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Numero: 5 -Aprile 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 23 Settembre 2018

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Articolo 'Musica e gioco'  >>>
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Musica e gioco
Che parallelismo c'è tra tipologie di gioco e condotte del musicista?
di Carpi Anita - Organizzazione Scolastica >>> Parliamo di...
In molte lingue il termine "giocare" include il significato di suonare uno strumento, come jouer in francese, to play in inglese e spielen in tedesco: è solo l'italiano che utilizza due verbi differenti e distingue le due azioni di giocare e suonare.
Questa comune etimologia trova riscontro nell'interessante teoria di François Delalande che stabilisce un parallelismo tra musica e gioco.
Il riferimento è a J. Piaget e alla sua psicologia cognitiva che individua nel gioco un'attività attraverso cui il bambino assimila la realtà ai propri schemi mentali, preparandolo al successivo adattamento all'ambiente.
Le diverse tipologie di gioco identificate da Jean Piaget troverebbero, secondo F. Delalande, corrispondenza nelle diverse condotte che caratterizzano l'attività musicale.
Ecco le tre tipologie di gioco piagetiane:
? Gioco di Esercizio: si sviluppa nei primi due anni di vita, il bambino utilizzando il proprio corpo lo scopre, lo conosce e lo delimita, avvia l'identificazione del sé corporeo per poi arrivare alla costruzione dell'io. Il bambino ripete i gesti che impara per il piacere di svolgerli e perfezionarli. Tali giochi lo accompagnano anche negli anni successivi attraverso giochi come "campana", in cui, però, si aggiugono le regole. Anche il gioco di abilità che svolge il musicista su un qualsiasi strumento può essere riportato a questa categoria: la bellezza di un'esecuzione affonda le sue radici nella precisione e nella sicurezza degli schemi motori che ne sono alla base.
Nelle sue prime esplorazioni sonore, inoltre, il bambino è guidato più dall'interesse motorio, è il gesto (battere, strofinare, graffiare, tamburellare), che occupa la sua attenzione e la sua ricerca, la conseguenza sonora è un aspetto secondario, su cui gradualmente va portata la sua attenzione.
Questa è la condotta che F. Delalande chiama esplorativa e che nasce da un lavoro di sperimentazione e scoperta.

? Gioco Simbolico: si sviluppa nel periodo della scuola materna, in esso il bambino imita il reale e lo "assimila", lo sottomette alle proprie esigenze e interessi, gli oggetti che usa diventano simboli di altri oggetti non presenti, attraverso cui il bambino esprime i propri desideri. E' il gioco del "far finta ", che accompagnerà il bambino a lungo durante la sua crescita, in cui egli utilizza propri simboli, frutto di una realtà fantastica e immaginaria. L'importante funzione del gioco simbolico è riconosciuta anche dalla tradizione psicoanalitica, che vede in esso un modo attraverso cui il bambino scarica le proprie ansie, paure, insicurezze e aggressività, assicurandosi le compensazioni emotive necessarie nel difficile cammino di conquista della realtà esterna.
J. Piaget ha sottolineato come il gioco simbolico sia all'origine delle attività espressive nel bambino e nell'adulto; a livello musicale corrisponde alla condotta espressiva, in cui i suoni stanno per qualcos'altro, hanno la capacità di evocare situazioni, personaggi, stati d'animo.
Anche nella musica, infatti, mimiamo il reale, esprimiamo le nostre emozioni e i nostri sentimenti.Se siamo sereni o arrabbiati sicuramente le nostre produzioni sonore avranno caratteristiche diverse, c'è sempre un "sottotesto" che è rappresentato proprio dai nostri simboli, dal nostro mondo immaginativo.

? Gioco di Regole: si sviluppa soprattutto durante la scuola elementare, in esso il bambino entra in contatto con l'altro, pone le basi della socializzazione, scoprendo l'importanza delle regole, non le vive come costrizione, ma ne scopre l'utilità e diventa molto attento a rispettarle e farle rispettare.
Anche nella musica, attraverso la condotta organizzativa, si seguono delle regole di composizione, diverse nelle diverse culture, ma sempre esistenti.Ogni cultura musicale è legata ad una propria grammatica all'interno della quale è possibile esprimere la propria immaginazione. Le regole sono strumenti che non devono certo soffocare la capacità creativa di ciascuno, ma fornire un alfabeto attraverso cui esprimersi e condividere il proprio messaggio con gli altri.

Ho presentato il comparire delle diverse condotte di gioco e quindi anche musicali in sequenza cronologica ma queste condotte permangono e coesistano nel tempo, non solo durante la crescita ma anche nel corso dell'età adulta. Il gioco prosegue nelle attività espressive dell'adulto come le prime manipolazioni sonore del bambino proseguono nelle condotte del musicista.

Anita Carpi Docente di sostegno 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
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