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Leggiamo insieme "Ascolta il mio cuore" di Bianca Pitzorno
Quando un libro diventa un classico?
di Ansuini Cristina - Formazione
"Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire."
Italo Calvino

Quando un libro diventa un classico? Perché leggere un classico? Come può essere utilizzato con i bambini?

Un libro diventa un classico quando più lo leggi e più ti accorgi delle preziosità che ha da raccontare, quando diventa fonte di ispirazione, quando ha dei risvolti inaspettati, quando ha tante cose da dire.
Ho letto diverse volte "Ascolta il mio cuore" ed ogni volta mi ha dato stimoli nuovi, emozioni diverse.
Investire sui nostri alunni lavorando con loro su testi diventati classici offre tanti visioni diverse e fornisce spunti di lavoro a tratti inaspettati.
Leggere "Ascolta il mio cuore" di Bianca Pitzorno è un'esperienza non solo letteraria, ma anche storica, antropologica, emozionale e relazionale.
Il libro, in gran parte autobiografico, è il diario di un anno scolastico - la quarta elementare - , 1949-1950, anno in cui si intrecciano vicende prettamente scolastiche, ma anche familiari, amicali, sociali, emozionali.
Lo stile è quello splendidamente fluido di una delle più amate scrittrici italiane - non solo per l'infanzia - che lascia scorrere la trama tra splendide descrizioni, spaccati sulla società a ridosso del secondo dopoguerra, riflessioni sul significato dei sentimenti, pagine esilaranti e intrecci amorosi.

Leggerlo è un tuffo nel passato recente e, allo stesso tempo, un riconoscere dinamiche e vissuti familiari.
È possibile ricostruire un percorso storico sulla scuola del tempo dei nonni, quando si scriveva con il pennino e l'inchiostro, c'era un'unica maestra - di solito molto autoritaria - e si andava sempre a casa per pranzo.
Nel libro troviamo tutte le tracce della miseria che la guerra aveva portato con sé: la povertà estrema, il lavoro minorile, l'analfabetismo.
Ma anche le complicità ed i meccanismi relazionali che viviamo ancora oggi in classe: le amiche del cuore, le rivalità, le birichinate, le congetture più astruse...
Il linguaggio familiare e dialogico del diario rende la lettura molto scorrevole e la collocazione temporale dei fatti contestualizza le vicende in modo riconoscibile.

Molto godibili sono i temi di Prisca, una delle protagoniste insieme alle sue amiche Elisa e Rosalba, che utilizza delle agende per creare dei libri tutti suoi - da grande vuole diventare scrittrice - e che riscrive, metaforizzando e drammatizzando in modo fantastico, le cose che avvengono a scuola: mirabili sono le storpiature del nome dell'odiata maestra Argia Sforza che, in diversi racconti, diventa Arpia Sferza e Arcigna Storta!

La scelta di questo libro è stata davvero felice, perché ha coinvolto da subito i bambini che sono stati presi dalla storia e dallo stile e hanno completato la lettura collettiva molto prima di quello che avevo programmato.
Il libro è stato occasione di affinamento di tecniche di lettura - cambio di timbro vocale, di intonazione, pause ad effetto... - ampliamento del lessico, drammatizzazione delle sequenze preferite, conversazioni su tematiche diverse - dallo stile di vita degli anni 40-50 al rapporto tra alunni e insegnanti, dall'importanza della scuola per tutti al tipo di lavoro che si faceva/si fa in classe, dalla classe tutta maschile o femminile al racconto delle emozioni -.
Ma forse il risultato più bello, anche perché non intenzionalmente progettato, è stato quello dell'utilizzo spontaneo alla scrittura diaristica: alcuni bambini hanno autonomamente preso una vecchia agenda per iniziare a raccontare le loro vicende scolastiche, scegliendo anche di scriverla insieme, pensando alla funzione comunicativa e dialogica della scrittura, con l'intenzione di leggere poi insieme la versione aggiornata di "Ascolta il mio cuore".

Credo che in questo risultato ci siano un po' le risposte alle domande iniziali: un libro diventa un classico quando è bello sempre, parla al cuore e alla mente, si adatta ai tempi e alle stagioni, offre sempre nuovi spunti e poi rivela segreti inaspettati, portandoti per sentieri luminosi che non avevi neanche pensato di intraprendere.

"Ascolta il mio cuore" rispetta proprio tutti i canoni... e forse anche qualcuno di più.


di Cristina Ansuini
Dottore in Psicologia, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma



vai al sito di Bianca Pitzorno http://www.biancapitzorno.it/index.php/libro-ascolta
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