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Numero: 3-novembre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 19 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Libri ministeriali? No, grazie. Faccio da me...
Come vincere lo spauracchio dei "testi alternativi"
di Traversetti Marianna - Didattica Laboratoriale
... Perché dovrei? Rispondete a questo! Perché dovrei assoggettarmi al volere delle case editrici immischiate nel business dei libri di testo se... la qualità delle loro proposte è assolutamente scadente, se è vistosamente scarsa la scelta antologica dei brani all'interno "rimaneggiati", se appare evidentemente minima la quantità degli esercizi presenti, ma assai numerosa quella degli errori di stampa (e non solo, direi d'autore!)?!

Ma perché io e le mie colleghe, che ci sforziamo di fare scelte di senso per i nostri ragazzi, per fargli conoscere ed apprezzare un mondo diverso da quello che quotidianamente hanno spiattellato davanti ai loro occhi, noi che ci teniamo a fare della didattica un patrimonio non solo culturale, ma critico sul piano della lettura della realtà... mi chiedo proprio perché non dovremmo scegliere e decidere di acquistare i testi alternativi ai libri di testo con le cedole ministeriali fornite dal comune. Ma perché no?!

Ogni fine anno scolastico dobbiamo stilare una relazione in cui motiviamo al Collegio dei docenti -vale a dire ad altri insegnanti come noi- le ragioni educativo-didattiche che ci orientano a questa scelta... e dobbiamo pure stare attente, perché dobbiamo convincerle che essa sia valida dal punto di vista pedagogico! Addirittura la decisione ultima spetta proprio a loro che, tramite delibera, ci devono "accordare, cortesemente" il loro assenso. Non vi pare incredibile? Eh sì, lasciatemelo dire ... ma perché noi dovremmo giustificarci, noi che scegliamo di avere un carico di lavoro maggiore (giri per le librerie di tutta Roma, consultazione di vari cataloghi di diverse case editrici, selezione dei testi in base all'argomento, all'età degli alunni, al lessico utilizzato, ai temi trattati nell'anno e presenti nel P.O.F, preparazione e correzione di verifiche scritte e orali che ne susseguono, allestimento di spazi adeguati dentro e fuori dell'aula, organizzazione di giochi volti alla promozione alla lettura...)!
E pensare che si tratta di un' opportunità che ci è stata data nel 1977 come sperimentazione! E noi, nel 2008, dobbiamo ancora chiedere il permesso?
Ogni fine anno, ogni volta che a maggio devo leggere ai miei colleghi la relazione per confermare la scelta dei testi alternativi anche per l'anno successivo, vengo colta da un senso di frustrazione, misto a quel sottile retrogusto di ingiustizia che abita in me tutte le volte che, mi alzo e... guardando negli occhi le insegnanti, come sono solita fare quando discorro con loro su qualsiasi argomento, dico a me stessa: - Ma tu ci credi? Sai che quello che state scegliendo tu e le tue colleghe per la vostra classe è migliore delle offerte formative che vengono proposte nelle altre classi? Ritieni che il vostro surpluss di lavoro sommerso sia proporzionale all'arricchimento culturale dei vostri alunni? Negli istanti che precedono il mio intervento mi dò sempre la stessa risposta che è comune a tutte le domande: - Sì-...
E allora, mi alzo e, accompagnata dallo sguardo e dall'approvazione sempre unisona, affettuosa e collaborativa di Adriana e Paola, con le quali ho la fortuna di condividere la mia vita professionale, inizio a spiegare... e preciso che la società attuale ci orienta sempre più verso una lettura della realtà che deve tener conto di sollecitazioni molteplici che mutano in tempo reale la fase storica in cui essa stessa è applicata e, nel contempo, offrono una pluralità di strumenti mediatici che forniscono la chiave per la comprensione di un numero vastissimo di informazioni socio- culturali: una lettura dell'ambiente in cui si vive, dunque, che ha tra i suoi mezzi speculativi una ricca gamma di concetti per osservare, selezionare, raccogliere, elaborare, trasmettere informazioni scritte e orali che contribuisce a sollecitare diverse modalità di ricerca e comunicazione e, implicitamente, diversificati percorsi formativi di lettura.
Ed è proprio in virtù di questo che, a parer mio, i ragazzi hanno il diritto di avere a disposizione una raccolta ragionata e ricca di libri di diverso genere; il loro modus di apprendere non può certo accontentarsi di stralci di brani svilenti e distribuiti in maniera del tutto disorganica ed impropriamente didattica nei banali e "sempliciotti" libri di testo che, ahimè, ci vengono propinati.
Inoltre, non è da sottovalutare il fatto che, con tutte le riforme che si sono susseguite, i libri di testo per la Scuola Primaria si sono impoveriti sempre più: sono ora, infatti, non libri bensì fascicoli, anzi fascicoletti che in un totale di 20 - 30 pagine pretendono di esaurire gli argomenti nel programma di Scienze, di Geografia e, quel che è peggio, di Storia.
In questo ambito di riflessione ad ampio raggio allora, ai miei colleghi ribadisco che è indispensabile rivalutare il libro stampato (il LIBRO!), perché solo così la scuola potrà competere con una serie quanto più numerosa, tanto più affascinante di media che propongono letture sicuramente più snelle, poiché integrate il più delle volte da diversi linguaggi e pertanto più persuasive per i piccoli lettori.

Marianna Traversetti Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
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