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Numero: 3-novembre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 17 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'Merende filosofiche'  >>>
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Merende filosofiche
Assaggi di filosofia da gustare tutti insieme
di Ansuini Cristina - Didattica Laboratoriale >>> Percorsi laboratoriali
Molti di noi hanno un'idea della filosofia che è legata a trascorsi liceali, confezionata con etichette importanti tipo "metafisica" o "ontologia", infiocchettata con nastri dai nomi illustri tipo Platone, Cartesio, Nietzsche o Kant e ritengono che sia una disciplina troppo alta per farne un elemento della vita di tutti i giorni.

È bello invece rispolverare quell'aspetto più originario, quotidiano della filosofia, quell'aspetto legato al dialogo, al fluire delle idee, allo scambio di opinioni, alle domande sul mondo in cui viviamo.

Farlo con i bambini poi, assume un aspetto del tutto speciale, un po' perché il loro sguardo sul mondo è ancora poco offuscato da tutte le sovrastrutture ed i condizionamenti che hanno gli adulti, un po' perché dà loro la possibilità di comprendere meglio quello che accade loro intorno attraverso delle domande che spontaneamente si fanno, le cui risposte possono sembrare scontate, ma che in realtà non lo sono per nulla.
Se ci poniamo attenzione riconosceremo che è esperienza comune a scuola che si parta da una domanda apparentemente banale e che da questa venga fuori una discussione articolata ed assolutamente interessante. Domande tipo: "Perchè bisogna dire 'Grazie'?" oppure: "I maschi e le femmine sono uguali?", uscite in modo estemporaneo nel corso di un lavoro di italiano, hanno dato il via a delle lunghissime disquisizioni, nel corso delle quali sono emerse idee, opinioni, impressioni, esperienze che hanno chiarito la situazione un po' a tutti e al termine delle quali ci si è sentiti come alleggeriti, oserei dire "migliori", forse perchè le conclusioni cui si era arrivati erano il frutto spontaneo del confronto e del dialogo.

È possibile, piuttosto che affidarsi ad uscite casuali, organizzare delle attività, canalizzare le idee, le energie...questo può servire ad avviare ad una modalità filosofica di approccio alla conoscenza, una modalità dialogica, scambievole, profonda, reciproca.

Occorre quindi dare una FORMA a tali conversazioni, per dare così una consapevolezza e una concretezza alle cose dette.
Si possono quindi progettare degli incontri ad hoc, magari a cadenza settimanale, creando una situazione adeguata, appositamente pensata, ritagliando un piccolo spazio tra le altre attività della classe, creando un cerchio - perché la comunicazione sia circolare! - con le seggioline o dei cuscini, mettendo da parte tavoli e zaini.

Occorre poi stabilire un tempo entro il quale sviluppare la discussione, per evitare che "si annacqui" e scada. Si può iniziare stabilendo una durata di dieci minuti e, se l'iniziativa ha successo, prolungare gli incontri fino a un massimo di trenta minuti.

Inizialmente è bene non terminare l'incontro con un lavoro che lo riguardi, in modo da non offrire ai bambini una conclusione deludente per un'attività piacevole e apparentemente destrutturata, ma dare loro un po' di "spazio" per parlare liberamente tra loro, fare un disegno, scrivere un messaggio...prima di attaccare con un'altra attività.

Capita spesso, comunque, che i bambini stessi abbiano voglia di concretizzare, di fermare le cose dette, allora si sistemeranno i loro prodotti realizzando cartelloni o un libro con tutti i materiali raccolti.

Via via che gli incontri andranno avanti, si potranno progettare degli interventi appropriati e proporre lavori che mettano in ordine le cose dette ed organizzino le attività.
Una buona idea è concludere gli incontri proponendo dei libri che trattino, in qualche modo, l'argomento del dibattito, in modo che, chi si sente particolarmente coinvolto o semplicemente interessato, abbia l'opportunità di leggere storie che lo riguardano.
L'insegnante deve essere anche colei, o colui, che conduce il gruppo, deve quindi proporre l'argomento su cui dibattere, attraverso una domanda-stimolo, gestire gli interventi, far sì che si rispettino le idee di tutti, far porre l'attenzione sugli elementi più interessanti, invitare a collegamenti con fatti della realtà condivisa.
Man mano che ci si allenerà nel "filosofeggiare", si scopriranno tanti punti di vista diversi, tante sfumature di grigio tra il bianco e il nero, tante piacevolezze anche nel rispettare le regole, come la scaletta dell'incontro o il turno per prendere la parola.

Si imparerà che ad una domanda non c'è un'unica risposta secca, ma una serie di risposte che possono andar bene a seconda della persona, della circostanza...ed anche che ci sono domande che non hanno risposta e che sono belle proprio per quello, perché lasciano in sospeso, perché sono misteriose, perché aprono davanti a noi una strada tutta da costruire e da percorrere.

Cristina Ansuini Psicologa, Docente nella scuola "2 ottobre 1870" - Roma

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