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Numero: 1 -Dicembre 2007 -Anno I-   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 20 Settembre 2018

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Articolo 'Musica e Yoga'  >>>
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Musica e Yoga
Un laboratorio tutto in divenire!
di Carpi Anita - Didattica Laboratoriale >>> Percorsi laboratoriali
Quest'anno ho deciso di dedicare ai bambini due delle cose che amo di più nella mia vita e di cui ho scoperto il valore non proprio in tenerissima età.
La musica: un linguaggio attraverso cui esprimersi in modo personale e creativo, attraverso cui sentirsi coinvolti sul piano percettivo, cognitivo ed emotivo. Lo yoga: una disciplina di consapevolezza, ascolto, riflessione silenziosa.
Credo siano due universi essenziali per sostenere il processo maturativo, soprattutto in un mondo così organizzato, frettoloso, anche se stimolante, ma preconfezionato come è quello attuale.
Quando osservo i bambini mi sembra che crescendo "prematuramente", non riescano a difendere uno spazio personale in cui ascoltare i propri desideri, in cui mettere a fuoco i propri interessi, le proprie emozioni, e anche semplicemente in cui fantasticare liberamente: ci sono mezzi tecnologici sofisticati che creano per loro, immagini, musiche, animazioni, foto spettacolari. I bambini ne restano incantati e soggiogati, ammirati senza, tuttavia, sentirsi capaci di crearne a loro volta.
Attraverso la musica e lo yoga credo che possano vivere in prima persona uno spazio dilatato, a misura personale, in cui fermarsi e riflettere ma anche giocare e divertirsi, trovare il tempo e il modo giusto per riconoscersi ed esprimersi.
Da questo è nata la mia proposta. Sto cercando di realizzarla e vorrei condividerla con voi non come esperienza preconfezionata, ma come attività del tutto sperimentale, in progress, di cui sottolineare sia i punti di forza sia i punti di debolezza.
Ho colto l'opportunità di svolgerla, proponendola all'interno del progetto di continuità con la scuola dell'infanzia: dovevo programmare quattro incontri per gruppi misti di bambini che frequentano l'ultimo anno della scuola dell'infanzia e della prima elementare.
Ho avuto dubbi, incertezze, per l'età dei bambini e per la brevità dell'esperienza: mi chiedevo cosa sarebbe rimasto loro, cosa sarei riuscita a comunicare in così poco tempo, poi mi sono detta che il modo migliore era sperimentare l'attività, così nuova per me e per loro, e che questo mi avrebbe consentito una valutazione immediata dell'esperienza, collegando direttamente il piano progettuale a quello operativo per passare ad nuovo piano progettuale e poi, se non fosse andata bene, almeno durava poco per me e per i bambini!
Al momento ho svolto i primi due incontri e vorrei racconterveli.
Quello che mi interessava di più, in così poco tempo, era fermare i bambini sull'ascolto e sulla percezione di loro stessi e creare una struttura che in qualche modo si ripetesse e fungesse da contenitore, dando loro la possibilità di vivere una sorta di "ritualità", in cui potessero "prevedere" lo svolgimento dell'attività nel tempo del laboratorio.
Ho pensato così a due momenti: uno iniziale, con una filastrocca di presentazione e, al termine dell'incontro, il cerchio finale in cui scambiarsi le proprie impressioni.
Questa è la struttura del primo incontro.

=> Filastrocca di presentazione
=> Esercizi di respirazione in cerchio per mano: "inspiriamo dal naso e ci gonfiamo come dei palloncini alzando le braccia e tutti insieme ci sgonfiamo accasciandoci"
=> Fase di attivazione: "ci massaggiamo le diverse parti del corpo" => Lo "specchio": in semicerchio con una musica di sottofondo tranquilla (tipo new age) io eseguivo dei movimenti e i bambini li copiavano.
=> Proposta di due posizioni yoga: il "libro" (seduti gambe tese in avanti, braccia in alto: "inspiro e mi "chiudo" portando la fronte verso le ginocchia e le mani verso i piedi, espiro e torno nella posizione di partenza") e la "farfallina" (seduti con le gambe piegate: "afferro i piedi che hanno le piante a contatto, tenendo la schiena dritta spingo gradualmente le ginocchia a terra, più volte")
=> Una danza meditativa in cerchio
=> Cerchio finale di verbalizzazione: come sono stato, cosa mi è piaciuto e cosa no.

