Torna nella homepage
 
Almanacco inverno  
Oggi è il giorno: 23 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

Via Monte Manno 23 00131 Roma

Articolo 'Lettera al Ministro'  >>>
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Dalla redazione Dalla redazione
Long Life Learning Long Life Learning
Oltre a noi... Oltre a noi...
Editoriali Editoriali
Emergenza scuola Emergenza scuola
Organizzazione Scolastica Organizzazione Scolastica
Integrazione Scolastica Integrazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale
In diretta dalla Segreteria In diretta dalla Segreteria
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Integrazione Scolastica 2 Integrazione Scolastica
Pagina Organizzazione Scolastica 3 Organizzazione Scolastica
Pagina Didattica Laboratoriale 4 Didattica Laboratoriale

Ricerca avanzata >>>
Lettera al Ministro
...il sogno continua...
di Paci Lucia Giovanna - Emergenza scuola
Caro Ministro Gelmini,
sono qui a constatare che il mio sogno non si è avverato e Lei non ha risposto ai miei interrogativi della conferenza stampa a cui L'avevo invitata la scorsa volta. Pazienza, è un vero peccato e vorrei spiegarLe perché in questa lettera che, spero, vorrà almeno leggere!
La sensazione, anzi, direi piuttosto, la constatazione è che la Scuola non fosse affatto in crisi, prima dei Suoi interventi, almeno la scuola primaria, ma che ora ci sia profondamente! Il rigore, di cui tanto Lei si fregia, sembrerebbe voler essere applicato per far funzionare a meraviglia la Scuola come un'azienda, concetto tanto caro al Suo illustre compagno di partito, nonché capo del governo, ma essa è un universo delicato, con regole e bisogni propri e sfugge ai meccanismi che regolano le normali aziende e io credo che proprio non possa essere guidata da un sia pur efficiente burocrate o da un capitano d'industria.

Se fosse un'azienda "normale", tra l'altro, o se fosse possibile organizzarla come tale, la prima cosa di cui avrebbe bisogno solo per esistere, come ogni azienda che si rispetti, sarebbero i capitali, i soldi, i fondi, mentre nella Sua Scuola modello, la prima "rivoluzione" è passata proprio attraverso la negazione dei capitali, i tagli dei fondi!
La Scuola, Ministro, ha bisogno di idee, di progetti e ne ha tanti, in verità, costretti, però, a rimanere sulla carta, perché non ci sono soldi.
La Scuola ha bisogno di persone, di personale, di pluralismo, mentre nel suo modello si usano aggettivi come "unico" e "prevalente", che evocano concetti e ideali bui e tristi, non solo della scuola, ma della storia e della politica, e non possono funzionare, perché sul campo solo i loro opposti sono una forza che ha peso.
La Scuola ha soprattutto bisogno di passioni e di ideali e, mi creda, non solo ce li ha, ma, per assurdo, sono rinati nelle difficoltà, come era naturale e auspicabile, ma "le nozze coi fichi secchi" non riescono.
Se si vuole cambiare, bisogna rischiare e investire, innanzitutto, denaro, risorse materiali. Se si vuole competere con L'Europa e col mondo più avanzato, e qui so di toccare una corda che Le risuona facilmente, non ci si può comportare da Terzo Mondo e fare la figura di Don Chisciotte....!
Se si vuole cambiare, Ministro, la Scuola bisogna conoscerla, possibilmente dal di dentro, e amarla, farne la propria ragione di vita e la propria fede, personale e politica, come è per tanti insegnanti. Per questo, L'avevo invitata a quella conferenza stampa, perché credo che ci sia proprio bisogno di sedersi attorno a un tavolo e realmente confrontarsi, in un ascolto serio e profondo, scambiandosi opinioni, esigenze, aspettative, fissando obiettivi comuni. Noi genitori la Scuola la conosciamo bene e la sperimentiamo ogni giorno sulle "barricate" insieme agli insegnanti e avremmo molto da dare ad un "tavolo delle trattative"!

Le racconto un giochetto, che gira su Facebook e si chiama "Crea il tuo governo". Fantasticando, si può creare il proprio governo tipo, formato dagli "amici" con cui si è in contatto. Io ho ideato il mio, che, guarda un po', nell' "insediamento" finale si è inceppato e non ho potuto pubblicarlo.
Il "mio" Presidente del Consiglio era Monica Crisci, una mamma della nostra scuola, intelligente, colta, appassionata, volitiva, aperta, rivoluzionaria; il Ministro dell'Istruzione era Cristina Ansuini, creativa, brillante, meravigliosa maestra e psicologa, che scrive insieme a me su queste pagine. Lei sì che vive per la scuola e per i bambini, che è calata in questa realtà, la accoglie,la modifica, la combatte, nella fedeltà al suo mestiere e al suo credo...E questo nel giochino di Facebook, ma avrei potuto scegliere, nel quotidiano, persone come Manuela Rosci, che ha messo su una rivista come questa, da un titolo così evocativo e propositivo, forte del suo "perché no?", di cui "contamina" la sua quotidianità privata e pubblica o avrei potuto scegliere insegnanti come Marianna, Adriana, Natalia, Alessia, solo per citarne alcune, che la scuola la vivono in trincea o in campo, per continuare a usare termini e concetti cari al Suo compagno di partito, senza arrendersi, ma continuando a crederci, reinventandola ogni giorno, con passione, vocazione, convinzione! Avrei altrimenti potuto arruolare molti di noi genitori, che ci offriamo, ci adoperiamo, ci tassiamo, ci mobilitiamo...

La speranza, cara Mariastella, è che, nonostante la Sua assenza, il Suo silenzio e la Sua ostinazione a voler continuare su una strada sterile, di ignoranza e solitudine, di incaponimento, la Sua maternità imminente, di cui come madre di quattro figli sinceramente mi rallegro, possa permetterLe di "saltare il fosso", entrando a far parte della schiera di genitori costretti a fare i conti con le necessità vere della Scuola.
Il mio augurio sarebbe che Lei davvero potesse toccare con mano dal di dentro, come fruitore, e che potesse indignarsi come noi e come noi desiderare "altro".
Ma Lei davvero vorrà mandare Suo figlio o Sua figlia in una scuola dove ci sarà poco di tutto?
Pochi soldi, poche materie, poche ore, poche specializzazioni, pochi contenuti, poco sapere, poca modernità, pochi insegnanti, magari pure pochi e selezionati bambini, pochi sogni e pochi ideali, oppure questa Scuola è destinata solo a noi e ai nostri di figli , perché al Suo, Lei riserva altre strade, grazie alle Sue parentele o magari lo manderà a studiare all'estero, come Staino fa immaginare a Bobo...?
No, Mariastella, io non ci sto! Lei finora ha perso una grossa opportunità, ma il mio d'incaponimento mi spinge a sperare che il Suo "core di mamma" La ravveda e La muova nella giusta direzione, visto che con i figli degli altri si può anche osare, ma con i propri la cautela è d'obbligo, con i figli degli altri si può anche essere pressappochisti, ma con i propri si è superesigenti...
Mi consenta di porgerLe i miei più sinceri e speranzosi auguri.

Lucia Giovanna Paci, genitore nel IV Municipio di Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional