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n.38 dicembre 2013
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Letterina a Babbo Natale da parte di un'insegnante
Riflessioni e speranze per il nuovo anno
di Agolino Simona Loretta - Orizzonte scuola
Caro Babbo Natale,
tra le molte letterine che in questi giorni riceverai da parte di tantissimi bambini, ce ne sarà una in più scritta da me, che non sono più piccina da diversi anni, perché anch'io ho voglia di doni.
Sono un'insegnante ancora precaria, e dopo tanti anni da supplente annuale, vorrei poter riuscire ad avere un minimo di certezza e di stabilità nella mia vita lavorativa. Ritengo comunque di essere una persona fortunata, perché in questo momento così difficile del nostro Paese, ho lavoro e continuo ad avere uno stipendio.
Certamente, come ogni fine anno è tempo di bilancio sia a livello personale che lavorativo: l'anno che sta per terminare è stato faticoso ma ha dimostrato ancora una volta che la scuola, almeno quella in cui io credo, deve essere fatta dalle persone che hanno voglia di rimettersi in gioco e sfidarsi ogni giorno con tenacia e passione.

E' stato duro e spesso sono stata colta da momenti di sconforto, con tanta voglia di scappare. Se guardo indietro mi chiedo come ho potuto lavorare in certe condizioni e con tantissimi problemi, ma poi trovo la risposta negli occhi dei miei alunni e da parte della mia collega e capisco che spesso le difficoltà ci vengono date perché sappiamo superarle.
Ti chiedo di poter continuare a lavorare con serenità, in un ambiente fatto di persone che non conoscano l'invidia e il pettegolezzo di chi fa di più o meglio, ma soltanto di lavorare e di continuare a crescere come persone e come insegnante insieme ai miei alunni.
Babbo Natale, tu che dall'alto ci osservi ogni giorno nel nostro lavoro, aiutami ad essere una brava insegnante, a non disumanizzare questo lavoro con la burocrazia e con le continue richieste, spesso senza senso, dei "capi" che devono condurre la scuola dimenticandosi, sembrerebbe!, che noi lavoriamo con materiale umano!
Ogni docente -ed è qui la sfida di ogni giorno- deve accendere la curiosità degli alunni, come diceva Quintiliano, e non riempire dei vasi. Deve saper svegliare la curiosità e l'interesse nello scoprire la vita, il gusto della ricerca e il piacere di aver trovato una soluzione."Donami" questa attenzione!

E' tempo di gioia e di festa, mio caro Babbo Natale, e mai come quest'anno credo che tutti noi ne abbiamo bisogno. L'incertezza di quello che accadrà ci fa aggrappare ancora di più a quelle che sono le nostre tradizioni, fermarsi a pensare ed accorgersi che ci sono persone meno fortunate di noi.
Fa in modo che ogni mio alunno trascorra le festività con la propria famiglia, con i pranzi e i dolci preparati in casa, l'odore delle spezie nell'aria e che tu possa donargli non solo i doni che tanto aspettano ma anche quella serenità che meritano non solo i piccini ma anche gli adulti.
Cerca di donarmi sempre la voglia di cercare nuove strategie, altri orizzonti dove poter arrivare e dire ancora una volta andiamo avanti, e seppur con la strada in salita, donami la capacità e la forza di non arrendermi davanti alle difficoltà. Nel mio lavoro, e non solo, ne ho incontrate tante, ma poi rivedendo i miei ex alunni ... li guardo e dico che ne valeva la pena, anche solo per un grazie!. Ti chiedo di infondere ai genitori degli alunni la fiducia nella mia persona e nel lavoro che svolgo, certo non è facile il mestiere di genitore ... aiutali affinché abbiano la capacità di osservare i propri figli anche con gli occhi di un bambino.

Nel salutarti, mio caro Babbo Natale, ti chiedo ancora una volta la speranza che quest'anno trascorra serenamente, continuando a lavorare e -se possibile!- di entrare di ruolo, di essere un'insegnante sempre più capace e attenta alle esigenze degli alunni, offrendo loro indicazioni per trovare ognuno la propria strada e ... crescere.
Nell'attesa che qualche mio desideri si avveri, ti auguro di soddisfare tutte le richieste dei piccini e se puoi, volgi lo sguardo anche ai grandi che spesso desiderano tornare bambini!

Simona Loretta Agolino,Giurista,docente I.C."2 Ottobre 1870",piazza Borgoncini Duca Roma.
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Sono presenti 1 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito venerdì 17/01/2014 ore 20:20 da Anne-Marie
Buonasera, ho appena letto la Sua letterina al Babbo Natale, e ho provato grande emozione a leggerLa. Sono commossa. Sono insegnante in Francia e son rimasta come Lei molto tempo "precaria", quindi so quanto può essere difficile sentirsi utile solo quando hanno bisogno di noi, con condizioni difficili ... Capisco dunque benissimo i sentimenti che può provare. Avrei voluto, anche se non sono il Babbo Natale, incoraggiarLa a continuare, perché come lo dice Lei, il nostro mestiere di insegnante è un bel mestiere ; la relazione che creiamo coi ragazzi, e talvolta coi genitori, è un bellissimo dono (anche se questa relazione la dobbiamo "fabbricare" ogni giorno, anche ad ogni istante ... Può essere fragile, ma forse è questo il bello?). Abbi coraggio. La penso col cuore e Le auguro di trascorrere un anno dolce e pieno di nuovi progetti e di nnuove speranze. Un'anima francese commossa da Lei.
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