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n.63 maggio 2016
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Articolo 'Microbullismo'  >>>
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Microbullismo
Crescere è da sempre difficile
di Bono Liliana - Orizzonte scuola
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I ragazzi sono alla fine della quinta classe elementare, e fra poco tempo ci saluteremo. Logicamente questo è un momento colmo di commozione un po' per tutti, e anche di aspettative e di timori.

Il bambino piccolo generalmente non giudica la realtà che lo circonda ed accetta i fatti così come sorgono davanti ai suoi occhi, generalmente anche con entusiasmo.

Non si concentra sulle differenze e raramente mostra ostilità verso qualcuno.

Per lui tutto è una scoperta, un gioco, ed è bellissimo vedere ogni volta verificarsi questa meravigliosa apertura verso il mondo.
Crescendo, ad un certo momento tende ad accentuare invece le caratteristiche negative o i punti critici che riscontra negli altri. Le differenze di ogni genere acquistano grande importanza ai suoi occhi. E' il periodo del tifo sfegatato per una squadra o per uno schieramento dei videogiochi che catturano tanto la sua attenzione (ormai so tutto di "Clash of Clans" di cui i miei alunni parlano in continuazione), il periodo del maschio contro la femmina, dell'antagonismo e della competizione, a mio parere anche troppo incentivata dal sistema scolastico classico, con voti e giudizi e graduatorie varie.
E' anche il periodo degli schieramenti in gruppi e gruppetti che a volte possono diventare poco simpatici e causare tutta una gamma di problematiche e sofferenze all'interno della classe e delle giornate.

Dove nasce il bullismo? Quando diventa allarmante? Che cosa è in sostanza?

Per conto mio, il microbullismo nasce da una miscela di antagonismo e non riconoscimento dell'altro come parte di sè, come uguale, ed è pericoloso soprattutto quando non è visto.
Nasce da un atteggiamento di falsa superiorità che quasi sempre nasconde grosse insicurezze e bisogno di ascolto.
Forse sembrerò noiosa, ma è quello che penso.
Inutile scandalizzarsi e mettersi in moto quando i conflitti sono esplosi.
Già solo l'etichetta "bullismo" io la eviterei con cura.
Ogni atto di non accoglienza necessita di attenzione.
I bambini di oggi non sono "più bulli" di quelli di ieri (mi viene in mente "West side Story"), solo che noi abbiamo inventato definizioni diverse, che applichiamo in modo un po' convenzionale a mio parere.
Non c'è nulla di sostanzialmente diverso tra il bulletto di oggi e il nonnismo delle caserme di anni fa. Il ragazzetto strafottente è sempre lì che grida - Guardami!-
Io cerco di guardare e quello che vedo non è diverso da quello che vedevo tempo fa.
Crescere è da sempre difficile, non per colpa dei videogiochi o della televisione.
Crescere è difficile ancora di più quando siamo adulti.
Una maestra, una madre, un padre, un amico che può fare?

Una cosa sola che io sappia: non abbandonarti. Mai

di Liliana Bono
Docente scuola primaria "G. Parini", Torino
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