Come è andata?
I bambini sono stati in silenzio per tutta la durata dell'incontro (circa 30 minuti), un po' intimoriti, e durante il cerchio finale sono intervenuti in pochi e io stessa ... mi sono annoiata!
Riflettendo mi sono resa conto che c'era qualcosa che non andava e ho rivisto completamente la struttura da cui ero partita.
Mi sono detta che bambini così piccoli sicuramente hanno bisogno di una conduzione "abbastanza direttiva", ma anche di contrasti, di momenti differenti per interiorizzare le esperienze in modo profondo.
Da qui è nata la necessità di suddividere l'incontro in momenti qualitativamente differenti che ho così concretizzato:

1. Io, il mio corpo, il mio respiro (la filastrocca dei nomi, il disegno, esercizi di respirazione)
2. Io e lo spazio (giochi di movimento, una storia raccontata attraverso le posizioni, improvvisazioni in movimento)
3. Io e gli altri (esercizi a coppie, massaggi, canto uno ? tutti)
4. Attenzione al qui ed ora (esercizi di ascolto, esercizi di stimolazione della percezione tattile e olfattiva)
5. L'azione (svolgimento di un'azione corale finale in silenzio: un mandala, un puzzle)

La struttura del secondo incontro è diventata questa:

=> Filastrocca di presentazione (a turno ognuno pronuncia il proprio nome abbinandolo ad un gesto o un ritmo, il gruppo ripete). Ognuno disegna se stesso su un foglio (tutti i disegni vengono attaccati alla parete). Respirazione prima tutti insieme, poi ognuno con il proprio ritmo.
=> Improvvisazioni libere su andature di diversi animali. Suggerimenti su posture specifiche (un cane che si stira, un gatto impaurito; si possono inventare delle storie).Ripresa delle posizioni del primo incontro
=> Un saluto in cui alla voce del singolo si alterni la voce del tutti. Per es. il mantra Sat Nam (solo); Wahe Guru (tutti). Presentazione ed esecuzione di una canzone
=> Stesi a terra ci concentriamo sui rumori dell'ambiente e cerchiamo di ricordarne il maggior numero possibile. Quali rumori ognuno ricorda?
=> Esecuzione di un Mandala (disegnato su un foglio da riempire con perline, pietre, conchiglie o altro).

In questo modo è nato il secondo incontro, in cui mi sembrava di aver introdotto tutti gli ingredienti importanti per creare un'esperienza significativa che lasciasse qualche segno nei bambini, ma che consentisse anche a loro di lasciare tracce personali (un disegno, un'improvvisazione, un modo di cantare).
C'è un altro aspetto che vorrei sottolineare: l'uso di più linguaggi e più canali (gestuale, vocale, percettivo, manipolativo). I bambini realizzano un'esperienza globale che li mette in condizione di conoscere ed utilizzare diversi alfabeti fra i quali arrivare gradualmente a scoprire le proprie preferenze e inclinazioni.

Come è andata?
La riuscita è stata sicuramente migliore: c'è stata più partecipazione, più naturalezza da parte dei bambini e anche, a momenti, più confusione.
Io stessa mi sono divertita di più!
Non sono riuscita a fare tutto, sono arrivata solamente al terzo punto e, accorgendomi che non c'era più tempo, ho chiuso con un "cerchio" di riflessioni personali in cui i bambini hanno partecipato in modo più consapevole e personale.
Un'altra cosa che mi ha colpito è stato come tutti si siano ricordati immediatamente delle posizioni che avevo proposto la volta precedente e con entusiasmo le abbiano riprodotte.
Credo che questo schema di riferimento possa funzionare, miscelando ogni volta in modo diverso gli "ingredienti", ma credo soprattutto che l'aver ideato una struttura così definita, mi abbia dato la sicurezza, in un'attività così nuova, per riuscire ad essere ugualmente ricettiva rispetto alle risposte dei bambini, per saperle cogliere ed essere anche in grado di cambiare l'attività, di allontanarmi dal percorso che avevo previsto.

Succede spesso, con i bambini, che quello che ci eravamo aspettati non accade, mentre le nuove tracce, impreviste proposte da loro, se solo siamo capaci di seguirle, sono sicuramente più interessanti, ricche di spunti e di possibili sviluppi.

Anita Carpi Docente di sostegno 196° Circolo Didattico Via Perazzi - Roma
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