Numero: 2 -Gennaio 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci Web
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Articolo 'Maestra facciamo i laboratori?... >>>
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Maestra facciamo i laboratori? Laboratori?...No grazie
Basta con questa scuola, facciamo i laboratori
di Tiberti Stefania - Didattica Laboratoriale >>> Percorsi laboratoriali
La scuola dal mio punto di vista è sempre una sfida da dover cogliere e in qualche modo rilanciare, perché tutto intorno a noi cambia in modo più o meno repentino, e ognuno di noi ha il dovere di restare al passo con i tempi, come genitori ma anche e soprattutto come insegnanti.
Da qualche anno la scuola cerca di rinnovarsi, spesso perché quello che accade nella società "lascia pensare"... Chi si occupa di formazione, allora, valuta attentamente e prova ad intervenire con proposte mirate. E' tuttavia opinione comune che a scuola si va "per imparare" e tutto questo servirà per vivere meglio, per raggiungere migliori obiettivi, altrimenti perché sarebbe obbligatorio andare? E' logico quindi che ad ogni insegnante interessi soprattutto garantire a tutti i bambini di accedere a conoscenze e abilità da spendere in contesti reali, nella vita, presente e futura.
Alcune volte però la scuola rischia di chiudersi in una sua struttura mentale e organizzativa finalizzata ad "ottenere risultati" pensando che l'unica strada, o quella prevalente, sia il "sapere" e non "il saper fare". Gli stessi docenti si sentono disorientati e forse un po' incerti di fronte ad una richiesta sempre più pressante che sposta la scuola verso un sapere che sempre più deve prendere spunto dal fare per poter essere e diventare (uomini, individui, persone!!).
Lo sconforto maggiore arriva poi quando, per adeguarci alle direttive del ministro di turno, ci propongono di cambiare il nostro rapporto con i bambini, uscire dalla nostra classe e lavorare con le innovazioni tecnologiche e con una "didattica" sempre più "laboratoriale".
Ma a noi maestre ogni giorno succede di doverci rapportare con mille problemi: questo non funziona .. .io non ho capito....il compito era per oggi ?...poi in aggiunta c'è sempre qualche genitore che si lamenta ..a mio figlio hanno detto... l'altra maestra dice... in quell'altra scuola hanno fatto... e poi qualcuno ti dice: c'è il verbale da consegnare, la programmazione da rivedere, i progetti da compilare...
In questa situazione non è facile lavorare, a volte molto difficile. Eppure lo facciamo ogni giorno e pensate che vada tutto bene ? No, credo che capiti anche a voi. A volte ci manca il tempo, nel vero senso della parola. Quattro, cinque o sei ore a scuola non bastano a definire tutti i passaggi che conducono i bambini ad "imparare ad apprendere partendo dal fare, dall'esperienza".
Allora finché si fa solo la didattica - italiano, matematica, storia ecc. - tutto bene, fatichiamo, ma questo è il nostro mestiere ... I guai iniziano quando nelle "Indicazioni per il curricolo per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo dell'istruzione" (settembre 2007) ci chiedono di "Realizzare percorsi in forma di laboratorio, per favorire l'operatività e allo stesso tempo il dialogo e la riflessione su quello che si fa"... ma questi adesso che vogliono da me.. "Il laboratorio è una modalità di lavoro che incoraggia la sperimentazione e la progettualità, coinvolge gli alunni nel pensare-realizzare-valutare attività vissute in modo condiviso e partecipato con altri ..."
Il pensiero più frequente tra i docenti è: "Così in aggiunta a tutto ciò che non funziona vanno a sommarsi anche questi laboratori!" I laboratori oggi rappresentano un modo nuovo di fare scuola, nuovo anche per noi che stiamo dall'altra parte della barricata, nuovo soprattutto perché inizialmente fare lezione nel laboratorio - di manipolazione, fiaba, ludoteca, psicomotricità - era togliere ad italiano, matematica o qualsiasi altra disciplina!
Nella mia realtà -"mia" perché ormai non riuscirei più a lavorare in una realtà diversa da questa - per tre ore la settimana si svolgono i laboratori, delizia dei bambini, croce degli insegnanti.
Ora la mia prima domanda è stata: "Perché questi laboratori piacciono molto ai bambini, anche a quelli che in classe ci fanno disperare?"
La risposta la sto ancora cercando, ma vi racconterò prossimamente che cosa ho scoperto. Un fatto è certo: a noi insegnanti i laboratori non ci sono piaciuti subito per il solo fatto di essere una novità, la rottura di uno schema mentale che ci fa pensare alla scuola in modo "tradizionale".
Oggi però le cose sono diverse sebbene arrivare a questo punto non sia stato un percorso facile, prima di tutto perché noi docenti abbiamo dovuto costruirci la convinzione che questi effettivamente funzionano e poi, non ultimo, dobbiamo farli "arrivare" alle famiglie come un qualcosa di utile e positivo per l'austostima del bambino e che, comunque, stiamo facendo scuola anche nel momento che facciamo un'attività laboratoriale.
Nella mia esperienza di docente nel plesso "Angeli della città" quest'anno per la seconda volta conduco il laboratorio di ludoteca con i bambini delle classi seconde e terze e...funziona alla grande !!
Perchè?
Perchè un gruppo di insegnanti ha capito che cambiando gli spazi, cambiando le strategie, la scuola non cambia, nel senso che facciamo sempre le nostre care e amate discipline, solo in modo diverso, dandoci un criterio, scambiandoci idee, ruoli e materiali.
Solo una cosa non riusciamo a trovare ... il tempo, quell'attimo di tranquillità che ci permette di parlare comodamente seduti intorno ad un tavolo, non in giardino, nel corridoio, a ricreazione, a mensa , al telefono, su messenger...
Ma forse non è anche questa una sfida ? (continua)

Stefania Tiberti Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi - Roma
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