|
|
| Lontano dal silenzio |
| Percorso didattico di integrazione per un bambino ipoacusico |
| di Crasso Antonella - Integrazione Scolastica |
"Professoressa, quanto siamo contenti! Il bambino è sereno, viene a scuola volentieri, anzi, non vede l'ora e la mattina è il primo a saltare fuori dal letto!"
Così mi diceva già nei primi giorni di scuola la mamma di Lorenzo. Eppure, quando all'inizio di quest'anno scolastico, appena entrata in ruolo come insegnante di sostegno e trasferita in una nuova sede, la Dirigente mi ha chiesto di occuparmi di un bambino ipoacusico, mi sono davvero allarmata: infatti in tutti questi anni ho avuto a che fare con ragazzi con problemi psicofisici: la sordità è una tipologia di handicap che richiede una preparazione più specifica e che nelle scuole di specializzazione viene solo marginalmente sfiorata.
Tuttavia, come sempre, mi sono detta che tutto si può imparare, anzi questa per me poteva essere un'occasione di crescita professionale nella quale mi sarei misurata con una situazione nuova.
Così, prima ancora di conoscere Lorenzo, ho cominciato a studiare la sua documentazione, poche righe scarne, ma che già raccontavano una storia:quella di un bambino che in seguito ad una malattia viene colpito da sordità profonda aggravata da un ritardo mentale, con tutto quello che negli anni ne è conseguito in termini di apprendimento e di socializzazione.
Poi l'ho conosciuto e la vita vera è balzata fuori da quelle carte, diventando un viso di bambino che sembra uscito da un cartone animato, con occhi vispi e neri, capelli corvini, guance paffute, un tenerone che gioca con i pupazzi e che ogni tanto mi abbraccia e con la sua vocina acuta mi dice "io ti voglio tanto bene a te".
Ma nell'attuare UNA PROGETTAZIONE PER LUI i problemi che si pongono sono molti: innanzitutto placare le inevitabili ansie dei genitori per un figlio che lascia il mondo familiare e protetto nelle elementari per approdare, con il suo carico di difficoltà, nell'universo scuola media, fatto di relazioni diverse e numerose, di stimoli e sollecitazioni continui e veloci, di rapporti con un numero maggiore di insegnanti.
Per fortuna con la mamma si crea subito un rapporto di collaborazione e di fiducia che è un'ottima base dalla quale partire, ma i problemi restano: cosa fare e come progettare per un bambino che, oltre a sentire poco ha anche grosse difficoltà a comprendere quanto gli viene detto di fare?
Mi rendo conto che il punto di partenza non può che essere quello di GESTIRE LA SITUAZIONE AFFETTIVA, creando o ricreando intorno a lui un clima positivo, di sicurezza, che lo faccia sentire a suo agio e protetto, ma al tempo stesso lo stimoli ad imparare cose nuove.
Per fortuna la classe in cui è inserito è vivace e stimolante, alcuni ragazzi già conoscono Lorenzo dalle elementari e si sono addirittura offerti come tutor, spiegandomi diverse cose sulle abitudini e sulle caratteristiche del loro compagno, cosa che per me è stata utilissima.
Così sfruttando anche l'entusiasmo e la novità dell'inizio della scuola ho cominciato a lavorare molto con Lorenzo in classe e con la classe, anche perchè lui è assolutamente determinato a lavorare con i compagni e a fare le stesse cose: un obiettivo sarà sicuramente quello di trattare, per quanto possibile, gli stessi argomenti del gruppo classe, pur con le varie semplificazioni ed utilizzando materiale da me precedentemente strutturato.
D'altra parte per Lorenzo lavorare con i compagni è certamente un'occasione per favorire la comunicazione interpersonale, potenziare le competenze verbali, attivare la collaborazione tra i componenti del gruppo, scambiarsi le competenze per arrivare ad acquisire autonomia nel lavoro: questo rimane l'obiettivo principale da perseguire nel corso di questo anno scolastico e certamente questa interazione porterà dei benefici anche alla sua classe, attivando nei compagni quel senso di responsabilità e di collaborazione che potrà essere anche per loro stimolo di crescita personale.
Non sono sola in questo progetto. Vista la particolare gravità del deficit del bambino, i genitori hanno spinto per avere la massima copertura di ore per Lorenzo, il quale così oltre all'insegnante di sostegno sarà seguito anche dall'AEC e da una assistente alla comunicazione, specializzata nel lavorare con bambini affetti da sordità profonda. Per evitare la confusione di figure e per limitare al minimo l'inevitabile trambusto in classe, oltre che garantire al bambino la massima copertura, abbiamo deciso di non sovrapporre i nostri interventi, i quali tuttavia procederanno in stretta sinergia sulla base delle indicazioni didattiche e metodologiche da me fornite: Lorenzo non sarà mai lasciato solo a non saper che fare (come purtroppo qualche volta è accaduto) ma avrà sempre la possibilità di essere seguito e di svolgere il suo lavoro.
