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| Maestra facciamo i laboratori? Laboratori?...No grazie (seconda parte) |
| oggi studiamo.....in ludoteca |
| di Tiberti Stefania - Attività Laboratoriali >>> Percorsi laboratoriali |
Per riprendere il discorso iniziato nello scorso numero, i laboratori nella nostra scuola "Angeli della città" sono una realtà consolidata per noi insegnanti, ma lo sono soprattutto per i bambini.
Da tempo mi sono interrogata sul perché piacciano tanto ai nostri alunni. Esattamente dalla prima volta che ho sentito: "...che bello, oggi ci sono i laboratori..." ho voluto poi perseverare nella mia ricerca, perché rimanevo allibita ogni volta e pensavo "come fanno ad essere entusiasti di questo modo di lavorare, con dei compagni nuovi e delle maestre diverse da quelle di classe?"
Poi ho capito una cosa: ero solo io, in quanto adulta (e forse anche qualche altra collega!), a trovare faticoso uscire dalla mia classe per radunare un insieme di bambini non solo della mia classe ma anche di altre classi , farli poi diventare un gruppo, in qualche modo coeso, anche se solo per due o tre ore alla settimana.
Ancora una volta "io trovavo faticoso" lasciare i compiti da correggere, la lezione nuova da spiegare per andare a fare altro; attività che di volta in volta andavo a stabilire. Per chiarire meglio, non mi sentivo adeguata perché "fare lezione" per me (trattare le discipline per intenderci!!!) era solo all'interno della classe, con i soli bambini che mi erano stati assegnati, pur utilizzando mille strategie nuove.
I bambini invece hanno capito subito che quella era una modalità che poteva funzionare perché per loro era importante lo stare bene a scuola, non importava tanto la classe, i compagni; il lavoro proposto nei piccoli gruppi era più facile da capire, certi meccanismi e certe competenze tornavano utili tante volte e, come ormai ripeto spesso, tornano utili anche in altri contesti diversi dalla scuola.
Ormai mi piace sentire: "...questo lo abbiamo fatto anche al laboratorio...".
Ovviamente far funzionare tutto questo non è stato immediatamente facile, e chi lavora da tanto in questa scuola lo sa bene soprattutto perché tante sono state le difficoltà incontrate per imparare a coordinarci, tra noi insegnanti, nei tempi e negli spazi, aprire cinque o sei classi contemporaneamente o addirittura un intero plesso sembra impossibile eppure è stato così e per la mia esperienza, ogni anno si è cercato di migliorare i punti forza e di limitare le difficoltà .
Proprio su questo noi insegnanti delle classi seconde e terze, impegnate anche nei laboratori, ci siamo maggiormente confrontate chiedendoci che cosa vogliamo dare agli alunni nel programmare, insieme alle attività d'aula, i nostri laboratori di fiaba, manipolazione, ludoteca, informatica e psicomotricità.
Ormai per me è il terzo anno di esperienza sulla metodologia laboratoriale e devo confessare che ricordo bene la prima volta che mi hanno detto: ..."tu condurrai il laboratorio di ludoteca.." Un po' mi sono preoccupata e la prima cosa che ho pensato è stata: quale utilità posso far trarre da questo laboratorio? Questi bambini già faticano tanto a seguirmi, facciamoli pure giocare!
Invece era proprio questo un grande punto di forza.
La ludoteca è il luogo privilegiato per lo sviluppo delle capacità comunicative degli alunni: qui i bambini vengono educati alle regole del gioco di gruppo ed individuale; inoltre è un ambiente significativo per gli insegnanti perchè proprio nell'ambito del gioco hanno la possibilità di conoscere i propri alunni nei momenti di massima spontaneità, per poterne cogliere in tal modo capacità, predisposizioni, difficoltà.
E' vero, quest'anno sono al terzo anno di esperienza con la metodologia laboratoriale e sono anche - forse lo dico con un po' di orgoglio - molto soddisfatta di come stiamo lavorando. Ad una di noi è venuto in mente di trattare un argomento unico in tutti i laboratori, "I viaggi di Giovannino Perdigiorno". Abbiamo scelto cinque storie da leggere che rappresentano cinque viaggi del nostro personaggio, dove Giovannino incontra diverse tipologie fantastiche di uomini, e poiché ogni sei incontri i gruppi cambiano laboratorio, ogni gruppo lavora con una storia differente e, a fine anno, tutti si troveranno ad aver fatto l'esperienza delle diverse storie, avendo sperimentato attività diverse ma complementari nei cinque laboratori
Stefania Tiberti Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi - Roma
In allegato
La scheda progettuale
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