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n.43 maggio 2014
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Metti un giorno a scuola con un "non -docente"...
La scuola ha bisogno di gratuità, che ognuno faccia un suo "regalo"?
di Presutti Serenella - Long Life Learning
Mi sono soffermata spesso in questi ultimi anni a riflettere sulle questioni inerenti i finanziamenti alla Scuola, per la Scuola, ai progetti per arrivare ad ottenerli, in via diretta o indiretta, e alla correlazione di tutto questo con i "bisogni" formativi degli Alunni e con la professionalità dei Docenti...insomma, con il "fare scuola".

Non sempre però la partecipazione ai bandi di gara, concorsi ecc., può essere la soluzione per l'attuazione delle attività che vorremmo inserire e fare; non sempre ottenere un finanziamento in sé rappresenta la garanzia per un buon percorso educativo-didattico...

Non sempre, in buona sostanza, un'attività finanziata corrisponde ai bisogni educativi degli alunni di quella scuola, di quel contesto, di quella comunità.


E' abbastanza recente il risultato di una ricerca statunitense, che ha osservato per un tempo significativo (diversi anni) che cosa determinasse l'esito positivo delle azioni didattiche nelle scuole, sia in alcune collocate in contesti con evidente deprivazione socio-culturale, sia in altre appartenenti e accoglienti comunità di composizione medio-alta; in scuole frequentate da gruppi sociali così diversi è stato poi rilevata la correlazione tra azione didattica dei docenti e remunerazione...i risultati non riportano un maggiore successo delle attività remunerate, piuttosto di quelle condotte dal personale scolastico più motivato.

Questo esempio è illuminate, secondo me, per dire come la MOTIVAZIONE sia il vero motore per lo sviluppo e la crescita dei nostri alunni, per un percorso di apprendimento significativo a scuola e fuori scuola. Apprendimento significativo che passa attraverso l'incontro, su più direttrici e snodi, di attività a diverse dimensioni e risvolti soprattutto con obiettivi trasversali. L'incontro interistituzionale di professionisti all'interno dei diversi enti, pubblici e privati, nei contesti scolastici può rappresentare una modalità che produce apprendimenti significativi e presupposti di acquisizioni di competenze metacognitive di fondamentale importanza.

C'è poi lo spazio di riflessione che dovremmo dedicare all'aspetto della "gratuità" intesa nel modo che riporto di seguito, indicato da wikipedia con estrema sintesi un concetto con dimensioni etiche-filosofiche e sociali:
"Dimensione dell'agire che porta ad avvicinarsi agli altri, a se stessi o alla natura mai in modo puramente strumentale. La gratuità è dunque associata al concetto di motivazioni intrinseche, più che all'altruismo o al dono: ci può essere, infatti, altruismo e dono "gratuito" come l'altruismo e il dono non gratuito."

Un'azione "gratuita" offerta alle scuole, da un adulto nella sua veste di cittadino, professionista e/ o "esperto di...", con la motivazione prioritaria di relazionarsi con i giovani cittadini che le frequentano, può assumere i contorni di progetto per lo sviluppo personale e collettivo degli alunni, come anche della comunità educante di riferimento.

"Dare qualcosa di sé senza nulla pretendere in cambio" indubbiamente è la declinazione più chiara dell'azione di volontariato; nella scuola fa bene inserire la realtà delle onlus e del volontariato, ma l'azione gratuita può venire offerta da professionisti non associati, e soprattutto da chi vorrebbe comunicare ai più giovani la propria esperienza.

Nell'operatività della scuola "quotidiana" abbiamo spesso incontrato queste situazioni, nelle più diverse forme; molto diffusa l'opera volontaria dei genitori, singoli o associati in Comitati, che chiedono di poter intervenire per piccoli lavori di manutenzione, oppure per incontrare scolaresche su temi specifici inerenti al proprio lavoro.
Nella mia esperienza ho incontrato e sollecitato l'intervento di professionisti non-docenti (ovvero "docenti per un giorno"...) che hanno corrisposto volentieri, accompagnando questi interventi con reazioni tra il divertito e il serioso, tra il preoccupato e il lusingato...tutti però hanno interagito sulla linea di confine della sussidiarietà e complementarietà tra scuola e contesto sociale; direttori di banca, infermieri portantini e primari di ospedale, ricercatori universitari e professori di cattedra, autori di libri, psicologi, fotografi freelance, astronomi, volontari della Protezione civile, poliziotti ....hanno varcato la soglia di scuola, sono stati alle regole della campanella e dei ritmi dettati dagli orari mensa e dell'andare al bagno...nello scambio di ruolo rigeneratore di significato nella ricerca di senso del proprio lavoro e dell'appartenere ad una comunità educante.

Questo e molto altro c'è dietro un gesto "gratuito" fatto per gli alunni di una scuola; e parafrasando una nota pubblicità (perdonatemi, ma è troppo aderente al caso!) potremmo dire: "niente può comprare la soddisfazione di aver incuriosito un bambino e catturato il suo sguardo e il suo sorriso....per tutto il resto c'è una carta di credito..."

Serenella Presutti, Psicopedagogista, counsellor, Dirigente scolastico dell'I.C. via Frignani di Roma
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