come modello, in cui, probabilmente, un giovane ragazzino alle prese con la difficile gestione di tutti i pezzi della sua crescita, può arrivare a identificarsi, con tutto ciò che questo comporta.

E non sto qui a dilungarmi a "insegnare" a un'insegnante quello che già dovrebbe sapere. La lettura approfondita di un testo usato come leit motive per arrivare a tanti livelli e in tanti ambiti, è un modo più efficace, profondo, incisivo per aprire orizzonti, far scoprire mondi, compreso quello personale, suscitare interessi e fissare concetti. Un ragazzo conquistato alla lettura in questo modo sarà sicuramente un lettore per sempre e difficilmente lascerà un libro a metà perché si annoia...

Lucia Paci genitore I.C. Via Perazzi 46 - Roma
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