Tuttavia, con l'assistente alla comunicazione abbiamo deciso di lavorare insieme per alcune ore fuori dalla classe (per ora tre, in via sperimentale) per attivare interventi più specifici e metodologie più efficaci che consentano a Lorenzo di superare le difficoltà uditive e cognitive, aggirandole con l'uso di modalità specifiche, che anche io imparerò. Devo dire che questa possibilità mi entusiasma e sono molto curiosa di apprendere come, nello specifico, si può intervenire su un bambino con le problematiche di Lorenzo.
Premesso tutto questo e considerando che
• il livello cognitivo del bambino è caratterizzato da un ritardo significativo,
• a livello di linguaggio verbale possiede un ristretto patrimonio lessicale e semantico,
• ha una buona comprensione (specie attraverso il labiale) solo di frasi quotidianamente utilizzate, in un contesto concreto,
• ha una buona comprensione di frasi semplici che devono comunque essere contestualizzate,
• la sua produzione scritta si limita a frasi minime,
nell'ORGANIZZARE LA DIDATTICA mi sono chiesta: allora, da dove parto? Vista la compromissione cognitiva e uditiva, qual è il canale integro sul quale si può lavorare? Cosa sa fare e cosa può fare?
Lorenzo possiede un'ottima memoria visiva, che quindi utilizzeremo come risorsa fondamentale per gli apprendimenti, mentre nell'impostare la didattica opereremo su tre livelli:
1) Livello pratico, cioè vivere e contestualizzare le attività. A questo scopo saranno molto utili le già previste uscite didattiche e i campi scuola.
2) Livello iconico, riprodurre le "tappe", disegnando ciò che è stato fatto praticamente.
3) Livello verbale, orale e scritto: raccontare ciò che è stato fatto per imparare termini nuovi.
Le attività previste quindi saranno centrare su:
Osservare
Seguire (specie attraverso il labiale)
Memorizzare
Sperimentare
Disegnare
Colorare
Gli obiettivi didattici specifici sono così stati definiti:
Per la LINGUA ITALIANA
Lorenzo imparerà ad ascoltare le esperienze altrui, dimostrando di comprendere il messaggio,
Parteciperà alle discussioni in classe con la mediazione di un adulto
Acquisirà termini nuovi
Risponderà correttamente alle domande di comprensione
Scriverà semplici frasi
Saprà descrivere ciò che lo circonda (es. un compagno, un animale).
Per l'AREA LOGICO- MATEMATICA
Risolverà semplici problemi facendo attenzione alla domanda e ai dati disponibili
Risolverà semplici operazioni
Per la STORIA
Ricostruirà la propria storia e quella della sua famiglia attraverso foto, oggetti, ecc.
"scoprirà" il concetto di tempo attraverso l'uso dell'orologio costruito in classe e del calendario
Saprà ordinare cronologicamente una sequenza di immagini
Per ARTE E IMMAGINE
Realizzerà vari disegni sulle sue esperienze e su avvenimenti concreti
Utilizzerà il colore in modo appropriato
Imparerà nuove tecniche
Gli strumenti utilizzati saranno i più vari e stimolanti possibile: libri colorati, schede, fotografie, oggetti concreti (per esempio cartoncini e fermacampione per costruire con i compagni le figure geometriche o l'orologio). Anche i video proposti, come già abbiamo fatto, saranno basati sulle immagini più che sull'audio (utili soprattutto quelli di scienze, che mostrano la vita nel bosco, gli insetti, ecc.), anche perché su questi si potrà poi lavorare con rielaborazioni scritte o pittoriche, per consentire a Lorenzo di fissare e di "personalizzare" quanto appreso (cosa lo ha colpito o interessato di più).
In conclusione, la FILOSOFIA DI FONDO sottesa a questi interventi mi piacerebbe fosse questa: un deficit non vissuto come limite ma come punto di partenza per sperimentare canali comunicativi diversi -verbale, mimico gestuale, iconico; esperienza di crescita per noi insegnanti, proiettati in situazioni nuove e dunque stimolati a progettare, e per i compagni, chiamati a condividere con Lorenzo esperienze didattiche ma anche di crescita, in quel clima sociale positivo che è base fondamentale per l'apprendimento di tutti.
Lontano dal silenzio, dunque, per un vero percorso di crescita e di integrazione.
Antonella Crasso, Docente di sostegno, SMS E.Majorana - Roma
|
|
|