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n 71 marzo 2017
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Oggi è il giorno:22 Ottobre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Libri di "testa"'  >>>
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Libri di "testa"
Il rapporto tra scuola ed editoria
di Pellegrino Marco - Orizzonte scuola
Il convegno tenutosi il 22 febbraio scorso, nell'aula Volpi del dipartimento di Scienze della Formazione di Roma Tre, è stato un momento di confronto e di riflessione su alcuni temi centrali riguardanti l'apprendimento delle abilità di lettura e di comprensione dei testi: Leggere, comprendere, studiare: la prospettiva dell'Evidence Based Education.
All'incontro, coordinato dalla prof.ssa Lucia Chiappetta Cajola, hanno partecipato molti operatori della scuola, tra cui i componenti della "Scuola Possibile", e per tutti è stata occasione di approfondimento e di rinforzo. Gli interventi dei relatori, proff. Gaetano Domenici, Roberto Trinchero, Antonio Calvani e delle dott.sse Marianna Traversetti e Amalia Lavinia Rizzo, hanno generato nuovi pensieri e rivitalizzato i vecchi. In particolar modo, le parole del prof. Calvani hanno condotto il mio pensiero su un binario importante e che richiede, a mio parere, costante attenzione e manutenzione, ossia quello dei libri di testo e del rapporto, dunque, che lega il mondo della scuola e quello dell'editoria.
Nonostante sembri scontata la relazione tra le due realtà, esistono aspetti su cui vale la pena ragionare, perché non sempre il materiale librario edito si allinea agli studi della ricerca in ambito educativo e alle reali esigenze degli alunni.
I libri che periodicamente i docenti si trovano a selezionare, sulla base di criteri ben precisi ma a cui non sempre si attribuisce la giusta considerazione (aspetti grafici, contenuti, apparati e corredi paràtestuali, adattamenti ecc.), rappresentano il riferimento primario, soprattutto per i discenti.
Tale scelta dovrebbe essere preceduta da due fasi: la prima è compiuta dalla ricerca scientifica, che investe energie e risorse per studiare il funzionamento delle aree connesse allo sviluppo degli apprendimenti, la seconda dalle case editrici, che producono il materiale librario sulla base di tali studi e della normativa vigente, per rispondere quanto più possibile ai bisogni della comunità educativa.
Le componenti della triade Scuola-Ricerca-Editoria sono inserite in un sistema circolare di relazioni, che si alimentano e si condizionano.
Considerati i limiti insiti all'adozione per tutto il gruppo classe di uno stesso libro, tolte le varianti e le aggiunte, è importante però precisare che l'offerta dovrebbe tendere alla completezza e risultare coerente e adeguata alle richieste sempre diverse: bisogni educativi, progettazione per competenze, valutazione dei processi più che dei prodotti e ovviamente esaustività dei contenuti.
È proprio il caso di parlare di libri di "testa": un gioco di parole che serve a ribadire quanto sia opportuno ragionare sul "mezzo", in tutte le sue parti: dagli argomenti, ai comandi, dalle immagini ai marcatori visivi, dagli schemi agli strumenti che stimolano all'autovalutazione e all'autoregolazione degli apprendimenti.
Durante l'anno, i docenti integrano i testi adottati con schede, materiali alternativi, manufatti, elaborati vari, e ciò è necessario proprio perché i libri non possono essere rappresentativi dell'intero gruppo, degli stili e dei livelli di apprendimento e delle esigenze educative dei singoli che ne fanno parte, soprattutto nei contesti più svantaggiati. In alcuni casi pero l'implementazione non è frutto di scelte consapevoli, ma è una condizione quasi obbligata, in quanto ci si imbatte in libri poco adeguati, a volte anche poco corretti nella forma e nella sostanza e con incongruenze di varia natura.
Essendomi cimentato in un lavoro di creazione di unità di apprendimento e di schede ad esse legate, ho provato con mano la difficoltà nello strutturare attività per gli alunni, tra cui quelli con bisogni speciali. É fondamentale osservare l'attività dal loro punto di vista, calarsi nella difficoltà, provando ad affrontare le prove vestendo i panni del fruitore finale. Nonostante io sia stato facilitato dall'essere un docente, di sostegno e con esperienza diretta nelle classi, ho incontrato spesso ostacoli; non è così agevole il processo di immedesimazione che richiede all'adulto grande conoscenza dell'argomento, delle difficoltà e delle tecniche, anche comunicative, e soprattutto è necessario che la mente venga sgomberata da preconcetti, sovrastrutture e condizionamenti vari.
Questo discorso ci porterebbe a parlare del grande valore che riveste la comunicazione a scuola, ma mi limito a sottolineare tale concetto: tutti gli strumenti utilizzati nella didattica vanno creati e maneggiati con cura, prima dagli adulti, nel rispetto dei diversi campi professionali, e poi dai discenti, che si ritrovano a farne uso; sono veicoli, e come tutti i veicoli vanno ben montati, alimentati, controllati e adattati alle esigenze, solo così consentono di procedere e progredire.


Marco Pellegrino, docente e formatore, I.C. "Maria Montessori", Roma
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